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FUNAMBOLIKA 2019: QUALITA’ E SUCCESSO!

FESTIVAL DI LATINA

FUNAMBOLIKA 2019
QUALITA&rsquo E SUCCESSO

Venerdì 5 luglio il Grand Galà du Cirque ha chiuso nel migliore dei modi una trionfale edizione di Funambolika il festival fondato e diretto da Raffaele De Ritis e organizzato dall’Ente Manifestazioni Pescaresi. Complessivamente circa 5000 spettatori (paganti) hanno applaudito i tre titoli in cartellone: Born to be Circus della compagnia italiana (ma con cast internazionale) Circo Zoè sotto al delizioso chapiteau installato sul lungomare Cristoforo Colombo (Area Ex-Cofa), My Land della compagnia ungherese Recirquel e appunto l&rsquoevento clou che porta a Pescara artisti da tutto il mondo e una vastissima platea di famiglie e adulti che arrivano anche dall&rsquointera regione oltre che operatori e professionisti di tutta Italia.


Lo chapiteau di Circo Zoè installato sul lungomare Cristoforo Colombo di Pescara

Funambolika si presenta come Festival Internazionale del Nuovo Circo, intendendo con questa definizione il circo attuale, odierno, senza distinzione (o valutazione alcuna) tra contemporaneo e tradizionale. L&rsquoessenza del circo è di parlare a tutti, di rivolgersi al più ampio numero di persone possibile e questo può accomunare sia esperienze che arrivano da contesti più tradizionali sia da forme più innovative. E&rsquo questo forse il segreto di Funambolika, la ricetta che lo rende un evento di grande richiamo: la scelta artistica di non perdere di vista il pubblico, e di soddisfarlo sempre con proposte di alta qualità.

Ci sembra una scelta importante e non scontata in un momento in cui si affacciano sul mercato circense prodotti che sovente privilegiano la ricerca estrema all&rsquoefficacia sul pubblico, dimenticando talvolta il fruitore dello spettacolo, il cosiddetto &ldquoconsumatore finale&rdquo, ossia lo spettatore. E a Pescara di spettatori in dodici giorni di spettatori se ne sono visti davvero molti: ordinatamente in fila nelle lunghe code davanti allo chapiteau di Circo Zoè, oppure in attesa di acquistare gli ultimi posti in piedi nell&rsquoimmenso Teatro D&rsquoAnnunzio gremito fino all&rsquoinverosimile ed esaurito già diverse ore prima dello show. Un pubblico attento, competente perché formato ed educato in tredici anni di Festival ed esigente perché consapevole di assistere a grandi produzioni internazionali. Questa premessa era doverosa per collocare opportunamente il contesto che ospita il Gran Galà du Cirque evento realizzato in esclusiva per il festival Funambolika e curato da Alessandro Serena e Raffaele De Ritis. Benchè non fosse la prima volta che mi recavo a Pescara, ho vissuto la meraviglia dell&rsquoarena piena (2200 spettatori entusiasti!) in un punto magico della città incastonato tra il mare e la pineta. Dalle ultime file si vedono le onde infrangersi sulla spiaggia e le cime dei pini fanno capolino dietro gli artisti e al disopra delle quinte come cornice fresca e naturale.

Il programma del Gran Galà du Cirque ruota sempre intorno ad un esponente di spicco della comicità: negli anni si sono succeduti, tra gli altri, personaggi del calibro di Jigalov, David Larible, Peter Shub, gli Starbugs, Rob Torres, Housch ma Housch, Fumagalli e David Shiner. Quest&rsquoanno protagonista dello show è stato il belga Elastic, che vedremo nella prossima edizione del Festival di Monte Carlo, che ha proposto alcune perle del proprio repertorio maturato in oltre dieci anni di carriera in festival di teatro di strada, in sale teatrali e da qualche anno anche in programmi circensi oltre che special guest dello storico cabaret parigino, il Crazy Horse. Una comicità fatta di mimica ed espressività facciale, con alcune parole &ldquotormentone&rdquo e un gramelot di espressioni comprensibili in tutto il mondo che uniscono la radice italiana delle parole, cenni di spagnolo, francese e inglese. Elastic da un paio di anni lavora in coppia con la giocoliera francese Françoise Rochais, nota per i suoi Guinness World Record. Francesca (il suo nome di scena al fianco di Elastic) oltre a risaltare per la sua verve esplosiva con cui ha infiammato la platea durante la sua performance di giocoleria con racchette da badminton e bastoni da twirling, ha sposato il linguaggio del clown rivelando anche una grande comunicativa e un&rsquoeccellente vis comica al fianco del suo partner, risultando insieme i fili conduttori della serata.

Serata contrappuntata da una serie di esibizioni spettacolari ed altamente efficaci. In apertura l&rsquoadagio acrobatico del Duo Michael e Yulia, sensuale ed elegante. A seguire Olga Golubeva protagonista di una performance aerea che ruota intorno ad un palo cinese volante trasformato in un lampione che si stacca da terra per diventare un elemento della fantasia: intorno ad esso una serie di figure eseguite con una buona tecnica, senza mai perdere di vista la poesia dell&rsquoimmagine iniziale che caratterizza tutto il numero.

In dodici edizioni di Gran Galà il pubblico di Pescara probabilmente non aveva mai assistito ad una performance di grandi illusioni. E&rsquo toccato ad Alberto Giorgi e alla sua assistente Laura portare la magia sul palco del D&rsquoAnnunzio: una serie di trucchi di grande effetto conditi con l&rsquoinconfondibile stile steam punk dell&rsquoillusionista toscano.

Il Gran Galà in tanti anni ci ha permesso di conoscere tanti artisti italiani formati all&rsquoAccademia del Circo di Verona e poi portati all&rsquoestero dal mercato. La sorpresa di quest&rsquoanno porta il nome di Michael e Dario Togni, figli di Kate Coll ed Andrea Togni, formatisi all&rsquoAccademia e oggi icariani dotati di grande energia e carisma. Il numero, accompagnato da una musica trascinante che lo esalta, coinvolge e sorprende per gli esercizi proposti, ma soprattutto per la mole dei due artisti fuori dal comune per questa discipline: oltre due metri per il porteur Michael e un metro e 85 per Dario l&rsquoagile. Impreziosisce il tutto la comunicativa dei due giovani che dalla famiglia Togni non hanno ereditato solo il cognome e l&rsquoabilità tecnica, ma anche la padronanza della scena.

C&rsquoera grande aspettativa, non tradita, per la modernissima coreografia del Duo The Same (Alexey Ishmaev e Pavel Mayer) alle cinghie aeree creata al Festival di Parigi 2019. Una tecnica precisa e pulita, esaltata appunto da una veste originale e molto curata e dalla capacità di raccontare una storia dei due giovani artisti.

La chiusura dello show è stata affidate alle impressionanti evoluzioni dei White Gothik, quartetto di muscolosi acrobati impegnato in una bella routine di pose di forza e mano a mano.

Alla fine gli applausi non sono mancati e con essi la manifestazione di soddisfazione del pubblico. La crescente partecipazione a questo evento testimonia che il pubblico ha voglia di circo di qualità e che se fatto ad alto livello il circo non ha nulla da invidiare agli altri generi dello spettacolo dal vivo.

Dario Duranti

Foto MasterGraphics Photograpy

11/07/2019 14.50.59

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