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IN SPAGNA PASSANDO DALLA FRANCIA: APPUNTI DI VIAGGIO

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IN SPAGNA PASSANDO DALLA FRANCIA

” ..da fuori senti una musica, grida di gioia e stupore.. Maledizione! Cosa sta accadendo dentro quel tendone?”

Reduce da un viaggio concluso da poco, vorrei farvi partecipi delle impressioni avute  in questo cammino circense verso Madrid, passando per Marsiglia, Montpelier, Valencia, Barcellona.
A volte scrivendo di questi viaggi il paragone con l’Italia sorge spontaneo e si teme di essere accusati di esterofilia, ma restano pur sempre impressioni personali condizionate da gusti e punti di vista che possono non
essere gli stessi per tutti.

La prima cosa che mi è saltata agli occhi é stata la differenza tra esterno del circo ed interno (inteso sia come accoglienza, luci, acustica, musiche e soprattutto spettacolo).
Esterni essenziali, mezzi non proprio luccicanti eppure si entra e si trovano ambienti eleganti ed ordinati e spettacoli, nella maggior parte dei casi, curati nei dettagli.
Potrà non piacere un numero di tessuti o uno con gatti ammaestrati, ma questo rientra nel campo dei gusti personali di una persona e non si può comunque negare che quel determinato numero abbia coreografie,
costumi e musiche non casuali o dettate dalla passione dell’artista per quel cantante o canzone.

Ho notato le troupe dei fotografi: nella maggior parte dei casi hanno agito durante lo spettacolo, cosa per me di cattivo gusto nei confronti dell’artista che si sta esibendo e per chi, non coinvolto nella fotografia, deve subire questa presenza che impedisce di seguire lo spettacolo. Ad onore del vero, c’è da dire che ho anche visto il pubblico chiamare i fotografi per essere immortalati in una foto ricordo, ed allora hanno ragione i fotografi e sbaglio io.
Nello spagnolo Gran Circo Mundial non c’erano fotografi in azione, le foto sono della direzione e vengono eseguite prima dello spettacolo, nell’intervallo e dopo il finale.

Sempre in tema di foto, in questo caso a fotocamere invertite, in tutti gli spettacoli visti, era proibito fotografare e riprendere lo spettacolo. Il personale di sala sempre attento a questi particolari, e gli spettatori una volta fermati non han più messo mano alla fotocamera.

Per i “gagioni” come me, finalmente si è risolto un mistero: mi è capitato spesso di vedere foto con più chapiteaux montati e mi son sempre chiesto a cosa potessero servire. In Francia soprattutto sono utilizzati per le feste aziendali. La ditta organizza la serata al circo, prima intrattenimento, aperitivo, spuntino o cena, poi si cambia chapiteaux e si assiste allo spettacolo.

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Diabolica, in senso positivo, la macchina organizzatrice della nuova società Arena Production di Raoul Gibault che con il marchio “Medrano” ha portato in giro per la Francia ben 5 differenti spettacoli. Gli esterni erano molto sintetici, ed i mezzi i più svariati. Si andava dagli chapiteaux di proprietà, ad altri provenienti da Rossi (Spagna) Arena (Danimarca). Così pure per alcuni mezzi e per le biglietterie.
A Marsiglia il Medrano era presente con due circhi (3 spettacoli al giorno ciascuno): uno davanti all’ippodromo ed uno al porto, situazione su cui torneremo nella pagina dedicata a questi circhi.

In Spagna, a Valencia erano presenti 5 spettacoli di circo: Wonderland, Mundial (con Martin Lacey), Circ de Nadal, Gran Circo Alaska, Teatro Gran Fele.
A Madrid: Americano (Faggioni), Gran Circo Mundial (con i numeri premiati al Festival di Montecarlo 2013), Gouani, Kaos, Quiros, Twister, Holiday e Circo Price (teatro).
Dal tour spagnolo manca il Circo della Famiglia Rossi che era a San Sebastian.

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In Spagna, ogni volta resto stupito dal coinvolgimento del pubblico e dal calore con cui segue lo spettacolo. Una Nazione che soffre una crisi pesante ma che ogni tanto sfida comunque le avversità con l’allegria. Ho visto quell’Italia di un tempo che la Germania ci invidiava, eravamo in crisi ma sempre con il sorriso sulle labbra. Allora li vedi al circo che cantano senza vergogna, si stupiscono ed urlano per un salto mortale ed affrontano di buongrado l’avversità dell’attesa del prossimo spettacolo perché quello in corso vede tutti i posti esauriti.

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A Valencia c’erano due spettacoli che prevedevano canzoni in seconda parte. Al Circo Alaska il “Canta Juegos“, nel “Circ de Nadal” il Duo D’Aragon. Due parole su quest’ultimo circo installato a 500 metri dal Circo Wonderland della Famiglia Macaggi. Nonostante la concorrenza, alcuni artisti del Wonderland erano in  programma anche nel “Circ de Nadal”. Bruno Macaggi in un numero di palo cinese, il padre Ringo con gli animali esotici (al Circo Wonderland erano in scena altri) e il ritorno di Lucetto Macaggi a dirigere le tigri. Purtroppo, per i motivi visti in precedenza, non è stato possibile fotografare questo momento. Uno spettacolo che si svolgeva con strutture di Angelo Di Lello e che vedeva nelle vesti di capopista Davio (Davide) Folco (i figli protagonisti nello spettacolo).

I Clown. Circo Americano (Fam. Faggioni): clown musicali Folco ed Elvis Faggioni. Circo Wonderland: Clown musicali Mariani e Jason Macaggi. Circo Mundial  Valencia: Ciciarin, Rastelli clown musicali. Circo Mundial Madrid: clown musicali Rivelinos, clown musicali Pepin Leon, Carletto (Carlos Peres).

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(fonte foto Circo Mundial)


Forse in questo viaggio le emozioni più forti me le hanno regalate proprio alcuni di loro, sentire il brano “ho my papà” intonato alla perfezione dai Pepin Leon (2 trombe e sax contralto) fa venire i brividi a chi ha superato
i 50 anni ed a chi ama la musica. Rivedere poi in pista Vittorio ed Oreste Rastelli, come dice una nota pubblicità, non ha prezzo.  Hanno adattato il repertorio che un tempo li vedeva impegnati con il padre Alfredo e aggiunto cose nuove. Eleganti e sempre in ordine con costumi e truccatura, intonazione impeccabile ed un collaudato rapporto con il pubblico che porta inevitabilmente all’applauso. La cosa strana è l’impressione che ottengano risultati senza sfruttare fino in fondo le loro potenzialità.

Prima di terminare e dare l’appuntamento alle prossime news con locandine e foto di questo viaggio, un ultimo appunto sulla comicità. Al Circo Wonderland per la piazza di Valencia hanno proposto una nuova versione dei “Hermanos Helmut“. Un numero di eccentrico con tavolino strisciato e tanta comicità, mai riso tanto e con me tutto il pubblico. E’ un numero che avevano già proposto in stagione un paio di anni fa e sempre con gli stessi risultati. Possibile che non sia mai giunta una segnalazione a chi decide il programma del Festival di Montecarlo?

(mt)

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24/01/2014 17.23.47

 

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