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FRANCIA: AL BANDO GLI ANIMALI NEI CIRCHI ENTRO 5 ANNI?

 

A seguito delle proposte al Parlamento (dunque ancora non un provvedimento, nè una legge, un decreto nè altro di più concreto, formalizzato e approvato) del ministro francese per la Transizione ecologica è nuovamente esploso il dibattito in merito alla presenza degli animali selvatici nei circhi. Le proposte del Ministro riguardano non meramente il tema del circo, ma affrontano su larga scala il rapporto con la detenzione in cattività degli animali, gli allevamenti, i delfinari etc. Un tema attraversato prevalentemente, come sappiamo, da posizioni ideologiche, più che si elementi tecnico-scientifici. Un dibattito di cui oggi è impossibile prevedere l’esito effettivo ma che sicuramente qualche ripercussione sul mondo e sull’attività circense in Francia, patria del Circo, l’avrà. Vi proponiamo alcuni echi giunti da noi, senza l’approfondimento che ha avuto in Francia, ovviamente, ma che testimoniano il momento delicato che sta vivendo il circo oltralpe. L’auspicio è che la categoria si unisca e si faccia sentire a livello istituzionale per tutelare il loro diritto all’esistenza e al lavoro. C’è ancora il tempo, lo spazio e il margine per affrontare l’argomento con buon senso…

Per leggere le proposte del Ministro CLICCA QUI

La Francia mette al bando gli animali selvatici nei circhi: stop agli spettacoli entro cinque anni

Niente più camminate su due zampe, giochi con la palla o salti nel cerchio infuocato. La Francia ha deciso di mettere al bando il circo tradizionale: via tutti gli animali selvatici entro il 2025. Lo ha annunciato il ministro per la Transizione ecologica Barbara Pompili. “Stiamo attuando una serie di misure per favorire il benessere della fauna in cattività”. Con la nuova riforma, sarà anche vietato introdurre o far riprodurre orche e delfini nei tre grandi acquari del Paese. 

Una lotta, quella del ministro d’Oltralpe, che non riguarda soltanto gli spettacoli circensi: “Entro cinque anni porremo fine anche all’allevamento di visoni d’America per utilizzare la loro pelliccia“.

“È ormai tempo che il fascino di questi esseri animali non si traduca più in situazioni in cui si preferisce lo stato di cattività rispetto alla loro salute”, ha ribadito Pompili, sottolineando che “la nostra epoca ha cambiato il modo di approcciarci nei confronti degli animali selvatici”.  

Da www.tgcom24.mediaset.it

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