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FUNAMBOLIKA: Il Gran Galà du Cirque dialogo tra classico e nuovo circo

gran gala du cirque

FUNAMBOLIKA: Il Gran Galà du Cirque dialogo tra classico e nuovo circo

Da 15 anni, Funambolika il festival di Pescara fondato e diretto da Raffaele De Ritis e prodotto dall’Ente Manifestazioni Pescaresi, offre ai circofili italiani una ventata di aria fresca, presentando spettacoli che appagano tanto i palati amanti dell’innovazione quanto quelli più ancorati alla tradizione. Raffaele De Ritis, in veste di direttore artistico negli anni è stato capace di portare in Italia compagnie tra le più prestigiose quali “Les 7 doigts”  “Recirquel” e “Circa” ed artisti del calibro dei Fratelli Pellegrini, Viktor KeeAnatoly Zaliewsky, quest’ultimi hanno tutti trovato casa in un evento unico del suo genere:  il Gran Galà du Cirque, una creazione in esclusiva per Funambolika e curato da Alessandro Serena e Raffaele De Ritis, a cui quest’anno ho avuto il piacere di assistere per la prima volta. 3 repliche, tutte piene, nell’imponente Teatro D’Annunzio che (nonostante qualche poltrona vuota imposta per rispettare le normative in materia anticovid) mantiene sempre il suo fascino e il calore della platea pescarese.

Il Gran Galà du Cirque dialogo tra classico e nuovo circo

Il Gran Galà du Cirque dialogo tra classico e nuovo circo

Lo spettacolo

Lo spettacolo si apre con l’ingresso dalla platea della star del programma il clown dei clown David Larible, che, dopo anni di tournée in teatri e circhi in giro per il mondo ed una stagione al Circo Hermanos Vazquez  negli USA ritorna in Italia. David arriva in scena già truccato indossando l’iconico costume pied poule, presentando un classico del suo repertorio, ripresa della bottiglietta d’ acqua. David interverrà durante lo spettacolo altre 3 volte rispettivamente con la sua versione di qui non si può suonare, in cui il clown da grande sfoggio delle suo dote concertistiche; seguita dalla sempre esilarante opera lirica, per poi culminare con My way. Rivedere David è sempre un’emozione, perché oltre ad essere uno dei migliori clown classici viventi, al suo personaggio associo alcuni dei miei primi ricordi legati al circo.

La parte acrobatica dello spettacolo si apre con il numero di pattini del Duo Ferrandino, la coppia di origine pescarese che si esibisce per la prima volta per propri concittadini, nota al grande pubblico per alcuni passaggi televisivi di grande ascolto che alterna permanenze nel nostro Paese a scritture internazionali. Per partecipare al Gran Galà sono giunti dalla Danimarca dove sono scritturati al Cirkus Baldoni

A seguire scopro con piacere la sospensione capillare dell’Argentina Eva Szwarcer, un numero dall’estetica contemporanea che sottolinea il sempre crescente interesse del nuovo circo per le discipline antiche; Eva è elegante, precisa, ha ottime qualità da danzatrice, lo sguardo incantato e la musica fusion dal gusto latino danno alla performance un fascino ipnotico, il tutto valorizzato da un ottimo disegno delle luci: ne sono stregato.

Dal contemporaneo si torna al classico con l’enfant prodige Gabriel Dell’Acqua; dopo essere stato la star dell’ultimo Festival d’Italia ha fatto parlare di sé anche in Russia vincendo un secondo Oro al festival per giovani artisti di Tver. A soli dieci anni ha un’ottima tecnica, e scatena gli entusiasmi del pubblico, una ragazzina seduta nella fila dietro la mia ha passato i successivi 10 minuti ad escogitare un piano per avere il suo autografo…

È poi la volta dei Cedenos, i quattro fratelli equadoregni si sono fatti conoscere in Europa per le loro numerose apparizioni al Circo Roncalli; a Funambolika portano il loro rodato numero di icariani, la presenza di due coppie di artisti permette loro di proporre un repertorio di trucchi incrociati, difficilmente riscontrabili in altri numeri. Se pur con qualche sbavatura e imprecisione, il numero sortisce buon esito.

Sos e Viktoria Petrosian, detentori di quattro record del mondo come trasformisti più veloci, confermano anche dal vivo la straordinaria velocità con cui eseguono i cambi d’abito. È da sottolineare la bellezza dei vestiti indossati da Viktoria, anche se per pochi istanti, non scontata in questo genere di numeri. Il ritmo sostenuto della performance ha lasciato pochi spazi agli applausi, per poi nel finale sortire grandissimo esito, che sembra cogliere impreparati i due artisti.

Il duo ucraino El Beso propone una disciplina abbastanza recente nel panorama circense: il palo aereo. In una delle repliche, un problema tecnico ha impedito agli artisti di mostrare il numero al massimo del potenziale, ma in prova ho potuto comunque apprezzare tutta la qualità e precisione del loro lavoro. Entrambi dimostrano una buona formazione anche nella danza. Le note di “Never Tear Us Apart esaltano gli exploit della coppia, confezionando un numero moderno adatto a tutti i contesti: veramente bravi.

Lo spettacolo si conclude con le Bello Sisters, probabilmente le artiste più popolari del cast grazie al recente successo ottenuto in diversi Talent Show (Italia, America e altri,…). Un numero che in passato abbiamo visto proposto da artiste della scuola ucraina, ma che si distingue dai precedenti per lo  stile di esecuzione, molto classico, la presenza delle tre artiste e la musica appositamente composta per loro. 

Il Gran Galà du Cirque dialogo tra classico e nuovo circo

Considerazioni finali

Funambolika da anni ci rinfresca la memoria su un po’ di principi che spesso il mondo del circo (sia esso classico o contemporaneo) tende a dimenticare:

  • nuovo circo non vuol dire per forza cesura con le origini; il dialogo tra le diverse forme del circo non è solo possibile, ma estremamente fruttuoso, perché capace di portare sotto gli chapiteau più classici uno stile performativo lontano dall’estetica canonica e sui palcoscenici più contemporanei una tecnica più rigorosa ed una maggiore varietà, magari mettendo per un momento da parte le ruote Cyr ed i pali cinesi, particolarmente inflazionati negli ultimi tempi.

 

  • Il circo classico, se fatto con intelligenza e professionalità, riesce ancora ad entusiasmare il pubblico italiano, che affolla la vasta offerta di artisti di caratura internazionale che la direzione riesce a portare in Italia grazie ai soli incassi degli spettacoli senza alcun tipo di contributo. Questo mi porta a pensare che forse la comune scelta di affollare gli spettacoli circensi di ippopotami più grandi d’europa, donne laser e trasformers non sia la scelta più adatta per garantire un futuro al più grande spettacolo del mondo .

 

  • Il nuovo circo deve essere prima di tutto il resto “circo”, ovvero uno spettacolo popolare ed immediato di cui tutti, dal bambino al filosofo possono godere. Per quanto sia lodevole provare a nobilitare quest’arte, il contenuto (o messaggio) che veicola non dovrebbe mai prevalere sulla forma, altrimenti rischia di essere altro, più che circo…

Testo Salvatore Arnieri
Foto Mazzotta e MasterGraphic

Il Gran Galà du Cirque dialogo tra classico e nuovo circo

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