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URSULA BOTTCHER – WORLD CIRCUS ARTIST

Una leggenda tra gli orsi Ursula Bottcher

Ursula Blutcher (il suo nome da nubile) nacque a Dresda il 6 giugno 1927 in una famiglia  modesta. Nel 1952 inizia a lavorare come stalliere nel circo Jakob Busch fu lì che conobbe Erich Bottcher , assistente di Epi Vidane nel numero degli elefanti, che successivamente sposerà. 

Nel 1955 debutto come addestratrice nella pista del Circo Barlay, con un gruppo composto da 3 leoni appartenuti all’addestratore olandese Gaston Bosman (che perirà tragicamente in Italia nell’ottobre del 2000 durante l’addestramento di alcune tigri del Circo Moira Orfei, nei quartieri invernali).

Dal  1958 presentò di sei orsi bruni appartenenti al Circus Busch  e poi nel 1961 un gruppo di leonesse già portate in pista da Hanno e Marcella Coldam, ed infine  dedicarsi a gli orsi polari, un gruppo composto da otto superbi esemplari appositamente riscattati dal circo statale della Germania del Est dal circo svedese Throlle Rodin.

Ursula eccellerà nella presentazione di questi giganti. Separatasi da suo marito fu Manfred Horm  ad assisterla nella  gabbia.

Fu grazie a Jean Richard che il pubblico francese poté scoprire questa fantastica attrazione durante la stagione  1972/73. Ursula e Manfred appezzavano molto la dolce vita in Francia. Nel novembre del 1975, Ursula Bottcher partirà per gli stati uniti dove Presenterà per due stagioni i suoi animali nella Blue Unit del “Ringling bros. and  Barnum e Bailey” seguirà una permanenza di due stagioni al “Circus World” di Orlando in Florida per poi ritornare alla Blue Unit del Ringling per ancora due stagioni.

Locandina del 2° Golden Circus Festival di Liana Orfei e Paolo Pristipino dedicata a Ursula Bottcher (Roma, 1985/86)

Nel 1983 partecipa al Festival di Monte Carlo, nel 1984 è nel programma del Circo Knie e nell’inverno 1985/86 è scritturata in uno dei più forti programmi del Golden Circus Festival di Liana Orfei e Paolo Pristipino (che annovera tra gli altri Anthony Gatto e i clown Tony Alexis) per quella che fu forse l’unica scrittura nel nostro Paese.

Nel 1988 Fu ingaggiata dal Circo Busch-Roland per 3 stagioni, dove oltre a presentare gli orsi polari porterà in pista anche un quartetto di orsi Kodiak considerati indomabili. Il 21 settembre 1990 i Kodiak ferirono gravemente Manfred Horn che morirà da il 23 ottobre dello stesso anno.

Ursula lavorerà sola per qualche tempo, per poi essere affiancata da un nuovo assistente Jacob Krebs. Dopo due anni al Circo Richter (1997/1998) tornerà al Busch-Roland con il suo gruppo ormai ridotto a sei elementi. In seguito alla liquidazione del circo statale della Germania del est gli orsi le furono confiscati. Due esemplari “Olaf” e “Tromso” verranno ceduti ad Amnéville dove vivono tutt’oggi. Un altro esemplare ”Tosca”, madre del celebre Knut,  finì allo zoo di Berlino.

Manifesto del Circo Mundial del 1992 (Spagna) – Archivio Christoph Enzinger

Ursula è stata una grande amante degli orsi riusciva ad avere con loro una straordinaria comunicazione.

Unica nella storia del circo, lei regnò dall’alto dei suoi 157 cm d’altezza su dei giganti bianchi che superavano i 3,50 metri. Lei in collaborazione con suo fratello Siegfried, scrisse un libro delle memorie dal titolo “Kleine frau, baren stark” (una piccola donna forte come un orso).

Testo di Christian Hamel
Traduzione di Salvatore Arnieri
Con il contributo iconografico di Christoph Enzinger

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