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L’ULTIMO SALTO NEL VUOTO DI EGIDIO PALMIRI

L’ULTIMO SALTO NEL VUOTO DI EGIDIO PALMIRI

Ieri ci ha lasciato Egidio Palmiri, un nome per tutto il Circo, Italiano e non, che parla già da solo e racconta la storia di quasi un secolo di circo. Un secolo di vittorie, traguardi, affermazioni, battaglie, talvolta scontri anche accesi, ma da cui emerge il profilo di una personalità di grande spessore e carisma. Ciò che lo ha reso l’uomo di ferro che tutti conoscono è il suo percorso umano e professionale, l’esperienza da artista indomito, spericolato, segnato (anche nel fisico e nella tempra) dagli incidenti da cui si è sempre rialzato. Artista, direttore, innovatore. Un aggettivo che ricorre sovente nella sua biografia è “folle”. Basti pensare agli “acrobati folli”, nome di battaglia della compagnia di acrobati del brivido a cui aveva dato vita con i fratelli. E poi al primo “circo rivista” negli anni Cinquanta che portava come titolo “follie del circo”. Folle per la capacità di spiccare il salto nel vuoto, folle per la visione lucida che aveva della situazione. Innovatore anche per la determinazione nel creare spettacoli di alto profilo con compagnie di altissimo livello e cura nella formula degli spettacoli: inizialmente acrobatici su palco, poi con una nutrita componente di animali grazie al fortunato sodalizio con il complesso danese Benneweis. In ogni fase della sua carriera professionale Palmiri ha messo questi ingredienti: il carisma, il coraggio, la disciplina. Sul finire degli anni Sessanta la decisione di cessare la carriera di imprenditore e direttore per dedicarsi alla Presidenza del sindacato dei circhi, l’Ente Nazionale Circhi appunto di cui ha tenuto le redini per quasi quarant’anni, al punto che fosse pressoché impossibile scindere l’Ente dal suo Presidente. L’eredità maggiore di Palmiri è sicuramente l’Accademia del Circo fondata a Verona nel 1989, cresciuta e rafforzatasi nel lungo e felice periodo di Cesenatico e successivamente tornata nuovamente a Verona dove tutt’ora ha sede. Un caso unico al mondo, un progetto formativo, educativo e pedagogico che è stato più volte sintetizzato nel concetto di “metodo Palmiri”, una realtà convittuale che oltre a trasmettere arti circensi di tradizione ad alto livello (negli anni alcuni dei migliori artisti italiani hanno insegnato presso l’Accademia consentendo di trasmettere i propri saperi alle nuove generazioni), ha consentito a centinaia di giovani circensi di ricevere una istruzione, fondamentale quanto e più della formazione tecnica, per l’affermazione della propria persona.

I leader carismatici non sono mai esenti da critiche e contestazioni, e Palmiri non ha mai cercato il consenso facile ad ogni costo. E’ stato una guida che nell’epoca più aurea ha saputo indicare una traiettoria e portare a casa risultati preziosi. Difficile condensare in poche righe ciò che è stato, ciò che ha fatto, ciò che ha rappresentato, segue qui sotto il breve comunicato pubblicato a caldo dall’Ente Nazionale Circhi che traccia gli eventi principali della sua vita professionale e artistica. In questo momento ci piacerebbe immaginarlo mentre lascia la veste di Direttore, di Presidente, di Commendatore, le spoglia di anziano senatore, per indossare, la candida tuta e il casco degli Acrobati Folli per spiccare l’ultimo salto nel vuoto, nel silenzio attonito dei presenti, guastato solo dal ronzio dei moscerini, per raggiungere tutti i grandi con cui ha condiviso applausi e dolori, gioie e trionfi, battaglie vinte e traguardi professionali: il fratello Giovanni, la cognata Mafalda, la moglie Leda, e i colleghi di una vita Enis, Darix, Walter e Moira, Nandino e Rinaldo, Ciccio, Leonida, Eugenio, Armando e Roberto e i tanti tantissimi personaggi con i quali ha scritto la storia degli ultimi 90 anni di circo.

D.D.

Le foto di questa pagina sono tratte dal volume “Gli acrobati folli” scritto da Raffaele De Ritis.

L’ULTIMO SALTO NEL VUOTO DI EGIDIO PALMIRI

L’ULTIMO SALTO NEL VUOTO DI EGIDIO PALMIRI

L’ULTIMO SALTO NEL VUOTO DI EGIDIO PALMIRI

Nella pista del suo Circo Palmiri-Benneweis
Egidio Palmiri e la moglie Leda Bogino
Con Darix e Bruno Togni e Moira Orfei
Con Walter e Moira
L’ULTIMO SALTO NEL VUOTO DI EGIDIO PALMIRI
con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

La notizia coglie tutti di sorpresa e fa calare un velo di profonda tristezza: è mancato Egidio Palmiri, figura di riferimento del Circo italiano, per vari decenni presidente dell’Associazione di categoria, fondatore e guida dell’Accademia d’Arte Circense, ma lungo sarebbe l’elenco di tutto ciò che ha creato e che lo ha visto protagonista.
Nato a Vado Ligure il 28 luglio 1923, la sua esperienza artistica si forma con le tournées nei grandi circhi tedeschi, passa attraverso i più prestigiosi teatri di varietà e, alla fine degli anni ’40, insieme ai fratelli dà vita all’arena italiana, con spettacoli che fanno parlare la stampa del tempo per numeri quali il “bolide umano” e il tuffo nel vuoto. L’Original Palmiri conquista le copertine dei periodici italiani grazie al vertiginoso numero dei “centauri” in coppia con il fratello Giovanni: un esercizio effettuato ad un’altezza di venti metri dal suolo con una moto che traina due trapezi su un binario circolare metallico, dove due artisti eseguono delle spericolate evoluzioni.
Negli anni ’50 Palmiri apre il “circo-varietà”, una novità assoluta nel nostro Paese, in cui alla pista viene sostituito un palcoscenico con attrazioni circensi e di rivista della massima qualità. Ben presto il circo acquista notorietà e costituisce il trampolino di lancio per i maggiori artisti italiani dell’epoca, fra i quali i Nicolodi, i Larible, i Nones e i Merzari.
Nel 1957 si associa al maggiore circo danese e fonda il “Palmiri-Benneweis”, che rimane attivo fino al 1967.
Nel 1952 diventa presidente dell’Ente Nazionale Circhi, carica che mantiene fino al 2009.
Ha anche fondato e diretto, quasi ininterrottamente, la rivista “Circo”. Nel 1988 ha fondato l’Accademia d’Arte Circense.
Nel 1968 Giulio Andreotti gli fa conferire l’onorificenza di Commendatore e nel 2012 Berlusconi gli fa conferire l’onorificenza di Grande Ufficiale della Repubblica italiana.

IN RICORDO DI….. le pagine della memoria

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