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I LEONI DI SERGIO LIZZI AL CIRCO CESARE TOGNI (1986): Il Video

 

Un numero di leoni molto conosciuto in Italia negli anni Settanta e Ottanta è quello di Sergio Lizzi, elegante e simpatico addestratore, dotato di ironia e savoir faire, che in molti ricordiamo per la lunga permanenza (1978-1989) al Circo di Cesare Togni. Riprendendo una intervista di alcuni anni fa, vogliamo ripercorrere le fasi principali della sua carriera unitamente a un video del 1986 tratto dall’archivio di Mauro Cantoro che ritrae il numero di Lizzi al Circo Cesare Togni durante una tournée in Puglia.


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Sergio Lizzi, che discende artisticamente dalla famiglia di cavallerizzi Caroli, ricorda così i suoi esordi in gabbia intorno al 1960: “Avevamo ancora il Circo Olimpia con i nostri cugini Caroli. Io prestavo servizio militare e durante una licenza andai a trovare il Circo di Ferdinando Togni dove lavorava Ciccio Niemen che era un grande amico di mio padre. Ciccio mi disse: “Quando vai a casa parla con i tuoi perché vorrei darvi dei leoni giovani che al momento non uso e che potrebbe mandare il domatore olandese Sven Evertik”. Mio padre parlò con Ciccio e quando tornai dal militare trovai i leoni al nostro circo: era arrivato però solo il carro con le bestie, mancava la gabbia e soprattutto mancava il domatore in quanto Sven Evertik non si presentò mai. Così all’inizio furono i miei cugini e i miei fratelli con mio padre e gli zii ad imbastire una gabbia. Mio cugino Oscar Caroli cominciò a pensare a come preparare il numero con queste quattro leonesse; in fondo non avevamo mai avuto felini, solo cavalli. Dopo una stagione Oscar volle smettere e non sapevamo come fare con questi animali. Mio padre voleva che Guido Niemen (il padre di Ciccio) tornasse a riprendersele, ma a quel punto proposi a mio padre di far entrare me in gabbia. Lui non era molto convinto e non mi incoraggiava: diceva che i suoi figli non erano adatti a lavorare in gabbia. Ma io insistevo perché era anche una questione di orgoglio per me. Alla fine mi lasciò entrare con Oscar Caroli e dopo un po’ ho preso in mano io il numero. In quel periodo Benneweis mi regalò un leone maschio che, inserito nel gruppo, ci diede molti cuccioli: così mi trovai con gli animali con cui avevo già provato una routine e degli elementi giovani. Contemporaneamente, all’inizio del 1963, si presentò Ciccio Niemen che aveva bisogno dei suoi animali in quanto li aveva venduti a Walter Nones che aveva da poco aperto con le Sorelle Medrano il Circo Hellas che da lì a poco sarebbe diventato Circo Moira Orfei. Si portò via le quattro leonesse che avevano già iniziato a fare degli esercizi e due cuccioli, mentre io mi tenni il maschio e gli altri cuccioli. Mi arrivò un altro maschio e con quegli elementi mi sono messo a preparare il mio numero. Walter Nones iniziò la sua carriera di domatore proprio con le mie bestie; sarei dovuto andare ad aiutarlo a montare il numero, ma io in quei giorni ero malato e ci non potei andare”.

I Lizzi-Caroli (che potevano vantare nella loro proposta di numeri il jockey a cavallo, la giocoleria di gruppo, l’entrata comica, il numero di leoni e diverse altre attrazioni), alternano periodi di apertura del proprio Circo Olimpia (che nel 1960 è stato il primo circo ad avere uno chapiteau a tre colori) a scritture presso altri complessi. Nella seconda metà degli anni Sessanta per un paio di stagioni sono scritturati al Circo Italiano di Clelio Niemen in cui oltre ai leoni di Sergio la famiglia Lizzi presentava un numero di jockey.

