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PAGINE DI CIRCO: Altri romanzi dedicati alla magia

 

Dopo i romanzi dedicati a illusionisti reali, storicamente esistiti, ecco ora altri romanzi ispirati all’Arte Magica, ma questa volta con trame e personaggi di fantasia.

Erin Morgenstern, “Il circo della notte” (ed. Rizzoli, Bur, 2017)

Già citato nel primo articolo di questa rubrica (Pagine di circo del 10/04/2020), mi soffermo nuovamente su questo romanzo in quanto esso è permeato di magia dall’inizio alla fine… Devo dire che dal titolo ero un po’ prevenuto: temevo infatti i soliti clichet sull’immaginario di un circo dark già trattato in molti gialli. Ci si trova invece pian piano assorbiti in una storia avvincente, ritmata da numerosi cambi di scena: una ambientazione onirica e fantasiosa, sorprendente. L’intreccio e la narrazione sono coinvolgenti e per nulla scontati. Si respira vera magia…                                    

Daniel Wallace, “Mr. Sebastian e l’ombra del diavolo” (Newton Compton editori, 2008; ripubblicato nel 2012 dalla stessa casa editrice col titolo “Il circo del diavolo”)

Dall’autore di Big Fish (da cui è tratto il film del grande regista Tim Burton), ecco un’altra storia di fantasia: quella di un grande mago e delle sue alterne vicende, vincolate a uno strano patto col suo antico, diabolico maestro… Dalla gloria dei grandi palcoscenici internazionali fino ad accontentarsi a divenire fenomeno da baraccone in un precario Freak Show itinerante nelle campagne americane sconvolte dalla depressione. 

“Non c’è trucco” (ed.Tunué, 2010)

Graphic novel ambientato ai giorni nostri (disegnato da Cristian Di Clemente, con i testi di Antonio Recupero): Daniele è un prestigiatore che sbarca il lunario tra feste di compleanno e centri commerciali; a un certo punto scopre di avere realmente poteri magici e di riuscire a realizzare tutti i suoi effetti senza usare trucchi. Impara allora a credere maggiormente in se stesso, arrivando a darsi un obiettivo ambizioso, concentrandosi su un nuovo eclatante numero, difficile quanto pericoloso… Bellissima la riflessione conclusiva del protagonista: << Con questo numero ho rischiato di fare lo stesso errore che ho fatto con la mia vita. Pensavo troppo a come realizzarlo senza rischi, invece che buttarmi a capofitto nella sua realizzazione. Ma è inutile cercare un modo per realizzare senza rischi l’obiettivo di una vita o un numero di illusionismo di questo tipo. Perché il segreto è solo… farlo. Non c’è trucco! >>

Gaston Leroux, “Il fantasma dell’opera” (1910)

Grande classico della letteratura horror/gotica a cui si sono ispirati tanti artisti (registi e musicisti) per le loro trasposizioni cinematografiche, teatrali, nonché il famoso musical. Sicuramente consigliato a tutti gli appassionati di teatro, musica e Arti affini. Una narrazione carica di mistero e tensione dall’inizio alla fine. Nella mia libreria tematica l’ho inserito nella sezione dei romanzi a tema magico: il protagonista infatti, sgusciando silenziosamente nei corridoi e passaggi segreti del teatro, autentico maestro di trucchi “magici” e misdirection, è abilissimo ad apparire e sparire, al punto da essere considerato… un fantasma! 

Cito infine l’arcinota saga di “Harry Potter” (già citata in Pagine di circo del 20/06/2020).

Mi soffermo qui solamente su una curiosità: il termine “babbani”, coniato dalla Rowling a indicare i non maghi, è diventato quasi subito di uso comune fra gli illusionisti a livello professionale e amatoriale, soci dei numerosi circoli magici in Italia e all’estero. Allo stesso modo con cui un termine molto più antico, specifico del gergo dei circensi e viaggianti, designa da sempre i non appartenenti a questo mondo…

Francesco Farnè

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