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MODELLISMO CIRCENSE: Petr Gongol un artigiano in Cecoslovacchia

 

Quello di oggi è il primo di alcuni appuntamenti che nel tempo dedicheremo a questo ragazzo Cecoslovacco, Petr Gongol. Si presenta come fotografo, modellista ed anche gestore di un sito.

Analizzando le immagini dei suoi lavori e sentendo quello che mi diceva, mi vien da definirlo un artigiano del modellismo, forse per un dna che è nei modellisti dei paesi dell’est e mi scuserete se tornerò indietro di qualche anno prima di entrare nei suoi lavori. 

Prima della caduta del Muro di Berlino, la Cecoslovacchia apparteneva a quel blocco di nazioni dell’Unione Sovietica. Parlando di modellismo principalmente in quelle Nazioni prima di tutti c’era quello volante con volo vincolato o, per i più fortunati, volo radiocomandato.
C’è da dire che il modellismo era insegnato a scuola nella meccanica e nelle suole professionali, materie tipo applicazione tecniche da noi. Dopo i modelli volanti subito a ruota arrivavano i modelli da guerra, carri armati, camion, trasporti, cannoni e mitragliatrici. I kit di aerei in grande parte erano prodotti in vacuform, una plastica sottile  che finendo in uno stampo particolare e poco costoso dava vita alle forme dell’aereo senza però definizioni particolari.

Un esempio di vacuform

All’epoca da noi internet non aveva lo sviluppo attuale, 64 K e non tutti  avevano la connessione o una linea affidabile, all’estero però arrivavano le riviste e con loro pubblicità ed indirizzi di negozi ed anche a me cominciarono ad arrivare proposte da quei paesi che però non erano accettabili.

Per il modellista dell’est il parametro era, per fare un esempio, aereo mig 15 di Hasegawa (importante ditta asiatica di qualità) costa 15 mila lire, quindi il mio mig 15 vale 15 mila lire!
Oggetti che potevano essere venduti in Italia a €2 massimo, pensavano che fossero da vendere a €15 come gli Hasegawa.
Insomma nei paesi dell’Est il modellismo era principalmente radiocomandato: aerei, alianti, auto poi si passava al modellismo militare, dopodiché per tutto il resto bisognava arrangiarsi con quello che si trovava.
Anche se probabilmente il nostro Gongol è nato successivamente al crollo del muro di Berlino, il suo dna modellistico rimane quello dell’est ovvero in certi casi quando la produzione non ti aiuta, ti aiuta l’ingegno.

CIRKUS ALEŠ 1/87

Chiedo a Petr di parlarmi del suo primo lavoro: “Il mio primo modello, che ho creato dieci anni fa nella mia collezione, è un modello del circo nazionale ceco Ales nei vecchi colori del rosso e del giallo, il periodo in cui ho visitato per la prima volta questo grande circo, che è uno dei migliori nelle Repubbliche ceche e slovacche”.

I materiali usati per realizzarlo? “Oggetti come rimorchi, tende, stand e molti altri dettagli, tra cui recinzioni, sono realizzati a mano dalla carta, legno, plastica, plexiglass, ferro e molti tipi di adesivi e vernici speciali per la migliore imitazione. Faccio tutti gli oggetti io stesso, solo il rimorchio camion (Mercedes, Volvo, Renault Magnum …), animali e figurine sono della Preiser. Da un tessuto ceco Albert per un trasporto animali ed altri oggetti come semi-rimorchi, roulotte, tende, recinzioni e simili“.

Del Circo Ales ha realizzato anche alcuni oggetti in scala 1/50 per il suo amico e futuro regista, il signor Antonàn Alea Jr, le immagini che seguono si riferiscono appunto alla scala 1/50.

“Il Circo Nazionale Svizzero Knie”

Concludo questa puntata chiedendo a Ptr dei suoi lavori riguardanti il Circo Knie: Si tratta di modelli molto popolari che ho creato per collezioni private di appassionati svizzeri, diversi pezzi sono anche nel museo del circo di Nizza in Francia“… poche parole, ma le immagini parlano da sole.

Maurizio Tramonti

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