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MAURIZIO “RE” TRAMONTI CI HA LASCIATO. Perdiamo una delle anime di Circusfans

 

Sono sicuro che non è con un tono triste che Maurizio vorrebbe che iniziassimo un suo ricordo per il suo spirito gioviale, goliardico e perennemente ludico era tutto tranne che tristezza. Però oggi essere allegri è davvero difficile. Perdiamo molto più di un amico, perdiamo molto più di un collaboratore, perdiamo molto più di una firma. Maurizio Tramonti, ma per alcuni era Maurizio Re per altri ancora (soprattutto i modellisti di Faenza e non solo) era Re Artù, era una parte essenziale di Circusfans, una parte fondamentale del nostro gruppo. Quello che sulla carta di identità era il più “grande”, ma che fondamentalmente era il più giovane; era quello saggio che sapeva risolvere le controversie o evitare i conflitti, era quello che con una battuta distendeva gli animi, era quello goliardico che sul gruppo whattsapp mandava sempre quel messaggio che non ti aspettavi da una persona della sua età. Era quello che aveva sempre il consiglio giusto.

Una riunione di gruppo Circusfans con una parte del team

A differenza di tanti appassionati, Tramonti aveva una grande dote: sapeva farsi accogliere dai circensi, era sempre delicato, non voleva essere inopportuno, aveva una straordinaria sensibilità, coglieva le atmosfere, gli umori, i messaggi e per questo era ben voluto da tutti. Per tanti era “il giornalista” anche se lui rifuggiva sempre a quella definizione. Non si sentiva un giornalista, diceva di non saper scrivere, ma riconosco che ogni suo articolo, che fosse un profilo, una recensione, un necrologio, aveva sempre un qualcosa in più. E anche se dovevo correggergli la formattazione o qualche refuso, ho sempre invidiato il suo sapere esprimere i concetti, il suo sapere descrive le persone. Quando scrisse un articolo su un nanetto del circo usò una definizione straordinaria: “un uomo alto come un leone”…con quelle sei parole aveva colto l’essenza di quel personaggio, andando oltre la difformità fisica ed esaltando un aspetto della personalità del protogonista che stava descrivendo. Questo era Maurizio, uno dei collaboratori più preziosi che abbia avuto nei quindici anni durante i quali ho curato la rivista In Cammino. E anche nei momenti difficili, e anche quando ti veniva da mandare a quel paese tutto, c’era Tramonti con la sua saggezza autentica e genuina, che ti suggeriva di andare avanti.

 Per noi era “Sua Altezza” perché anche sulla sua statura sapeva ridere e scherzare. Del resto era uomo di spettacolo. Con un passato da musicista alle spalle, era popolare a Faenza per le sue doti di intrattenitore e presentatore di eventi e serate nella sua città per la quale era un nome e un volto di riferimento. Era un altro lato della sua personalità poliedrica e multiforme.

Negli ultimi anni la malattia lo aveva indebolito nel fisico e nello spirito. Ma combatteva e resisteva. Anche se per lui la vita era godere dei piaceri quotidiani e irrinunciabili. La bombola di ossigeno gli impediva di varcare i confini e anche andare al Festival di Monte Carlo era diventato pressochè impossibile. Meglio non andarci, piuttosto che farlo diventare un incubo. I viaggi in Spagna o in Germania con l’inseparabile amico Daniele, saltellando da un circo a un altro, un’altra grande rinuncia. Negli ultimi anni si concedeva ancora qualche puntata nel giro di qualche decina di km da casa, una sorta di “boccata d’aria” quando era in astinenza di circo. Lui che il circo fastoso e glorioso aveva ancora fatto in tempo a vederlo.

Maurizio a Fiabilandia con Daniele Canova, Denise Sforzi, Isabella Zavatta

Furono i suoi primi ricordi di Orlando Orfei e Darix Togni i primi argomenti della nostra conoscenza, nei primi anni Duemila quando mi raccontava di quell’uomo vestito di bianco che andava tra i leoni che aveva visto da bambino. Quei racconti affascinanti li ricordo ancora, dall’altra parte del telefono, quando non c’erano ancora i social e il sito Circusfans era punto di incontro per appassionati di tutta Italia. Così ci conoscemmo. Così ci conoscemmo tutti noi che da oltre vent’anni portiamo avanti queste pagine. Le prime news firmate da Tramonti risalgono al 2002. Oltre ad amare il circo, era un modellista, anzi era un guru del modellismo. Nel cuore di Faenza ha gestito non so per quanti anni, un negozio di modellismo, Re Artù appunto, che era il suo regno, piccolo, ma pieno all’ inverosimile di giochi, modelli, automezzi in miniatura e ovviamente circo… Per questo affidavamo a lui tutto ciò che riguardava il modellismo circense, perché la sua cultura e competenza specifica gli consentiva di commentare un modellino, recensirlo e dare consigli ai costruttori.

Maurizio Tramonti presentatore a Faenza

Dunque, musicista, modellista, showman, appassionato di circo, collezionista. Ma anche Amico, con la A maiuscola, e allo stesso tempo, un po’ padre e un po’ nonno. Non è facile essere tutte queste cose insieme. A sessanta e passa anni. Per lui sì, che aveva questo dono davvero prezioso. All’occorrenza anche fumino di carattere, perché quando ci vuole ci vuole, e perché non sarebbe credibile altrimenti il ritratto. Maurizio era anche testone, come lo siamo tutti.

Ultimamente non era più lo stesso. Gli acciacchi della salute sempre più invadenti, le preoccupazioni, lo avevano reso più cupo. Combatteva, conviveva con la fatica quotidianamente e vedeva nel ricovero la speranza di riprendere a vivere, a riprendere quelle boccate d’aria benefiche di cui sentiva la mancanza. Non era vita quella degli ultimi mesi, non era la vita come la intendeva lui. Purtroppo quel ricovero non ha avuto l’esito che desiderava, ma ha messo ugualmente messo fine al dolore, alla fatica. E stamattina alle cinque se n’è andato nel sonno. Spero che stesse sognando, che stesse sognando il domatore vestito di bianco, il Festival della Principessa, tutti gli amici circensi che amava, il suo amato negozio che gli ha dato tante soddisfazioni, le sue passioni a cui ora spero potrà dedicarsi illimitatamente.

Ricorderò il Maurizio delle lunghe, eterne passeggiate per il Principato di Monaco, avanti e indietro intorno allo chapiteau, guardando al gelo le partite di calcio a Monte Carlo, le cene alla Pizzeria Monte Carlo, o gli hot dog al Circo Knie. Telefonate infinite, mail e messaggi sul circo e non solo. Le riunioni per fondare e rifondare Circusfans, quel Circusfans a cui hai dato tanto e che non potrà dimenticarti.

Grazie Maurizio per tutto quello che ci hai dato e insegnato. E scusami per le lacrime che ora non riesco a contenere, ma che cercherò di trasformare in sorrisi e positività-

Dario

Con Maurizio al Mercatino del Circo di Brescia, l’ultima volta che ci siamo visti

Come diceva Maurizio: “anche io da giovane ho avuto i capelli”

 

Maurizio e Davide Padovan, un romagnolo di elezione che godeva della sua stima

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