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A Grugliasco va in scena la Gelsomina di Fellini, in un amarcord tra circo e teatro

blucinQue

Martedì 7 luglio la compagnia blucinQue si esibirà per l’inaugurazione della rassegna “Le Serre del Cinema”, che ha in programma la proiezione del film “La strada”

Impressa nei cuori di tutti gli amanti del cinema di Federico Fellini c’è sicuramente lei, la sua compagnia di set e di vita, Giulietta Masini, poliedrica e sfaccettata, incarnato perfetto dell’essere donna tanto studiato e celebrato dal Maestro riminese. E proprio a uno dei suoi ruoli più famosi e osannati è interamente dedicata la serata di martedì 7 luglio, nel parco culturale Le Serre di Grugliasco, dove Fondazione Cirko Vertigo e compagnia blucinQue inaugureranno la rassegna “Le Serre del Cinema”, alle ore 21. 

Grazie al sostegno di Piemonte dal Vivo, gli artisti si esibiranno prima della proiezione del film La strada con un estratto in solo dello spettacolo Gelsomina Dreams (primo studio su Gelsomina),  per un tributo al regista nel centenario della sua nascita. L’ingresso è gratuito. 

L’omaggio della compagnia blucinQue al genio felliniano vedrà in scena gli acrobati Elisa Mutto e Fatos Alla, accompagnati dai musicisti Frankye Laforgue e Bea Zanin, in un’ambientazione sospesa e senza tempo che allude a un set cinematografico dismesso di felliniana memoria. Prenderà vita una Gelsomina eterea, svampita e sognatrice, portatrice di un sentire cangiante e in continua evoluzione. Si costruirà così un viaggio onirico in bilico tra amarcord circensi e elementi di teatralità, tra spiritualità e caratterizzazione, offrendo l’occasione di rivivere il grande amore per il circo del grande maestro del cinema, a più riprese evocato nelle sue produzioni, che è soprattutto spazio simbolico in cui convergono mitico e profano.

L’11 luglio, sempre a Grugliasco, alle 21.45, nel parco Le Serre, Cirko Vertigo e blucinQue proporranno lo spettacolo Vertigine di Giulietta – Distance mode, di Caterina Mochi Sismondi, con ingresso a pagamento. 

Volo, perdita di equilibrio, oscillazione, tensione e spiazzamento amoroso, un lavoro di ricerca sul movimento e la composizione tra teatrodanza, testo, musica dal vivo e discipline circensi. Oggi con un nuovo focus, quello della distanza, da agire e sperimentare anche sulla scena per un percorso post lockdown. 

Nel perimetro tracciato dalla danza della vertigine amorosa, che indaga l’anima più volitiva, audace e incline allo slittamento e alla perdita di equilibrio dell’icona shakespeariana, trova spazio una composizione onirica e sonora in cui corpi, movimento, luce e musica sono voci di un medesimo canto d’amore e riconoscenza, lirica di riconoscimento e perdita. Sulla scena gli attrezzi aerei, la roue cyr, il violoncello, l’uso della voce che riporta segmenti e ricomposizioni del testo di Shakespeare, pochi semplici ed emblematici oggetti di scena, emergono quali elementi concreti e plastici, che si stagliano a contrappunto di questa atmosfera sospesa. A scandire il ritmo, l’alternanza simbiotica di brani di Prokofiev e della musica eseguita da un violoncello classico processato dal vivo da Bea Zanin, musicista in scena insieme ai cinque performer, danzatori e circensi, coinvolti nella composizione fisica e musicale. Accanto a Bea Zanin ci saranno i performer Elisa Mutto, Alexandre Duarte, Federico Ceragioli, Vladimir Ježić, Paolo Starinieri, e la partecipazione di Maria Rosa Mondiglio. La voce e il canto dei testi sono eseguiti da Marta Isabella Rizi e da Bea Zanin.

 Manuela Marascio

Da www.torinoggi.it del 03/07/20

 

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