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VARATO IL NUOVO REGOLAMENTO PER GLI ANIMALI A MILANO

VARATO IL NUOVO REGOLAMENTO PER GLI ANIMALI

VARATO IL NUOVO REGOLAMENTO PER GLI ANIMALI A MILANO


Articolo tratto da La Repubblica del 04/08/19

 Il Comune di Milano ha approvato il nuovo regolamento animali, provvedimento ad ampio spettro con cui vuole regolamentare la detenzione degli animali in diversi contesti e la loro esibizione.

Con un unico regolamento, l’ Assessore comunale con delega alle Politiche per la tutela e alla difesa degli animali Roberta Guarnieri, vuole regolamentare aspetti completamente diversi della “vita” animale. Ho messo “vita” tra le virgolette, perché accomunare in un unico provvedimento, aspetti come l’ esibizione nella pista del Circo di un esemplare con la conservazione di aragoste e crostacei in genere e di come vanno trattate prima di cuocerle (dallo stordimento all’ uccisione) mi sembra la classica operazione di somma tra cavoli e patate del vecchio proverbio.

Posto che è legittimo legiferare per migliorare la qualità di stabulazione e, di conseguenza, di vita degli animali, io mi chiedo, e proprio non riesco a capire cosa c’entrano le “povere” aragoste destinate alla cottura con, e prendo ad esempio Piccola e Lamia, le due giraffe del Medrano la cui foto è messa a corredo dell’ articolo tratto dalla stampa di oggi? Oppure una foca gestita da un addestratore esperto con il possesso di un dogo argentino o un rottweiler o un serpente? Ma anche come si possa accumunare in un divieto di vendita e di possesso di uno struzzo o un rettile, con un elefante?

Lo preciso, io ho letto il solo articolo che vi pubblico per vostra  informazione, non ho letto il provvedimento completo, però, da quel poco che ho appreso (e come me chissà in quanti avranno letto l’ articolo sopra riportato) mi sembra un provvedimento confezionato senza avere cognizione di causa (intendo competenza scientifiche / etologiche) e sull’ onda della moda animalista. Sull’ onda dell’ indignazione che mi ha provocato la lettura, penso che si possa si arrivare a scrivere un provvedimento per ottimizzare il benessere animale, ma perché non coinvolgere nella stesura del regolamento stesso esperti e studiosi ma anche circensi che con questi animali ci vivono da sempre? Magari, come già riportato nell’ articolo, si otterrebbe anche il solo ricordarsi di tutelare tutte le specie animali come le anguille citate nell’ articolo e dimenticate nel provvedimento che, specie in inverno, vengono consumate sulle tavole dei ristoranti. Giusto a volere essere polemico fino in fondo, in una città come Milano, sarà più “urgente” tutelare la stabulazione di un elefante, di un rinoceronte o di un ippopotamo o di una delle anguille che quotidianamente sono acquistate, conservate in non si sa che modo e poi ammazzate per confezionare il tanto amato sushi? Al di là della moda animalista e di come questa consenta di riempire pagine e pagine di giornali e post sui vari socials, qualcuno spieghi all’assessore quanti rinoceronti o ippopotami sono al seguito di circhi attualmente. Poi accompagni lo stesso assessore magari in una cucina di un qualsiasi ristorante cinese dove i crostacei e le anguille vengono cucinate tutti i giorni. Ripeto, non è polemica, è solo per fare capire che non si possono trattare aspetti così diversi in un unico provvedimento. Poi, se da già che c’è, l’ assessore volesse controllare anche le condizioni di lavoro degli addetti, magari capirebbe che è si sacrosanto occuparsi degli animali, ma forse la vera urgenza di oggi è occuparsi dei lavoratori e dei diritti non sempre rispettati appieno, ma questo è un altro discorso.

AV

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04/08/2019 17.10.17

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