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La vita nel Circo Millennium durante il lockdown

La vita nel Circo Millennium durante il lockdown. Viaggio fotografico tra le storie "dietro il tendone", realizzato da Blandine Dao

La vita nel Circo Millennium durante il lockdown

Viaggio fotografico tra le storie “dietro il tendone”, realizzato da Blandine Dao

Savona. Il sopraggiungere del Coronavirus ha costretto negli scorsi mesi il Circo Millennium, “bloccato” a Savona dal lockdown, alla chiusura degli spettacoli. Una sosta forzata che ha obbligato alcuni addetti a trovare una nuova mansione, e trasformato l’area di piazza del Popolo in una casa per famiglie abituate da decenni a viaggiare e spostarsi di continuo.

Una vita “sospesa” che Blandine Dao, fotoamatrice savonese, ha deciso di raccontare con i suoi scatti. Un lungo viaggio per immagini alla scoperta di ciò che accadeva “dietro il tendone”, tra il bisogno di mantenersi in allenamento e la voglia di tornare a sognare sotto i riflettori. Senza dimenticare gli animali, abituati a una routine diversa e di colpo catapultati nell’emergenza dal lockdown.

NON USARE COME ARCHIVIO circo millennium

Gli anziani non vengono lasciati nelle case di riposo, ma accuditi e curati dalla famiglia. Inoltre una curiosa particolarità è che si sentono più sicuri nelle loro roulotte piuttosto che in case di mattoni, nonostante sia evidente la maggiore sicurezza di quest’ultime. Ciò è dovuto al fatto che in una piccola roulotte con una sola occhiata hai una visione completa dell’ambiente, puoi mantenere il controllo, mentre in una casa con uno spazio maggiore è meno semplice.

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A. durante un allenamento con un attrezzo cilindrico di legno. Bisogna fare molta attenzione a non farlo cadere, soprattutto per chi si allena: essendo pesante, ci si potrebbe far male. Esercita varie mansioni all’interno del circo: antipodista, presentatrice, lavora insieme ai clown ed è madre di tre figli. Viaggia con la sua famiglia, compresi sua madre, le sue sorelle e il fratello. Durante il lockdown si è dedicata maggiormente alla famiglia. Ora ha ripreso gli allenamenti data la riapertura degli spettacoli.

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D. di origine serba, arrivato in Italia trent’anni fa all’età di 21 anni per una breve vacanza. Ha trovato un lavoro nel circo con la mansione di occuparsi degli animali. All’inizio non fu facile, in quanto doveva lavorare con serpenti e coccodrilli che gli provocavano qualche timore. Poi si è preparato per uno spettacolo con questi animali ed è diventato un bravo addestratore di pappagalli, riuscendo a costruire un bel numero con estrema pazienza e tanta determinazione.

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F. di origine Triestina, è stato accolto 45 anni fa nel circo, essendo un suo grande desiderio. Non lo ha mai più lasciato. E’ la sua casa e la sua famiglia. Uomo semplice ma dotato di ottima memoria, ha fatto anche la comparsa in un fotoromanzo quando era giovane.

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M. dall’età di 12 anni ha iniziato a far parte degli spettacoli del circo. Da adulto i lavori sono molteplici: oltre a fare il giocoliere monta e smonta attrezzature e tendoni ad ogni viaggio. Proviene da cinque generazioni di artisti circensi. L’arrivo di questa pandemia ha destato molta preoccupazione non soltanto da un punto di vista sanitario, ma anche economico. Molti artisti sono tornati a casa o cercato altri lavori. Gli artisti, ora, sono tornati, la ripresa ha risvegliato gli entusiasmi e gli allenamenti.

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R. U. segue i suoi figli in questo viaggio itinerante. Nella foto viene raffigurata con i suoi ricordi: giovane con le sue sorelle durante uno spettacolo e, dietro di lei, il marito scomparso qualche anno fa, lasciando un grande vuoto. Ora è bisnonna, e dedica il suo tempo ad occuparsi dei nipoti e consigliare i figli durante gli allenamenti. La comunità circense, sempre in viaggio e in città di passaggio, rimane spesso confinata all’interno del proprio perimetro di stanziamento. Le uscite sono spesso per i bisogni di prima necessità. Durante il lockdown molte attività erano sospese: da fare, però, se ne poteva sempre trovare.

