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“APPUNTI DI UNA COSTUMISTA PER IL CIRCO”

SUELLEN SFORZI NUOVA AVVENTURA IN …..

“APPUNTI DI UNA COSTUMISTA PER IL CIRCO”

DI ARIANNA FUMAGALLI

A CURA DI VERONICA PIROLA

 

Locandina dell'esposizione

 

 Dal 29 settembre al 2 ottobre 2005 presso il Tendone del Piccolo Circo di Milano in Bastioni di Porta Volta 6, si terrà la personale di Arianna Fumagalli intitolata “Appunti di una costumista per il circo” e curata da Veronica Pirola.

 

L’inaugurazione è prevista per giovedì 29 settembre 2005 dalle ore 18.00 alle 23.00 e vedrà la partecipazione di Silvia Guerra e Agostino Aresu.

 

La mostra rimarrà aperta tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.00.

Domenica 2 ottobre si svolgerà una visita guidata con l’artista dalle ore 11.00 alle 12.00.

  

Basandosi sul contenuto di alcuni fogli appartenuti a una costumista che risalgono alla fine degli Anni ’50 e che furono commissionati dal circo di Ferdinando Togni, l’artista ha ricostruito nel corso del tempo un pezzo della storia circense, dando così rilievo a un ruolo quello della costumista solitamente marginale rispetto a quello degli altri artisti circensi. Forse proprio a causa della scarsa considerazione riservata a tale figura, gli appunti in questione furono dispersi nel tempo per essere poi ritrovati casualmente dall’artista in una cartelletta abbandonata presso il mercato delle pulci di San Donato Milanese.

I disegni riportano indicazioni minuziose per il colore e i tessuti degli abiti, per le nuances del trucco e la scelta degli oggetti di scena. A questo materiale si aggiungono anche campioni di stoffa, piccoli cartamodelli e ritagli di carta e su ogni foglio è indicato persino il nome del personaggio. Si tratta, quindi, di delicati capolavori poetici, tratteggiati con la semplicità di una comunissima penna di colore blu su carte ormai ingiallite dal tempo che introducono lo spettatore nel magico mondo del circo, in una realtà che si è sempre proposta come un contenitore privilegiato per accogliere e confrontare molteplici forme di espressione artistica. Sotto il tendone, infatti, non esistono differenze di nazionalità o colore e Arianna Fumagalli ha indirizzato il suo intervento prendendo spunto da questa commistione per unire all’interno del suo lavoro varie suggestioni che le derivano dal teatro, in particolar modo da quello di figura, dalla realtà delle feste patronali, dalla tradizione legata ai giocattoli d’epoca, dall’inesauribile mondo cinematografico, dalla scoperta del microcosmo del circo tradizionale e di quello contemporaneo. L’artista ha associato, quindi, il materiale del suo straordinario ritrovamento ad altri oggetti da lei raccolti sia prima sia dopo la scoperta della cartelletta. I fogli della costumista, che con molta probabilità lavorò per la ditta “Estherart” di Castellazzo di Bollate, interagiscono così con vecchie foto, antichi pupazzi, scatole di vario tipo, piccole luci e cornici trovati nei mercati delle pulci, in soffitte di amici e conoscenti o presso i capannoni dei rigattieri. L’artista, tuttavia, non si è fermata al semplice accostamento di questi elementi, ma è intervenuta ancora più direttamente, con un tocco di sapore tutto artigianale, restaurando un orso di pezza su ruote degli Anni ’30, inventando un piccolo elefante di carta il cui movimento della coda mette in funzione la proboscide, costruendo piccole sculture azionabili mediante semplici meccanismi e manipolando sia le fotografie ritrovate nel corso del tempo sia i cartamodelli della costumista per dar loro una nuova forma.

Come sosteneva Massimo Alberini (1909-2000), la “penna circense” del Corriere della Sera che si occupò per quasi cinquanta anni dell’arte della pista, “il circo è il più grande spettacolo del mondo, una realtà difficile da raccontare al di fuori dei soliti clichè”. L’artista, tuttavia, non si fa intimorire e tenta l’impresa con fervore e passione, utilizzando gli spazi solitamente adibiti agli spettacoli circensi per portare la sua installazione direttamente sulla pista e riprendendo soprattutto alcuni capisaldi del nuovo circo, cantiere di incessante sperimentazione e luogo di contestazione delle categorie prestabilite dove avviene una sorta di ibridazione tra le arti visive, le tecniche circensi e la narrazione teatrale, atta a ridefinire il concetto di confine tra le varie discipline artistiche.

 

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