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Il cavallo Murgese star del circo Lidia Togni

Il cavallo Murgese star del circo Lidia Togni

Il cavallo Murgese star del circo Lidia Togni: l’esperimento al via da Altamura

Un «amore» nato durante la permanenza forzata di Vinicio Togni a Gioia del Colle

 FRANCO PETRELLI

BARI – Per la prima volta il cavallo murgese, straordinariamente bello, pieno di grazia e di brio, dal carattere incisivo, ma allo stesso tempo docile, abituato a correre tra i boschi e prati della Murgia, sta per entrare con le sue esibizioni nella lunga storia del circo equestre, le cui rappresentazioni di arte varia cominciano nel XVIII secolo in Gran Bretagna, quindi in Francia, raggiungendo grandi successi in tutto il mondo, grazie ad un poliedrico imprenditore statunitense, Phileas Taylor Barnum, che nella seconda metà dell’Ottocento, ottenne benemerenze sull’intero Pianeta, intercalando negli spettacoli circensi numeri di varietà ad esercizi di cavalli, da qui l’appellativo di equestre, che misero le ali al circo, favorendo l’interesse di una serie infinita di spettatori.

Il cavallo murgese, con il suo armonioso aspetto che tende a rappresentare forza e serenità, passato da una corsa tra querce e roverelle, a brucare l’erba, dinanzi a qualche masseria murgiana, ha lasciato il segno in Vinicio Togni, uno dei maggiori domatori di cavalli, a livello internazionale, che rimasto bloccato per un lungo periodo a Gioia del Colle per colpa della pandemia, con il suo «Circo Lidia Togni» e passando per le campagne di questi territori, dai colori vivaci e lussureggianti, in agro di Altamura, ha pensato bene di visitare un allevamento di cavalli murgesi, che sono sul punto di diventare un’icona della nostra terra e un autentico motivo di crescita. Vinicio Togni – figlio di una nipote e discendente di Aristide Togni che, innamoratosi di una cavallerizza, ha realizzato nel 1870 questa importante memoria del circo italiano diventato poi il circo ufficiale del Regno d’Italia, assumendo in quell’epoca il nome di «Circo Nazionale Togni» – annuncia, coadiuvato in questo suo lavoro di ricerca dal veterinario Daniele Laguardia, di aver acquistato 10 giorni orsono 6 puledrini sui i 70 messi a disposizione da una nota azienda, operante nell’agro di Altamura.

Ma come vengono addestrati? Risponde Vinicio Togni, che si è esibito anche nel Madison Square Garden di New York: «Attualmente sono sottoposti ad una serie di cure mediche, posso dire che siano già in buona salute, nel ricordare che i cavalli, insieme a tutti gli altri animali, vanno trattati amorevolmente, bisogna acquistare la loro fiducia per avere degli amici, accanto, durante gli spettacoli. E specialmente con i cavalli occorre avere molta pazienza, mai e poi mai è possibile contrastarli, si allontanerebbero e, solo, dopo molti amorevoli tentativi si riesce a fargli ripetere un esercizio, tenendo presente che i cavalli sono abituati a vivere all’aria aperta. In genere non ripetono l’identico percorso, nella capacità di correre lungo qualsiasi terreno e in qualsiasi condizione climatica, forniti da un piede sicuro ed instancabile».

Ma il cavallo murgese può diventare un’artista del circo? «Tutto può fare il “Principe delle Murgia”, con un colore nero, molto brillante da dare sul blu o con un grigio testa di moro che in ogni occasione quando piega la testa, un ciuffo folto e ondeggiante gli scende delicatamente sulla fronte, osservando la situazione con i suoi grandi occhi scuri, è pronto a mostrare un carattere collaborativo, affidabile ed onesto, pronto a mostrare un’andatura spigliata e armonica, all’unisono con un’innata dolcezza, si presta all’addestramento». L’amore di Vinicio Togni per gli animali pare stabilizzarsi: «Sto parlando di una razza di cavalli, autoctona che è tra le più famose al mondo e mi sento pronto a portare per la prima volta nei 4 continenti l’esibizione di questi cavalli “murgesi”, addestrati con un’antica gentilezza e in libertà, si faranno conoscere ed applaudire in esibizioni esaltanti e piacevoli».

«Il Circo Lidia Orfei – conclude -, messaggero di un’arte storica e nobile, in questi spettacoli è pronto a rappresentare l’Associazione Provinciale degli Allevatori di Putignano e la Regione Puglia che, profondendo un commovente sostegno per questi ultimi 8 mesi, gravati da una gravissima pandemia, ha reso possibile la salvezza del circo e della mia famiglia. Con questo spettacolo intercontinentale al “Circo Lidia Togni”, in cui sin da quando sono stati sperimentati i primi tendoni, utilizzando i paracaduti da guerra, arriva gente da ogni parte e di ogni categoria sociale, mi permetto esprimere il mio grazie».

Da www.lagazzettadelmezzogiorno.it del 15/06/21

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