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R.B. ha iniziato ad allenarsi all’età di otto anni, e lavora da quando ne ha sedici. La sua specialità sono i numeri aerei, anche se si esibisce in pista con altre mansioni avendo una preparazione a 360 gradi. Proviene da una famiglia circense e per questo ha scelto questo lavoro che l’ha sempre appassionata, anche se dietro c’è un duro allenamento, due ore minimo al giorno, possibilmente tutti i giorni, anche durante il lockdown. Un aneddoto divertente, se si può dire, è capitato in Svizzera nella stagione 2010, quando è rimasta appesa alle cinghie aeree per molto tempo a causa di un blocco del motore. Per poter scendere ha dovuto aspettare l’arrivo di una lunga scala alla quale ha potuto aggrapparsi per poter scendere. Questo episodio si è verificato sia all’inizio della stagione, sia alla fine. Anche se può sembrare voluto, in realtà non lo è stato.

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Oltre alla sua preparazione atletica, dedica il suo tempo anche ai bambini, come coach. Anche loro hanno una preparazione atletica in base alla loro età e i più piccoli curiosano, a volte disturbando gli atleti durante l’allenamento. Nelle ore di relax i bimbi vengono portati al mare o giocano nella piscina allestita a fianco delle roulotte.

I bambini

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Sono sette in tutto, la più piccola ha 20 mesi e i più grandi (gemelli) hanno 7 anni. I quattro più grandi seguono degli allenamenti per le attività circensi, d’estate quasi tutti i giorni, mentre durante il periodo scolastico qualche volta a settimana. I bambini vanno a scuola nel luogo in cui si trovano.

I circhi e gli animali

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Gli animali che compongono il circo sono molteplici: yak, poni, dromedari, lama, pappagalli, oche, gufi, orsetti lavatori, canguro, alligatore, cavalli e serpenti. Durante l’estate 2020 bloccati sul piazzale di piazza del Popolo a Savona e senza previsione di spettacoli a causa della pandemia covid-19, sono stati portati in un’oasi per il loro benessere.

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Gli animali del circo provengono da allevamenti (in questo caso vengono acquistati già svezzati) oppure sono addirittura nati nel circo stesso. “Questo è indice del loro benessere – spiegano dal Millennium – Perciò, considerare la liberazione di questi animali è impensabile data la loro scarsissima autonomia. Gli animali stessi considerano il circo la loro casa, ed è semplice dimostrarlo: qualche tempo fa, alcuni pappagalli riuscirono a uscire dalla gabbia e, dopo numerose ricerche, sono tornati autonomamente al circo”. Un particolare da tenere ben presente è il fatto che una volta diventati vecchi e inadatti per lo spettacolo, gli animali non vengono abbandonati o uccisi, ma sono accuditi fino alla morte naturale.

La ripartenza e il ringraziamento

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Questo lungo periodo di arresto ha demoralizzato la comunità circense. Ora la speranza è quella di ricominciare senza interruzioni, buttandosi alle spalle tutte le preoccupazioni che hanno generato questi mesi. E per ringraziare tutte le persone che hanno aiutato il circo ma anche l’Italia durante questo difficile periodo, la direzione del Millennium ha invitato allo spettacolo inaugurale tutti i medici ed infermieri con le rispettive famiglie che, a causa di questa inattesa pandemia, hanno lavorato duramente e instancabilmente al fine di salvare più vite possibili.

Con loro anche tutte le persone che, con un concreto sostegno, hanno aiutato gli artisti e gli animali del circo: City Angels, Caritas, Migrantes, Salvano Ugo, S.A.D.O. Srl, Damonte, Fiorentino & Dandolo, Calcagno Paolo del mercato ortofrutticolo di Pilalunga, Macellerie Pino e Cesano, Polleria Scaramuzza, Coop Liguria, Panetteria Peirano Maria Rosa di Valleggia, Panetteria Armando via XX Settembre, Border Collie Rescue, ENPA e una coppia di anziani che hanno portato le uova di Pasqua ai bambini.

Da www.ivg.it del 10/10/20

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