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MODELLISMO CIRCENSE: I Modelli di Latta

 

Sarebbe più corretto dire “giochi di latta”. Questo argomento più che al modellismo guarda al collezionismo, ma come già visto, le due cose spesso si sposano.

In Italia i giochi di latta erano più per classi privilegiate, almeno nei primi anni del secolo sorso, poi terminata la Seconda Guerra Mondiale, ci ritrovammo una infinità di scatolame militare, razioni in modo particolare. Si potrebbe quasi dire che il gioco di latta sia stato il primo gioco ecologico della storia. Infatti venivano utilizzate anche le scatolette alimentari una volta buttate. Se vi capiterà di trovare giochi di quell’epoca e riuscirete a guardare all’interno, spesso vedrete il marchio del prodotto che in origine ospitava.

Molti di questi giochi avevano un meccanismo a molla che provocava un movimento, per esempio il clown che suona sul tamburino. Un perno quadrato, una chiave, si caricava la molla e una linguetta alla base del gioco dava il via al movimento (vedi foto con elefante).

Tra questi giochi in movimento molto diffuse le giostrine, ma anche trenini ed auto. Nel tempo arrivò la retrocarica, in pratica strisciando l’auto sul pavimento, si cariava la molla e l’auto partiva. In Italia molto diffuse erano le produzioni delle ditte Marchesini, Ingap, Belloni.

Poi arrivarono i cinesi e per i collezionisti le cose si sono complicate, infatti molti guardavano, e guardano, questi prodotti orientali con diffidenza senza dargli importanza. Ma è innegabile che tante produzioni cinesi sono state innovative, per esempio penso ai robot.

Può piacere come può sembrare una cosa da vecchi, la generazione dei millenials (come si dice oggi) guarda questi oggetti con sufficienza, la latta, il metallo, al tocco oggetti freddi, ma quanto calore custodiscono in tanti non lo capiscono.

Negli anni, per quante fiere, mercatini, mostre abbia visitato, il soggetto Circo è sempre stato una cosa rara, poi un giorno ebbi la fortuna di capitare a casa del compianto ing. Roberto Pandini, il “Museo Pandini“, gli amici ne parlavano sempre e quando entrai rimasi a bocca aperta.

Era come essere sbarcati sull’isola del tesoro, ma non é il tema di oggi, da ricordare però che dopo la sua scomparsa, a Rho fu organizzata una bellissima mostra sulle sue collezioni intitolata “Il Circo dei Sogni” e sulla quale prima o poi bisognerà ritornare.

Ebbene, ero nel “museo” e tra i vari modelli un paio attirarono la mia attenzione: un modellino raffigurante il film “La Strada” realizzato con latta e materiali di recupero, ed un affascinante modellino tutto in latta proveniente da scatolame alimentare, modellino del Circo Medrano. Modelli realizzati da Dario e Marisa Castelnuovo su commissione dell’ing. Roberto Pandini.

Il collezionismo è complesso, modellisti e collezionisti hanno una cosa in comune: sono animali solitari, nel senso buono di “animali” come lo intendiamo al Circo.

Solitari nelle loro creazioni, nelle ricerche, per poi esplodere pubblicamente in manifestazioni come il “Mercatino del Circo di Brescia” dell’amico Torchiani, oppure in rete in pagine Facebook come quella gestita da Giacomo Bracaloni (Modellismo Circense e Luna Park).

Nello spettacolo viaggiante il luna park era privilegiato nelle riproduzioni perché permetteva di utilizzare i meccanismi a molla.

Quando vi troverete un qualche minuto libero provate a digitare su Google “giochi di latta” poi sfogliate le immagini e lasciate che la fantasia faccia il resto…

Maurizio Tramonti

Per alcune immagini reperite nel web non é stato possibile individuare il proprietario, qualora qualcuno si riconoscesse lo comunichi

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