Circus Knie 2026: La tecnologia invade la pista e conquista il pubblico!
Il nuovo corso del Circo Knie è una costante sorpresa all’insegna della tecnologia e della spettacolarità. Ogni anno lo spettacolo si avvale di soluzioni tecnologiche sempre più complesse e impattanti che già per uno spettacolo residente sarebbero sorprendenti. Il fatto che siano adottate da uno spettacolo itinerante che percorre le strade della Confederazione Elvetica con permanenze anche di pochi giorni lo rende un caso davvero prodigioso e unico in Europa, se non addirittura al mondo.

La produzione 2026 si avvale di un enorme ledwall con funzione di fondale e di sipario. I grandi pannelli che lo compongono si alzano e abbassano, si aprono per garantire il passaggio degli attrezzi e degli artisti compreso l’immenso globo della morte all’interno del quale sfreccia una decina di motociclisti.

Al centro della pista, inoltre, in vari momenti dello show si calano le dancing tissues, un cilindro di strisce di tele bianca con funzione di teli di proiezione su cui vengono proiettate grafiche, scritte ed elementi visuali che nasconde il montaggio e lo smontaggio degli attrezzi e il lavoro degli inservienti. Lo spettacolo in questo modo scorre senza pause e senza che lo spettatore possa avvertire l’immenso lavoro (grazie all’impegno di Maicol, Guido e Wioris Errani attenti a ogni singolo movimento in pista e nel backstage) per garantire un ritmo dello spettacolo fluido e incessante.

Per garantire appunto la fluidità dello show viene applicato un principio fondamentale nell’illusionismo e nella manipolazione, ossia la misdirection: la tecnica secondo la quale l’esecutore distoglie l’attenzione del pubblico da un’azione segreta per concentrarla su un altro punto. E’ ciò che avviene appunto anche per i cambi di scena: l’attenzione del pubblico si sposta sulle gradinate dove prende vita la levitazione dell’illusionista o una gag istantanea del clown o l’uscita dalla pista di un artista che anziché fruire della controporta passa tra il pubblico ed esce imboccando un corridoio delle gradinate. Il pubblico distratto da queste situazioni non fa caso all’allestimento del numero successivo e rimane sorpreso dal vedere montato in pista un attrezzo ingombrante. Tutti elementi che amplificano l’efficacia di uno show che possiamo tranquillamente definire “immersivo” anche grazie al grande investimento in superfici rivestite di ledwall (dalla pista rialzata che domina tutto il secondo tempo alla spettacolare barriera a led) che invadono la scena e la vista dello spettatore.

Gli artisti sono avvolti da una contestualizzazione sempre diversa e a tema con i numeri. In questo fu pioniere il Circorama che con le tecniche avanzate per l’epoca della proiezione cinematografica sugli artisti che si esibivano in pista oltre che sul grande telo bianco che veniva teso sulla barriera, regalava allo spettatore un’esperienza unica e multidimensionale. Oggi la tecnologia domina gli eventi live e consente effetti un tempo impensabili. L’artista umano diventa così un elemento che viene incorporato nel contesto tecnologico che lo avvolge all’interno di una scenografia che non è più solo fisica, bensì digitale e mutevole ad ogni istante. L’effetto sul pubblico è mozzafiato, la ricchezza di immagini e sensazioni riempie la vista e appaga lo spettatore come mai prima d’ora.

Qualcuno potrebbe obiettare che “non è più circo” oppure “non è più il Knie di una volta”. Sono posizioni legittime, ma bisogna dare atto alla famiglia Knie di aver saputo stare al passo con i tempi, senza perpetuare un modello che oggi potrebbe apparire nostalgico o rivolto solo ad alcune fasce di pubblico. Knie ha saputo cambiare il paradigma cercando di parlare al pubblico giovane, oltre che a quello delle famiglie e dei senior che seguono il complesso svizzero dall’infanzia. Per farlo ha dovuto modificare il proprio linguaggio, senza tradire la sua origine. A costo di complicarsi la vita Knie non ha rinunciato al proprio fiore all’occhiello, la parte equestre, e dunque alla segatura. Sembra poco, ma è un elemento indispensabile e irrinunciabile. L’odore della segatura è già da solo essenza del circo. Vedere sfrecciare i cavalli al galoppo, con le criniere al vento, muovendo l’aria, sollevando truccioli di segatura che si depositano sugli spettatori delle prime file, lo rendono uno spettacolo unico.

Mantenere la segatura ha un costo enorme: pensiamo alla necessità di garantire per una parte di spettacolo la pista a terra e poi dover trovare soluzioni che consentano di far entrare supporti tecnologici su ruote cingolate che hanno tutte le caratteristiche di un palco televisivo o da concerto live. Un lavoro immane, ma che ripaga lo spettatore affezionato al concetto di circo equestre. Ci auspichiamo che questa scelta venga mantenuta anche in futuro, nonostante la gran parte dei grandi complessi europei abbia ormai rinunciato alla segatura, agli animali esotici e sovente, purtroppo, anche alla parte equestre. Del resto Knie rimane fiero della propria storia e immagini d’epoca di esponenti della dinastia Knie al lavoro con cavalli ed elefanti scorrono all’apertura dello show sul grande ledwall che domina la scena. E il piccolo Maicol Jr accompagna un grosso elefante di pezza nel corridoio delle gradinate omaggiando un animale che fa parte del dna della storia del Circo Knie.

