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Circhi chiusi e animali affamati

Circhi chiusi e animali affamati

Circhi chiusi e animali affamati. Coldiretti e Ministero donano cibo e ristori

Circhi chiusi e animali affamati. A marzo 2020 il circo di Sandra Orfei è rimasto bloccato a Caltanissetta a causa delle misure restrittive imposte dal Covid 19. La città dove dovevano andare aveva sospeso il permesso per la loro attività e i circensi, con i loro animali, sono rimasti bloccati nel piazzale di via Bloy.

In città si è attivata una catena di solidarietà per mantenere non soltanto i lavoratori ma anche i famelici animali.

A giugno, dopo aver allentato le misure, il tendone del circo è stato smontato e tutti sono rientrati nelle loro case ma, dopo un anno, la situazione è rimasta immutata. I divieti hanno impedito di riaprire le attività e tornare a esibirsi nei loro spettacoli itineranti.

Sensibile al problema si è mostrata la Coldiretti che ha deciso di donare oltre 3 milioni di chili di cibo per garantire la sopravvivenza dei 2 mila animali dei circhi chiusi a causa del Covid.

Un’operazione di solidarietà che ha visto offrire 400 mila chili di frutta e verdura, 30 mila chili di carne, 3 mila di pesce e 2,5 milioni di chili di fieno e mangime, assieme a latte, succhi di frutta, dolci, conserve, formaggi, passate di pomodoro, uova e olio extravergine d’oliva per le famiglie dei circensi.

Centinaia di tigri, leoni, giraffe, zebre, ippopotami, elefanti, cavalli e cammelli sono rimasti di fatto senza sostentamento a cause del blocco degli spettacoli e delle limitazioni agli spostamenti.

Una catena di aiuti che, viste le prospettive ancora incerte sulla ripartenza delle attività, coinvolge gli agricoltori lungo tutta la Penisola, dal Veneto al Friuli Venezia Giulia, dal Piemonte alla Toscana, dalle Marche al Lazio, dalla Campania all’Abruzzo fino alla Sicilia.

In Italia, fa sapere la Coldiretti, sono almeno 70 le realtà circensi attive che portano avanti una tradizione antica di secoli con la gestione di quasi 2 mila animali che vanno accuditi tutti i giorni, le cui spese per mangiare superano i 2,7 milioni di euro all’anno.

Un’azione di sensibilizzazione e supporto è arrivata anche dal Ministro della Cultura Dario Franceschini. “Ho firmato due provvedimenti del valore di 11 milioni di euro per il sostegno degli operatori dello spettacolo viaggiante e dei circhi. Si tratta di realtà in enorme sofferenza, per le quali si e’ operato sin dall’inizio della pandemia, ma che continuano ad avere bisogno di un sostegno concreto”.

I due decreti ripartiscono le risorse del fondo emergenza spettacolo, cinema e audiovisivo, destinando 10 milioni di euro al sostegno dello spettacolo viaggiante e 1 milione di euro al sostegno delle attività circensi.

Le risorse in favore dello spettacolo viaggiante verranno erogate anche in considerazione degli importi dovuti dalle singole realtà per la tassa di occupazione di spazi ed aree pubbliche nei comuni in cui insistono gli impianti, mentre quelle per i circhi verranno riservate alle imprese di produzione circense le cui attività in Italia è stata impossibilitata dalle misure di contenimento del contagio o la cui attività all’estero è stata interrotta e il cui rimpatrio è stato ritardato o impedito per i medesimi motivi.

Questi interventi rafforzano quanto già previsto nel 2020, con i 15 milioni di euro erogati in favore degli operatori dello spettacolo viaggiante e quota parte destinata ai circhi delle risorse devolute alle realtà escluse dal FUS, portando così a oltre 26 milioni di euro il montante complessivo finora indirizzato a sostenere questi specifici settori dello spettacolo dal vivo.

I due decreti sono stati inviati agli organi di controllo e saranno disponibili, alla registrazione, sul sito istituzionale del ministero della cultura.

Da www.ilfattonisseno.it del 26/03/21

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