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Stampa: Contorsionisti, acrobati: la tv bussa alla fabbrica dei talenti

TANTI AUGURI CRISTEL TUCCI

Giocolieri, contorsionisti acrobati:
la tv bussa alla fabbrica dei talenti

Dalla «Scuola di Cirko Vertigo» alla prima serata di Rai e Mediaset


Juan Ignazio Tula nel suo numero con la ruota canadese

TIZIANA PLATZER
Torino

Non è più solo un format che si copia e si centuplica nelle tv del mondo, e non è più solo una forma fra le varie di spettacolo leggero in lotta contro la stanchezza del piccolo schermo: è una vera caccia al «numero». Alle «stranezze» capaci in sessanta secondi netti di far ri-aprire gli occhi al telespettatore. E fra i filoni che ora appaiono ai guru televisivi come sostanziose miniere di «nuovo materiale artistico», c’è il circo contemporaneo. Lì dove si stanno buttando a capofitto i talent show. Tanto che sotto lo chapiteau della Scuola di Cirko Vertigo a Grugliasco hanno in questo momento un bel da fare a star dietro alle richieste di ben due programmi, in onda in prima serata.

Hanno fame di numeri che sorprendano i contenitori di «Italia’s Got Talent» – su Canale 5 il sabato alle 21, sotto l’occhio dei giurati Jerry Scotti, Maria De Filippi e Rudy Zerbi e con la conduzione di Belen – e «Attenti a quei due» – la seconda edizione condotta da Paola Perego il venerdì alle 21 su Rai 1 -. Così dalla cintura torinese è partita verso i due studi di registrazione una bella squadra di allievi e ex-allievi con performance da minutaggio televisivo.

Oggi sarà davanti alle telecamere di «Attenti a quei due», per la registrazione della terza puntata con la sfida fra i conduttori Paolo Bonolis-Fabrizio Frizzi, Paula Alvalà, 27 anni, arrivata alla scuola di circo torinese un anno e mezzo fa dal Brasile: «Sono una contorsionista, presento un numero con la valigia». Un classico, una micro-attrazione per spiazzare gli sfidanti: «A San Paolo sono stata ballerina di danza classica, mi sono laureata in storia del cinema e ho cominciato a fare circo contemporaneo, ma lì è ancora un genere poco conosciuto. A Torino, non so come, ho scoperto che il mio talento era il contorsionismo».

Nello stesso format è già passato l’ex allievo Nicola Bruni, brianzolo, entrato in studio in abito da direttore d’orchestra e capace di tenere in equilibrio con un contrabbasso. Un successo. Bis a dire il vero, perché la scorsa estate è arrivato in finale all’«Italia’s got talent» e si è portato in Brianza un premio da 300 mila euro: aprirà un suo chapiteau. In questo programma di talenti veri e personaggi vari «da Corrida», sono già in semifinale ora Juan Ignazio Tula, che ha entusiasmato Scotti e la De Filippi con il suo numero con la ruota canadese – «Vivo a Grugliasco in un camper nello spazio della scuola, insieme a altri allievi» racconta l’acrobata di Buenos Aires, 23 anni, deciso a restare in Europa. «Ero un po’ nervoso durante la registrazione, ma gli applausi del pubblico e i complimenti della giuria mi hanno caricato: adesso aspetto la seconda chiamata» – Luca Marrocchi, 21 anni di Siena, ex allievo al palo cinese, oggi all’Università circense «Esac» a Bruxelles i clown acrobati Nanirossi, la danzatrice acrobatica di Chivasso Valentina Giolo e l’insegnante utzbeko di acrobatica Igor Matyushenko accompagnato dal figlio Andrea di 10 anni.

Insomma, un plotone. Che si allargherà, perché sabato 21 gennaio, dalle 10 alle 18, negli spazi del Parco culturale Le Serre (via Lanza 31 a Grugliasco), si terranno i casting per le prossime puntate di «Attenti a quei due», in cerca di cantanti, ballerini, trasformisti, musicisti: «Le iscrizioni si chiudono oggi, (per quelli dell’ultimo minuto: tel. 011/0714488 ndr) avremo un centinaia di numeri “strabilianti” da tutta Italia» dice il direttore Paolo Stratta. «Ne selezioneremo una trentina per il provino». E intanto tiene d’occhio l’andata in scena «in casa», domani alle 21 per la stagione «Eccentrika», del debutto italiano dei francesi 100 Racines con «Au pied du mur», risultato del progetto transfrontaliero con il partner Arc en Cirque di Chambéry.

Da La Stampa

19/01/2012 16.03.53

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