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“The Nose Dive Assembly” di Revel Puck Circus al Fringe 2025: un circo giovane a cavallo tra i generi

“The Nose Dive Assembly” di Revel Puck Circus al Fringe 2025: un circo giovane a cavallo tra i generi

Tra gli spettacoli di circo presenti al Fringe 2025, The Nose Dive Assembly di The Revel Puck Circus è probabilmente il più vicino a un’impostazione tradizionale, pur senza aderire rigidamente a quel modello. Avevamo già parlato di questa giovane compagnia inglese nel primo episodio della serie In Between, dedicata a progetti che sanno muoversi tra classico e contemporaneo senza polarizzazioni.

A due anni dalla loro ultima apparizione a Edimburgo, Revel Puck torna con uno spettacolo fresco vario e popolare arricchito anche da qualche piccola gemma. Tra queste sicuramente la ruota della morte eseguita da due artiste donne, Fiona Thornhill ed Emily Lannigan – a quanto ci risulta un primato europeo – e il numero di Cyr wheel su due livelli, reso possibile da una piattaforma sospesa, per quel che mi riguarda il punto più alto dello spettacolo.

Si tratta, fatto non comune al Fringe, di un vero e proprio programma con una sequenza di numeri ben definita, aperta con la corda volante seguita da bascula, cinghie aeree e momenti comici affidati ad Arielle Lauzon, che ripresa dopo ripresa racconta il proprio sogno di volare. L’atmosfera complessiva è rilassata ed empatica, con un approccio che mette in secondo piano l’eroismo dell’acrobata per privilegiare il piacere del tentare e del divertirsi insieme, ma senza rinunciare al virtuosismo.

Il lavoro proposto è un esempio chiaro di ciò che il circo contemporaneo può essere, guardando a nuovi approcci ma senza cadere in una visione individualistica della creazione artistica, coerente con il motto della compagnia — “non dimenticare il passato e non essere spaventato dal futuro” . The Nose Dive Assembly conferma Revel Puck come una realtà solida e interessante nella scena europea.

Alcune transizioni potrebbero essere rese più fluide e certi numeri ulteriormente valorizzati, ma nel complesso lo spettacolo risulta ben costruito e soprattutto emozionante. Per chi avrà modo di vederlo, rappresenta un’occasione concreta per apprezzare un circo giovane, attento e in dialogo tra due realtà troppo spesso polarizzate che dovrebbero riscoprirsi e riconoscersi mutuamente.

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

di Salvatore Arnieri

PS: Nel linguaggio della critica teatrale la valutazione degli spettacoli attraverso il codice delle stelline va da un minimo di 1 a un massimo di 5, a differenza delle stelle Michelin che nel codice della ristorazione e della critica culinaria vengono assegnate in base a una scala da una a tre stelle.

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