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L’ULTIMO SALUTO A MAURIZIO: “Un esempio di come affrontare la Vita”

 

Ieri a Faenza è andato in scena l’ultimo saluto al nostro Maurizio. Il “Re Artù” beniamino dei faentini che numerosi sono accorsi a rendergli omaggio. Un evento che in parte ha curato personalmente, indicando in prima persona le modalità con cui voleva che fosse organizzato. In un certo senso la sua ultima “regia”, lui che amava il palcoscenico e lo spettacolo dal vivo e anche attraverso il palcoscenico si era fatto conoscere e benvolere. Oltre che attraverso la musica. E, anche la musica non poteva mancare in un momento così importante, con la presenza di un’orchestrina che ha accompagnato la cerimonia. E a rendergli omaggio sono venuti amici di tutti gli ambienti che popolavano le sue passioni e i suoi universi: c’erano gli amati circensi, i musicisti con cui ha condiviso la prima parte della sua carriera, le associazioni faentine con cui organizzava gli eventi in piazza che lo han visto protagonista per tanti anni.

Il momento più toccante, sicuramente la lettura del testo che lo stesso Maurizio aveva scritto per questa occasione, un saluto, una preghiera, un messaggio per tutti coloro che lo hanno conosciuto:

«Sarò in ogni nota quando suonerà una musica,
se saprete respirare sarò nell’aria,
e respirerete anche un po’ di me,
mentre il mio odore profumerà l’aria che ci circonda.
Questa vita andava vissuta ed è stato un bene farlo.
Cercate di non offendermi sciupando la vostra
Quando non sarò più non sarò altrove che qui
Non credo ci sarà l’occasione,
ma se un giorno ci incontreremo,
quel giorno sarà una gran festa».

Un atto che la dice lunga sulla personalità di Maurizio e su come ha affrontato anche questo momento. Quello che è andato in scena ieri, nonostante le inevitabili lacrime ha avuto anche il sapore di un momento di festa, più che un funerale. E forse è questo che Maurizio voleva per ieri e per i prossimi giorni. Che il suo ricordo fosse associato a momento lieti e festosi. E per noi sarà così. Come ha scritto quest’oggi il Corriere Romagna: “L’addio a “Re Artu” Un esempio di come affrontare la vita≫”.

Il sacerdote che ha officiato la cerimonia è ricorso alla “parabola dei talenti” dal Vangelo collegandosi al dono della leggerezza, al senso dell’ironia, allo spirito tipico di Tramonti: «Chi di noi non ha riso di fronte al modo di essere di Maurizio – ha detto –: era capace di indossare la sua maschera con naturalezza, si spendeva ed entrava in relazione con gli altri in modo unico e personale: è stato un esempio dal quale tutti dovremmo imparare, ci ha insegnato come guardare la vita con un sorriso».

E quel sorriso ce lo porteremo dietro per sempre! 

Leggi l’articolo del “Corriere Romagna”

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