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Via gli animali dai circhi, Legge bipartisan.

STEACY GIRIBALDI DA .....

Via gli animali dai circhi, Legge bipartisan.

Destra e sinistra alleate su una proposta che prevede incentivi per chi si «converte» agli show con soli umani

 ROMA – Non spesso, ma succede. E il collante in genere è costituito dall’attenzione per gli animali. E’ così anche stavolta. Destra e sinistra alleati per cercare di ottenere quello che ambedue gli schieramenti definiscono un risultato di civiltà. Eliminare dagli eventi circensi le esibizioni di tigri, elefanti, pennuti e altre specie esotiche. Trasformare ogni struttura in tanti Cirque du soleil dove l’attrazione è costituita da soli uomini. Contorsionisti, acrobati, giocolieri, trapezisti.

LE NUOVE NORME – La Commissione Cultura della Camera ha già discusso e inviato agli organismi competenti di Montecitorio, per riceverne un parere, la proposta di legge quadro sullo spettacolo dal vivo, tra i firmatari Gabriella Giammanco, giovanissima del Pdl. Inizialmente i testi erano quattro e sono stati riuniti in un unico articolato, di gradimento bipartisan. Il comma h introduce «agevolazioni fiscali per le compagnie e le attività circensi che non prevedono la presenza, l’esposizione, l’utilizzo e l’esibizione di animali nonchè per favorire la trasformazione dei circhi con animali in circhi senza animali». Lo sviluppo e la qualificazione dell’industria «viaggiante» vengono inoltre incentivate attraverso la creazione di registri per l’attestazione «del possesso dei necessari requisiti tecnico professionali».

«ANIMALI SNATURATI» – La Giammanco confessa di aver detestato fin da bambina queste rappresentazioni «tristissime, pietose, dove gli animali sono snaturati, ridotti a marionette, seviziati anche quando non scendono in pista». A suo parere, i maltrattamenti oltre che in addestramento, sono inflitti imponendo condizioni igieniche deplorevoli e ristrettezza delle gabbie. L’augurio è che, una volta ricevuti i pareri, la legge possa essere approvata dalla Commissione in sede legislativa, senza il passaggio in aula, «e speriamo di non vedere più leoni che saltano attraverso cerchi infuocati, esercizio etologicamente terrificante. L’esperienza del Cirque du soleil dimostra che al pubblico bastano gli acrobati. Il loro bilancio è dieci volte superiore a quello complessivo dei nostri show con esemplari esotici».

LA REPLICA DI FEDERFAUNA – «Esagerazioni, pregiudizi senza fondamento, frutto dell’ignoranza di un ristretto e agguerrito esercito di cittadini». Così ribatte Federfauna, la confederazione europea delle associazioni di allevatori, commercianti e detentori di animali. Il pensionamento dei circhi con esibizioni di animali è stato avviato in modo completo o parziale in una quindicina di Paesi Europei tra i quali Austria, Portogallo, Finlandia, Svezia e Gran Bretagna. Antonio Buccioni, responsabile dell’Ente nazionale circhi e consigliere di Federfauna, dà uno sguardo al panorama italiano. Un centinaio di realtà attive sul territorio nazionale nell’arco dell’anno, soprattutto circhi e arene, quelle cioè prive di tendone. Tre le imprese con oltre 200 operatori tra cast artistico e personale tecnico l’American Circus, proprietà Enis Togni, Medrano (famiglia Casartelli) e Moira, (degli Orfei). Si aggiungono una decina di complessi di media grandezza. La maggior parte dunque sono piccoli complessi a gestione familiare, che puntano soprattutto sull’acrobatica. Alcune imprese made in Italy lavorano all’estero in pianta stabile. «Da tempo abbiamo dismesso i serragli con centinaia di bestie – dice Buccioni – Le scimmie non vengono più sfruttate, da 20 anni sono spariti gorilla e scimpanzé. Gli orsi? Sempre meno utilizzati. In quanto agli elefanti, ne saranno rimasti una decina e sono destinati ad esaurirsi perché non ne importiamo più. Insomma noi siamo gente seria, gli animali fanno parte del nostro patrimonio. Evitiamo il fanatismo. Eliminarli dai tendoni sarebbe come togliere i violini dalle orchestre».

Via gli animali dai circhi, Legge bipartisan.

«ITALIA ANCORA INDIETRO»La Lega antivivisezione non demorde. La guerra ai circhi è la priorità del prossimo anno. E’ partito un censimento, intanto. «Le compagnie circensi si fondono in continuazione – elenca le difficoltà Nadia Masutti -. I Paesi europei dismettono. In Italia siamo molto indietro. Le poche norme di riferimento non sono che raccomandazioni e restano inapplicate. L’ultima stesura 2006 delle linee guida, mai ufficializzata, riguarda anche gli esotici. Non una parola sui rettili che pure vanno tanto di moda». La competenza è del Cites, la commissione scientifica del ministero dell’Ambiente. Le linee guida «per il mantenimento di animali nei circhi e nelle mostre itineranti» elencano i requisiti che le strutture dovrebbero possedere e le amministrazioni verificare. Si parla di piani alimentari, di pulizia, visite mediche, trasporto, misura delle gabbie. Tra gli orientamenti generali «si raccomanda che in futuro non vengano detenute le specie in via di estinzione o non compatibili con la mobilità», in particolare delfini, primati, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe e rapaci. Molto contestata una vecchia legge che stanzia un contributo di 7 milioni all’anno, distribuiti dal Fondo Unico sullo Spettacolo. «Non generalizziamo. Ho visitato realtà bene organizzate e altre che non avrebbero dovuto ottenere l’autorizzazione da parte dei miei colleghi inviati dalle Asl di competenza, come prevede la legge. E’ ovvio che un elefante, seppur tenuto al meglio, non si troverà mai bene come in un parco», non estremizza Piero Laricchiuta, responsabile dello zoo di Napoli, esperto di specie esotiche. E insiste «non c’è maltrattamento nel senso di crudeltà. I circensi tengono ai loro animali. Certo, la cattività incide pesantemente sulla salute psicofisica di un felino. Però ho visitato elefanti in ottimo stato con bella pelle e belle zampe, alimentati con cibo di qualità. Le grosse imprese investono»

Margherita De Bac

Da www.corriere.it del 30/04/10

 

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01/05/2010 19.20.15

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