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Gianni Giannuzzi: “21 marzo 2020. Tutto ciò è vero”

 

Il Clown Scarabocchio (Gianni Giannuzzi) da sempre si è contraddistinto per la sua sensibilità artistica, in pista, ma anche al di fuori di essa come poeta e pittore. Oggi il nostro Gibo ci invia una personale sulla riflessione sul difficile momento che stiamo attraversando.

E siamo giunti ormai ad un mese di isolamento. Sembra strano, però è una realtà che ci tocca sopportare. Sono vuote le strade e le città come in una vecchia canzone di Mina, vuota la nostra vita non sapendo più come passare le ore. Ci svegliamo in casa come sempre, adesso essa diventa il nostro centro urbano piccolo o grande che sia e lì che possiamo passeggiare giocare correre dialogare per cercare di ingannare il tempo Poi verso sera ci mettiamo a cantare insieme ai vicini per sentirci tutti più vicini a coloro che soffrono e stringono i denti per andare avanti

Noi speriamo cantando di recargli sollievo, con noi in nostro aiuto abbiamo dottori ed infermieri angeli terrestri che ci infondono fiducia accudendo i nostri malati. Sono temerari, combattono, in uno scontro titanico con un grande nemico che è piccolo come la punta di uno spillo, ma forte e grande come un terremoto che senza guardare in faccia nessuno che tutto travolge e distrugge sembra invincibile. Però qualche umano è riuscito a sconfiggerlo, ma solo perché non ancora giunto il loro momento.  

Tutti ci sentiamo uniti e soli allo stesso tempo, di sicuro un grande aiuto morale ce lo danno i nostri angeli terrestri, infondono in noi speranza, forza, coraggio. Anche se i conti non tornano, ogni giorno qualcuno anzi troppi vengono a mancare, e con essi ci manca quel vivere che era per tutti solo normalità come dare un bacio ad un nuovo amore, ad un bimbo ai propri genitori ad un figlio un amico, oppure solo incontrarsi in fondo alle scale e darsi un saluto chiedendo il cinque con un solo tocco di mano. Quello che adesso dobbiamo negarci, come andare a fare la spesa per comprare solo un fiore, un dolce, una caramella da donare ad un bimbo in cambio di una sua carezza  ed un sorriso, unirsi a degli amici per gustarsi un gelato, una pizza,  volendo festeggiare un compleanno, una nuova amicizia, o solo perchè tu  amore non hai voglia di cucinare, accompagnare il nonno a comperare il giornale, oppure la mamma anziana a fare la spesa, invece passiamo i giorni tutti uguali, uno dopo l’altro, mentre dentro di noi vorremo andare dai figli, che sono lontani per lavoro, sapendo che ciò non è, possibile sempre per colpa di una corona che tutti noi portiamo sul capo senza potersela levare, con fiducia aspettando che, come una mela che cade da sola dal suo albero, anch’essa cadendo smetta di farci male, così che il mondo torni a gioire. Io spero accada presto per tutti quelli che come me vogliono tornare a quella stupida inutile, ma vitale, normalità che a tutt’oggi 21 marzo 2020 continua a mancare nel mondo, che però tutti insieme uniti per il bene comune, riusciremo a sconfiggere. Questo è il mio pensiero pagliaccio del mondo circense da un mese in galera forzata dentro una roulotte, ma in cuore una sola parola: uniti ce la faremo. Viva l’Italia, viva il Circo Italiano, Viva il Mondo dove viviamo          

Giovanni Giannuzzi “Gibo” 2020