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Stampa: Accademia di Verona. Cieco di gelosia accoltella la moglie

FESTIVAL DI LATINA

Una notizia scioccante che ci ha lasciato sgomenti. Un episodio drammatico verificatosi nei cancelli dell’Accademia di Verona e che ha coinvolto due istruttori della scuola. Un abbraccio particolare alla vittima cui auguriamo una rapida guarigione.

TENTATO OMICIDIO

Cieco di gelosia accoltella la moglie
nel piazzale dell’accademia circense

Lei è grave. Il movente: aveva paura di perdere la famiglia. Entrambi dipendenti della scuola. La donna è stata colpita più volte all’addome. Arrestato

 

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VERONA — Un gesto folle e disperato. Reso cieco dalla gelosia e dalla paura di perdere in un attimo tutta quella famiglia che aveva costruito insieme a lei. Una serie di coltellate per punirla, un atto estremo per farle capire che non avrebbe potuto più vivere senza di lei. Chi lo ha visto fuggire, ieri pomeriggio, ha detto che era letteralmente «fuori di sé». Un uomo in trance che, dopo aver tentato di uccidere la moglie, è fuggito in auto per pochi metri. Perché A. A., 49 anni marocchino arrestato con l’accusa di tentato omicidio, si è subito reso conto di quello che aveva appena commesso e ha deciso di attendere l’arrivo della polizia in un bar. Gli agenti delle volanti lo hanno trovato poco dopo le 17 di ieri, all’ingresso del locale. Non ha opposto resistenza e si è subito arreso, chiedendo solo se qualcuno di loro potesse andare a prendere le arance e le sigarette che aveva lasciato nella sua roulotte. Dipendente dell’accademia d’arte circense di Egidio Palmiri, che ha sede in via Francia, in zona Zai. L’unica scuola di circo in Europa occidentale. E proprio lì, sotto i tendoni, lavorava anche sua moglie E. G., di un anno più grande. La donna ieri pomeriggio stava terminando una lezione ai 24 allievi della scuola di circo, quando all’improvviso A. è entrato sotto il tendone e le ha detto che le doveva parlare. Lei ha voluto finire la lezione, ma quando è uscita nel parcheggio si è trovata di fronte il marito, esperto istruttore di acrobatica a terra.

 

La moglie è andata verso l’auto, ma lui ha raggiunta velocemente e l’ha colpita all’addome con una serie di coltellate. Una scena a cui ha assistito in diretta il padre di una delle giovani allieve. Il marocchino è salito in auto velocemente e fuggendo ha speronato il veicolo del genitore che ha subito lanciato l’allarme. Sul posto, oltre a polizia e carabinieri, è arrivata subito anche un’ambulanza di Verona Emergenza che ha stabilizzato la donna prima di trasportarla al pronto soccorso del policlinico di borgo Roma dove è ancora ricoverata in prognosi riservata. «Non so davvero cosa dire – ha commentato il fondatore dell’accademia, Egidio Palmiri -. Sono nato e cresciuto in questo ambiente: di fatti dolorosi ne ho vissuti molti, ma una cosa del genere non mi era mai capitata». Era stato lui, 19 anni fa, a conoscere il marocchino e ad assumerlo come istruttore. «Eravamo a Cesenatico con il circo e lui mi aveva impressionato con uno spettacolo di acrobazie – ha ricordato con le lacrime agli occhi -, l’avevo assunto subito e un anno più tardi avevo voluto con noi anche sua moglie, che faceva la coreografa ». Cinque anni fa l’accademia si era stabilita definitivamente a Verona e i due coniugi erano andati a vivere in un appartamento alle Golosine, insieme ai due figli (una ragazza di 19 anni e un bambino di 10). Ma da circa un mese lui non abitava più con loro.

 

«Era triste, non mangiava più e non parlava con nessuno perché aveva scoperto che la moglie non lo amava più – ha continuato Palmiri -. Mi aveva chiesto di poter dormire qui, in una roulotte parcheggiata vicino ai tendoni. Io ho 88 anni, ho avuto centinaia di dipendenti, ma posso sicuramente dire che era uno dei migliori». Che i rapporti fossero tesi tra i due, lo testimonia anche quella lettera che pochi giorni fa la donna aveva scritto al direttore della scuola. «Mi aveva voluto ringraziare per gli anni trascorsi nella scuola e mi informava che sabato (oggi, ndr) sarebbe stato il suo ultimo giorno di lavoro » ha detto Palmiri. Sa che il suo collaboratore rischia una pena pesantissima: «Sono disperato per lui e per i suoi figli. Non riesco a capire cosa possa essergli preso. In questi vent’anni non ha mai alzato le mani una volta contro la moglie. Speriamo che lei possa riprendersi al più presto da questa storia». Gli allievi (24 ragazzi di età compresa tra i 9 e i 16 anni) non hanno visto nulla, perché erano ancora nel tendone a terminare gli esercizi, ma hanno saputo quello che era successo alla loro insegnante. Nessuna voglia di parlare: solo occhi lucidi per una tragedia inaspettata.

Enrico Presazzi

19/02/2011 18.07.13

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