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Stampa: Quando la famiglia è un gran Circo

SUELLEN SFORZI NUOVA AVVENTURA IN …..

SACHA, SUA MOGLIE E I TRE FIGLI, TUTTI ACROBATI

 

Un momento dello spettacolo Alegría.Un momento dello spettacolo Alegría (foto Giancarlo Giuliani).

QUANDO LA FAMIGLIA
È UN GRAN CIRCO

La magia acrobatica di un’arte coltivata fin dalla nascita, in perfetto “equilibrio”. Tra lavoro duro, ostinazione, affetto, e anche un po’ di paura…

Sotto il Grand Chapiteau del Cirque du soleil, a Roma, i giovani acrobati si allenano sui materassoni, serissimi e disciplinati, per l’esibizione della sera. Sono gli artisti di Alegría, uno degli spettacoli itineranti della famosa compagnia circense canadese. Uno spettacolo di acrobazie, danza e musica che coinvolge 53 artisti da tutto il mondo.

Rannicchiato di fronte al palcoscenico, Sacha Moiseev li pedina con lo sguardo, occhi grigi, vitrei, sotto la fronte solcata dalle rughe. Questi sono i suoi ragazzi, perché lui è l’allenatore, e quello che stanno provando è il suo numero, perché lo ha inventato lui. Si chiama Russian bars (Barre russe) e richiede straordinaria agilità e concentrazione, sintonia e fiducia reciproca tra gli acrobati, i flyers (che saltano sulle barre flessibili ed eseguono acrobazie in aria) e i porteur (che sorreggono le barre sulle loro spalle). Sacha lo ha ideato nel 1977, per portarlo poi ad Alegría. Sacha Moiseev è russo, dei suoi 48 anni di età, nel mondo del circo ne ha passati 29.

Al Cirque du soleil è approdato nel 1993: «Stavano fondando un nuovo spettacolo, Alegría,emi chiesero di lavorare con loro». E con lui ne entrò a far parte anche la sua famiglia: sua moglie Irina e i tre figli Viktor, 23 anni, Ivan, ventenne, e Nikita, che a 11 anni è l’artista più giovane di Alegría. Viktor, figlio di Sacha, è entrato nella compagnia e si è riunito con il resto della famiglia solo tre anni fa, dopo aver fatto esperienza in altri circhi. Ivan, nato dal primo matrimonio di Irina, fra gli altri numeri è uno dei flyers delle barre russe. Si esibisce da quando aveva dieci anni. «La maggior parte dei miei ricordi sono legati a questo circo», dice Ivan, «il mio concetto di normalità è legato a questo modo di vivere».


 

Ma il desiderio di una vita più stabile ce l’ha. «Vorrei frequentare l’università. Mi piacerebbe studiare religione, oppure storia e filosofia». Per Ivan, Sacha è patrigno e allenatore. «Quando ero più piccolo lui e io eseguivamo insieme il numero delle barre russe: lui faceva una capriola in aria tenendo me fra le braccia». Oggi, a eseguire l’esercizio, stretto fra le braccia di Alexj, uno dei giovani acrobati russi, è Nikita, il piccolo della famiglia, viso sveglio e gli stessi occhi grigi del padre. Un esercizio non solo impegnativo, ma anche pericoloso. Sacha lo sa. È lui il regista. «Mi fido assolutamente di Alexj», spiega. Ma poi, è il cuore del padre che si lascia andare: «La paura? C’è sempre».

Le paure di una madre

Intanto Irina, la mamma, osserva tutto da una posizione appartata: segue i movimenti di suo figlio in silenzio, lo vede cadere dopo un’acrobazia e rialzarsi senza dire una parola, inghiottendo le sue ansie di madre. «Lo faccio per lui, non voglio che mi veda in apprensione quando si fa male, perché si spaventerebbe». E aggiunge: «Se c’è Sacha sono tranquilla, mi fido ciecamente di lui, so quanto lavora con i ragazzi e quanto loro contano su di lui. Se mio marito è vicino, io non ho paura».

A 44 anni, Irina conserva il fisico longilineo di una ragazzina. In passato, a Mosca, era una ballerina. Ora, nel Cirque du soleil dà suggerimenti al marito sulle coreografie, si occupa degli aspetti pratici e del trucco di Nikita.

Las Vegas, una scelta difficile

Gli occhi le diventano lucidi nel ricordare quando, anni fa, lei e Sacha furono chiamati a lavorare per quattro anni a Las Vegas per un altro spettacolo del Cirque. Portarono con loro Nikita, ma dovettero lasciare Ivan ad Alegría. «Fu una scelta molto dolorosa separarmi da mio figlio, che allora aveva tredici anni, per così tanto tempo. Ma lui si stava formando professionalmente ad Alegría, non era giusto portarlo via da lì». In quegli anni da solo, Ivan visse con un’altra famiglia di acrobati russi che furono i suoi tutori legali in quanto lui era minorenne. La stessa cosa che Irina e Sacha hanno fatto in passato, accogliendo in casa tre acrobate russe che, quando arrivarono ad Alegría, erano minorenni e senza le loro famiglie. Irina conserva un ricordo affettuoso di quelle che, per qualche anno, sono state sue “figlie”: «Ho quattro maschi in famiglia. Avere delle ragazze in casa è stata una gioia».

Oggi, è al gran completo. Ivan è uno dei protagonisti dei numeri più impegnativi dello spettacolo e Viktor a luglio si sposerà con un’acrobata canadese. Nikita sta crescendo, va a scuola, gli piace studiare, e si esibisce sul palcoscenico senza timidezza, con l’incoscienza sfrontata di un bambino, sotto la guida attenta ed esperta di Sacha, suo padre, e lo sguardo amorevole e discreto di Irina, sua madre.

Giulia Cerqueti

 

Da del 14-05-0

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