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A LATINA LA FESTA DEL CIRCO INTERNAZIONALE

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A LATINA LA FESTA DEL CIRCO INTERNAZIONALE

E’ in pieno svolgimento il Festival di Latina che oggi arriva alle sue fasi cruciali con le votazioni della giuria e l’assegnazione dei premi speciali, in attesa del galà finale di domani sera.

Un Festival è un Festival e come è giusto che sia ha annate più forti e altre meno forti, ma ciò che dà lo spessore alla manifestazione e lo contraddistingue è la capacità di proporre attrazioni di indiscusso livello tecnico e artistico impossibili da vedere al di fuori del contesto Festival. Anche quest’anno la famiglia Montico ha lavorato intensamente per raggiungere questo risultato che si concretizza nelle standing ovation spontanee di giuria e pubblico. I numeri di leoni marini colpiscono sempre per la simpatia di questi animali e lo stile in genere ironico con cui viene condotto il numero, ma la performance di Timchenko è qualcosa di fuori dal comune, per la spettacolarità degli animali in scena (il maschio Tim con i suoi 750 kg è un vero spettacolo della natura), la grinta del giovane addestratore e l’originalità degli esercizi proposti.

I cosacchi del Turkmenistan della Troupe Galkynysch fanno vivere un altro momento di grande circo: otto stupendi cavalli, una esplosione di gioia incontenibile da parte di tutti gli artisti della formazione, la verve del capo troupe vero protagonista dell’esibizione con la sua danza un po’ folle ma altamente coinvolgente, i sonori schiocchi di frusta, ma soprattutto un repertorio di esercizi completo e impeccabile, con passaggi sopra e sotto i cavalli lanciati ad una corsa sfrenata, il tutto appunto con una esplosione di gioia negli occhi. Un momento di grande festa nello spirito più puro e diretto del circo.

 

A Latina ci è dato modo di vedere cose rare e di pregio: come una troupe di doppia altalena russa di sole ragazze, un’agile donna che esegue il triplo sulla barra russa senza sostegno in uscita, piramidi umane ai limiti dell’impossibile eseguite da esponenti delle scuole cinese, un trio di bambini che “giocano” agli icariani con una disarmante disinvoltura (e nel termine “giocare” non c’è sottovalutazione dell’impegno, bensì un elogio alla serenità che trasmettono), ci sono 26 attrazioni provenienti dai quattro angoli del mondo e c’è tanto, tantissimo circo italiano di qualità inteso come i giovani artisti in gara, a testimonianza della capacità del nostro Paese di essere ancora fucina di talenti, ma anche come tutti i professionisti che lavorano dietro le quinte e negli uffici per dar vita a questo miracolo italiano che si chiama Festival di Latina apprezzato e riconosciuto dagli operatori del settori provenienti da tutto il mondo.

Non vogliamo fare un elenco di nomi perché non citando tutti faremmo sicuramente dei torti. Ma in questa fase delicata per il circo nel nostro Paese, il caso Latina dovrebbe essere di conforto per immaginare un futuro roseo per il circo, in cui tutti questi giovani artisti nostrani abbiano la possibilità di lavorare nel loro Paese con lo stesso entusiasmo, lo stesso gusto che hanno in questi giorni.

Dario Duranti

19/10/2014 12.33.10

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