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Ripartono le residenze artistiche di Cirko Vertigo a Grugliasco: “Ritroviamo la comunità prima del pubblico”

Circo Zoè

Circo Zoè

Da lunedì 15 giugno è ospite del parco Le Serre la compagnia Circo Zoè, che realizzerà uno spettacolo ispirato a “La casa degli spiriti” di Isabelle Allende

Il parco culturale Le Serre di Grugliasco torna ad animarsi del calore degli artisti. Da lunedì 15 giugno lo Chapiteau del Cirko Vertigo ha infatti inaugurato la prima residenza artistica estiva con la compagnia Circo Zoè, fondata da due ex allievi approdati al professionismo dopo lo studio.

Stiamo cercando di ritrovare il senso di una comunità che si era disgregata e disunita, almeno nelle pratiche quotidiane, a causa del lockdown – ha spiegato il direttore della Fondazione Paolo Stratta -. Prima di ritornare di fronte a un pubblico abbiamo la necessità di ritrovarci come comunità, di ritrovare il senso delle pratiche quotidiane, e della creazione e di tornare a condividere una visione e un progetto”.

Proseguiamo nella nostra opera di sostegno ad artisti e tecnici dello spettacolo dal vivo – continua -, prima ancora di occuparci dell’andare in scena e di ritrovare il proprio pubblico, si mette il focus sul ritorno alle prove, alla formazione, al lavoro in sala per la preparazione degli spettacoli”.

Rientrando fra i cinque progetti di residenza per “Artisti nei territori” selezionati dalla Regione Piemonte per il triennio 2018/2020, la Casa del Circo mira a favorire lo sviluppo di giovani artisti e compagnie di livello internazionale, tramite la messa a disposizione di spazi, professionalità e luoghi di rappresentazione. Grazie a queste risorse gli artisti nascenti possono mettere in scena il frutto del proprio lavoro.

Liberamente ispirato a “La casa degli spiriti” di Isabel Allende, lo spettacolo che nascerà all’interno di Circo Zoè si concentrerà sul tema del femminile, tanto caro alla famiglia della performer Chiara Sicoli, che, dopo dieci anni in compagnia, sente ora il bisogno di realizzare un percorso individuale. 

Le lotte femministe sono state parte integrante della mia crescita – spiega -, trasmesse attraverso mia mamma e le sue amiche. Sono stati per me esempi forti di identità femminile. Ricordo sempre il giorno in cui mia nonna mi diede dalla sua libreria un libro di Simone di Beauvoir, scrittrice e femminista francese, dicendomi che sarebbe stata una lettura essenziale per la mia vita. Qui vorrei dare corpo a una strega moderna, che si potrà incarnare in diverse identità femminili ai margini della società. Sarà una favola tra il noir e il grottesco”.

Chiara, la cui specialità è il cerchio aereo, sulla scena si muoverà fra terra e aria, grazie a una rete di corda, attrezzo aereo non convenzionale, che fungerà da muro scenico, da parete. Quella parete farà emergere le paure, i mostri interiori della protagonista, il terrore di essere troppo animali, troppo istinto, troppo inconscio, che si concretizzeranno nel rapporto con il suolo, con la terra.

Si rifletterà sul concetto di rito, visto come spettacolarizzazione, manifestazione di un movimento, di un gesto carico di simboli, ma anche uno spazio circolare, piccolo, un ambiente naturale. Ed è proprio in un piccolo spazio circolare che Chiara vede la massima espressione dello spettacolo, “un teatro con il pubblico tutto intorno, come in uno chapiteau”, che sia fisico o virtuale.

I prossimi artisti in residenza negli spazi della Fondazione Cirko Vertigo saranno l’artista croato Vladimir Jezic, e a seguire, da fine agosto, le 3 compagnie francesi La Barque Acide, Compagnie Cabas e Edo Cirque, gli italiani Duo Memo, gli spagnoli Sweet Chilly Company e Delia Ceruti, artista italiana residente in Gran Bretagna. Prima del lockdown, a inizio 2020, erano stati in residenza i Carpa Diem, italiani d’origine ma residenti in Spagna.

Da www.24ovest.it del 21/06/20

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