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Angelo Patti, la sua vita al circo è diventata un film

 

L’artista di Strambino e la quarantena a Caltanissetta «Ho documentato tutto ciò che è accaduto in questi mesi»

Strambino – È stato un gran giorno per il Circo Sandra Orfei, lo scorso giovedì 18, grazie ai primi due spettacoli, andati finalmente in scena a Caltanissetta, alle 19 e alle 21.15, dopo 3 mesi di fermo.
 
«Nel pubblico, tanta gente – racconta Patti il Clown, al secolo Angelo Patti, noto attore e showman canavesano -. C’erano il parroco del quartiere, funzionari comunali, la Caritas, esponenti della Coldiretti, praticamente tutti quelli che ci hanno sostenuto in questo durissimo periodo, invitati per festeggiare insieme a noi la ripartenza, con il sorriso. È stata una giornata incredibile, piena di emozioni. Tra di loro, anche due operatori che hanno effettuato le ultime riprese per dare un magnifico finale al film».

Il film di cui Angelo parla non è che l’ultima espressione artistico-creativa in cui si è trovato a cimentarsi: «A inizio quarantena –spiega- fummo contattati da una casa di produzione romana, in cerca di storie da raccontare, preferibilmente situazioni particolari durante il lockdown, per produrre un film-documentario. Ci disse che, tra i vari soggetti, il circo sarebbe stato di sicura presa. Insieme alle direzione accettammo, dunque, la proposta di raccontarci». «Dopo poche ore – continua Patti – divenni il regista di me stesso e di ciò che mi circondava. Iniziai a riprendere con il cellulare, secondo le disposizioni di uno dei registi, in contatto tramite Skype. Filmai tutto ciò che accadeva, le mie giornate e quelle dei miei colleghi, entrando nei rispettivi caravan personali, e poi gli allenamenti degli acrobati, il rapporto con gli animali, la preparazione del mio nuovo repertorio e le lezioni online di tromba. E, ancora, gli aiuti indispensabili giunti dalla generosissima città di Caltanissetta dove eravamo rimasti bloccati. Arrivati lì, a fine febbraio, per qualche giorno di spettacolo, siamo stati costretti, causa emergenza Covid-19, a sospendere gli show e a rimanere fermi in piazza per tutto il lockdown, una sosta forzata durata tre mesi durante i quali la carovana si è trovata in difficoltà con gli approvvigionamenti alimentari per persone e animali ed è riuscita a fronteggiare l’emergenza grazie alla grande generosità di tante persone ed enti che hanno compreso la situazione». «Durante la fase 2 – ricorda ancora Patti – precisamente lo scorso mercoledì 3, decisi di partire per Strambino, per riabbracciare la mia famiglia. La produzione del film mi chiese di continuare le riprese, documentando il viaggio, l’incontro con mia madre e mio fratello, e raccontando anche quella che è stata la mia storia fin da bambino, come è nata la passione per lo spettacolo, le scuole di teatro, i lavori con la Compagnia Andromeda. Mi invitò a intervistare le persone che mi conoscono e hanno lavorato insieme a me: un percorso a ritroso nella memoria, attraverso il quale ho rivissuto il mio passato e il mio presente e ho immaginare il mio futuro».

«Trascorso qualche giorno in Canavese – conclude l’artista – eccomi nuovamente a Caltanissetta per il grande giorno della riapertura del circo proprio nella città che ci ha ospitato e aiutato. E, finalmente, sono tornati ad accendersi i riflettori sul più antico spettacolo del mondo: il circo». —

di Franco Farnè da La Sentinella del Canavese
 

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