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Eravamo un popolo di invisibili

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CIRCHI CHIUSI DA PIÙ DI UN ANNO

Dopo la protesta in 13 piazze Franceschini ha stanziato un milione di euro per le compagnie. Liana Orfei «Ci ha salvato l’amore della gente»

Il presidente Enc Buccioni: «Qualcosa si sta muovendo». Flavio Togni «Abbiamo bisogno di un supporto politico»

DI FRANCESCO PUGLISI

Eravamo un popolo di invisibili

I complessi circensi chiusi ormai da un anno fanno sentire la loro voce insieme allo spettacolo viaggiante.
«La giornata di venerdì scorso prodotto due decreti del ministro Franceschini per complessivi 11 milioni di euro di stanziamento per lo spettacolo viaggiante e un milione per il circo. Un segnale di attenzione indiscutibile». È quanto ha dichiarato Antonio Buccioni, presidente Ente Nazionale Circhi -Agis dopo la manifestazione venerdì ha visto scendere in piazza in 13 città italiane il circo e lo spettacolo viaggiante. Ha auspicato Buccioni: «speriamo di poter riaprire in assoluta sicurezza, con una capienza compatibile con un risultato commerciale. Abbiamo anche bisogno di risorse, di carattere straordinario, per ripartire. Non è facile 0rganizzare la riapertura di un circo o di un parco divertimenti. Abbiamo poi diversamente, da tutte le professioni stanziali, due requisiti di difficoltà maggiore, l’itineranza e la presenza di animali». «Siamo fermi da febbraio dello scorso anno e ogni giorno abbiano spese continue. -Sostiene Flavio Togni dell’American Circus – I soldi promessi da Franceschini dovranno arrivare… Ma forse dovevano pensarci prima al governo. Chiedo al ministro della cultura decisioni più rapide. Non c’è più tempo da perdere, non possiamo più aspettare».
«Nella nostra famiglia lavorano 24 persone, abbiamo tigri, cavalli di cui occuparci con un fabbisogno giornaliero di 400 chili di fieno per non parlare dell’acqua, della carne – ha aggiunto – Con i nostri fornitori di foraggio stiamo lavorando sulla fiducia, ma anche loro cominciano ad essere in difficoltà. Un mese e mezzo fa la Coldiretti di Verona ci ha offerto 8 balle di fieno che equivalgono al fabbisogno di 8giorni. Sono stati graditi – ha proseguito Flavio Togni – Ma forse avremmo bisogno di un supporto politico maggiore». «Siano stati per mesi dimenticati, eravamo un popolo invisibile. Nessun aiuto, nessun sostegno, nessun riconoscimento. Visibili solo per pagare le tasse. Finalmente lo Stato ha aperto gli occhi». quanto ha confessato Liana Orfei, tra le rappresentanti più illustri di una famiglia che, per generazioni, ha dato lustro al circo italiano non soltanto nel nostro Paese, prima di recarsi all’ospedale Gemelli di Roma per il vaccino. E ha aggiunto: «dobbiamo ringraziare la società civile, il nostro pubblico e anche la Caritas. Hanno portato cibo e solidarietà concreta, non solo agli artisti, ma anche agli animali. Se non fosse stato per loro sarebbe stato il periodo più buio di tutta la storia del circo. È stato un atto d’amore da parte del pubblico nei nostri confronti».
Un po’ di entusiasmo per un settore da mesi caduto nel dimenticatoio e che non vede una immediata ripartenza. I fondi che arriveranno suddivisi per più di 60 aziende basteranno per sopravvivere. Per riaprire le attività e preparare grandi spettacoli poi…bisognerà fare salti mortali come sempre e speriamo che questa volte ce la facciano.

Da Il Tempo del 28/03/21

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