Sergio Lizzi nel 1978 al Circo Cesare Togni

“Nel 1967 mentre avevamo il nostro Circo Olimpia, venne a vedere il nostro spettacolo Enis Togni perché voleva scritturare il mio numero di leoni per una stagione. Io in quel momento avevo un gruppo di 7 bestie (tra cui due maschi) ma lui voleva che aggiungessi al numero qualche elemento perché diceva che con tre piste bisognava riempire di più la gabbia.  Mi propose di inserire 3 o 4 adulti dei suoi, ma non me la sentivo: sarei andato a rischiare troppo e così non se ne fece nulla”.

Al Circo Cesare Togni, in gabbia con…una Ferrari! Sugli sgabelli le iniziali S e L

Tra il 1972 e il 1973 per Sergio Lizzi si apre una esperienza molto importante, venendo scritturato al Circo nell’Acqua di Darix Togni, dove si trovò a mandare oltre al suo gruppo di leoni, anche le tigri del grande Darix: “Darix voleva che nei suoi spettacoli ci fossero sempre due numeri di gabbia: uno di tigri e uno di leoni; Darix si era già ritirato, per cui scritturava altri domatori e in quel periodo aveva in compagnia il domatore francese Thierry Le Portier. Quell’anno i Togni crearono due circhi per un periodo, uno diretto da Darix che rimaneva in Italia e uno per la Grecia, gestito dal cognato Ugo Miletti. Per cui i leoni presentati da Thierry vennero mandati in Grecia, mentre io restavo in Italia a mandare il mio gruppo e le tigri di Darix. Mi trovai benissimo a lavorare con le tigri di Darix, nonostante sia entrato in gabbia praticamente senza aver mai provato. Debuttai con le sue tigri a Pavia, in gran fretta, perché Thierry era già partito e non avevo avuto il tempo di ambientarmi e di farmi accettare dalle bestie. Chiaramente non avevo molta sicurezza, non conoscendo il carattere di ciascuna: c’è quell’animale che devi tenere un po’ allegro e quello invece che devi lasciare più tranquillo se vuoi che lavori bene. Paradossalmente nonostante tutto ciò non furono le sue tigri a darmi problemi, ma il maschio del mio gruppo, perché le femmine erano in calore. I due numeri erano uno dopo l’altro: uscivano le une ed entravano gli altri: avevamo i rimorchi con il doppio tunnel; a me restava giusto il tempo per spostare gli sgabelli a seconda del numero che presentavo”. Dal Darix lavorava anche il fratello Renato che si occupava di mandare le fontane danzanti.

Per alcune stagioni i Lizzi tornano a lavorare al circo di Clelio Niemen (che nel frattempo ha assunto la denominazione di Circo Lina Orfei), prima del prolungato sodalizio decennale con il Circo Cesare Togni: “Abbiamo iniziato con Cesare nel 1978 ed ho finito nel 1989 con un solo anno di pausa, durante il quale tornai da Clelio Niemen. Di solito ero solo a lavorare (aiutato da Renato), ma quando mise le tre piste mi capitò di lavorare nella pista laterale, mentre in quella opposta c’erano domatori del calibro di Taras Boulba, Pierre Ivanof o Giancarlo Franchetti”.

Finito con Cesare Togni, Sergio lavora ancora per un breve periodo al Circo Zavatta nel periodo in cui a Milano si gira “Sabato al Circo”, prima di appendere la frusta al chiodo e passare a lavorare, per i successivi undici anni, all’Accademia di Cesenatico, con varie mansioni.

Nell’inverno 1986 il Circo Cesare Togni si trova in Puglia per una tournée che toccherà Lecce, Taranto, Foggia, Bari per Natale, Brindisi e Barletta. L’emittente locale TeleNorba trasmise in versione quasi integrale il numero di Lizzi. Grazie all’archivio  storico di Mauro Cantoro, oggi vi proponiamo quel video attraverso il quale cogliamo l’occasione per inviare un saluto a Sergio e alla famiglia Lizzi.

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articoli di giornale dall’archivio di Sabino Dioguardi “Circus Story”

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