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Stampa: “SALVA LA TIGRE BIANCA DI FLAVIO TOGNI”

SUELLEN SFORZI NUOVA AVVENTURA IN …..

Il felino, di proprietà del Circo Togni, sottoposto a un delicato intervento per un blocco intestinale 

 

La tigre bianca tornerà a ruggire 

 

Sheba salvata dal noto veterinario che opera le belve 

Cosa darebbe un esploratore pur di vedere una tigre bianca dal vivo? Probabilmente, sarebbe disposto a viaggi dall’altra parte del mondo, a chilometri a piedi nella foresta, e magari non rifiuterebbe qualche rischio. Non ce n’è bisogno, dal momento che il raro esemplare di felino si trova nel Lodigiano, precisamente a Brembio. Qui, Sheba, questo il nome della tigre di 180 chili, quattordici anni di età, sta trascorrendo una serena convalescenza dopo aver passato un brutto momento. La tigre bianca, di proprietà del Circo Togni, se l’è infatti vista brutta a causa di un blocco intestinale che la stava per mandare al Creatore. Fortunata coincidenza ha voluto che il veterinario casalino Maurizio Chiesa, esperto in animali esotici, avesse in cura un’altra tigre del circo. Il proprietario dell’impresa circense, Flavio Togni, ha insistito perché la tigre bianca fosse a sua volta visitata, dal momento che da qualche giorno mostrava sintomi preoccupanti. Chiesa ha deciso al volo per l’intervento chirurgico, che si è svolto nei giorni scorsi: a quanto pare, il blocco intestinale non era l’unico problema del felino, che è rimasto sotto i ferri per quasi quattro ore. Poi, la lieta notizia dello scampato pericolo. L’animale ora è in gabbia a Brembio, dove ha ricominciato a mangiare e pure a ruggire, due segnali positivi. Ieri l’altro, il proprietario del poderoso felino è giunto nel Lodigiano per trovare la “figliola”, stupendo tutti per la confidenza e l’intimità che è riuscito a concedere alla tigre. La degenza durerà ancora cinque giorni, dopo di che Sheba si potrà ricongiungere alle sue sorelle nel circo, nel frattempo trasferitosi a Torino. Il ricongiungimento sarà la miglior medicina: a parte gli effetti del decorso operatorio, chiunque abbia visitato l’animale denota infatti una certa tristezza nei suoi atteggiamenti. La storia della tigre del Bengala è assai curiosa: il primo tigrotto dal pelo bianco venne ritrovato in India nel 1951: una volta adulto Mohan (così fu ribattezzato) venne fatto accoppiare con una tigre “normale”. Degli 11 esemplari nati, però, nessuno era bianco. Su insistenza del Marajà, il quale desiderava che la razza non si estinguesse, Mohan venne fatto accoppiare con una delle figlie e, finalmente, la nuova cucciolata fu bianca. La storia fece il giro del mondo, tanto che diversi personaggi famosi vollero vedere l’esemplare dal vivo. Chiesa è conscio della rarità che ha avuto sotto il bisturi, dal momento che gli esemplari al mondo sono pochissimi: «Voglio solo dire che nei circhi di alto livello l’attenzione per questi animali è elevatissima, nulla è lasciato al caso e c’è personale di grande professionalità. Sheba torna sicuramente in buone mani».
Paolo Migliorini
(da “Il Cittadino” – Quotidiano del Lodiagiano)

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