Lo spettacolo del 2026 mantiene alcuni elementi dell’ultima edizione (in primis le grandi illusioni di Vincent Vignaud che però propone un repertorio completamente rinnovato e sempre spettacolare) e ripropone un evergreen come il ventriloquo Willer Nicolodi che riscuote sempre un enorme successo. Ma presenta anche il ritorno per l’intera tournée a una comicità prettamente circense con il clown cileno Matute dopo alcune edizioni che han proposto la comicità parlata da parte di attori noti al grande pubblico elvetico provenienti dall’ambito teatrale, radiofonico e televisivo. La scelta agevola il ritmo incalzante dello spettacolo e soddisfa il pubblico di tutte le età.

Lo spettacolo è ricco di numeri, sorprese, coreografie, musica e canzoni. Uno show totale che strizza l’occhio al musical in cui le luci integrate con i dispositivi led assumono un ruolo fondamentale. Il programma, che inizia con l’opening e le balestre di Kimberly Zavatta e Nicol Nicols (con originali tiri su bersaglio aereo), propone dei quadri potentissimi e di grande efficacia come la coreografia di hip hop e breakdance degli Urban Crew Philippines e di Jimmy Jean campione di headspinning protagonista con vorticose rotazioni sulla testa, danza urbana e acrobatica; lo stupefacente tessuto aereo dei Golden Dream (Yves Nicol e Ambra Faggioni) che in occasione della stagione di Knie entrano in pista a bordo di un nuovo podio semovente che contiene al suo interno anche dei fari; il trascinante assolo di verticali a un braccio di Valeriia Davydenko sulle note di Frozen di Madonna letteralmente immersa in una video proiezione che avvolge anche il suo attrezzo oltre che l’intera scena: davvero incantevole e trascinante.

E ancora la vulcanica performance di Antony Cesar alle cinghie che chiude trionfalmente lo spettacolo. All’insegna della spettacolarità lo Splitting Globe of Death che si apre durante la corsa a velocità adrenalinico di dieci motociclisti e le due performance della Troupe di Wuhan: l’imponente altalena russa che domina tutta la pista che consente evoluzioni sensazionali (Clown d’Argento a Monte-Carlo 2024) e le evoluzioni acrobatiche dei leoni cinesi in una esibizione che rinnova una disciplina classica della tradizionale cinese. La parte equestre si conferma uno dei momenti più attesi. Chanel ripropone un quadro di alta scuola storico, in sella a un cavallo bianco e indossando larghe ali bianche circondata dal balletto. Ivan in sella a un frisone manda una libertà composta da cinque cavalli portoghesi e un pony completando il quadro con una bella serie di debout; Maicol Jr porta in pista un gruppo di pony cavalcati da pupazzi di supereroi in un momento molto divertente.

La colonna sonora dello spettacolo è in parte eseguita live dall’orchestra (che suona nascosta dietro il grande ledwall/barriera), da una sassofonista che interviene in vari momenti dello show e da una cantante che punteggia lo show; e in parte registrata specie quando i numeri richiedono brasi musicali pop.

Uno spettacolo solido come una roccia e leggero come il battito d’ali delle farfalle che volano sopra le teste del pubblico (ebbene sì, farfalle tecnologiche che si li librano sulla platea…) a ricordarci, ancora una volta, che il pubblico non chiede solo di essere solo stupito dalla tecnologia, ma anche incantato dalla magia del più grande spettacolo del mondo come puntualmente avviene in casa Knie!
di Dario Duranti
Foto Tobias Steffen Moll, Presse Circus Knie e Dario Duranti

Programma della tournée 2026
- Opening
- Nicol Nicols e Kimberly Zavatta, balestre
- Vincent Vignaud, grandi illusioni
- Matute, ripresa della Boxe con uno spettatore
- Alyona Pavlova, cerchio aereo con cantante e violinista
- Coreografia con ventagli luminosi
- Troupe di Wuhan, Altalena russa
- Alta scuola, cavalli in libertà e pony presentati da Chanel, Maicol Jr e Ivan Knie
- Splitting Globe of Speed, motociclisti
Intervallo
- Troupe di Wuhan, Leoni cinesi
- Sulle gradinate, cantante live e passaggio di Maicol Jr. l’elefantino di pezza
- Vincent Vignaud, Grandi illusioni
- Matute, ripresa del tamburo con gli applausi del pubblico
- Yves & Ambra, Golden Dream
- Urban Crew e Jimmy Jean, coreografia hip hop
- Willer Nicolodi, ventriloquo
- Valeriia Davydenko, verticalista
- Anthony Cesar, Cinghie aeree
- Finale
Rispetto al programma annunciato pochi giorni prima del debutto di Rapperswil non fanno parte dello spettacolo gli icariani etiopi Gugusa Brothers.














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