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“Stream Circus”: tantissimi spettatori per lo spettacolo di circo in streaming, ma i circensi disertano

Stream Circus

Stream Circus

ROMA – 23 compagnie tra le più prestigiose in Europa per la prima volta si sono riunite per organizzare il più grande spettacolo di circo contemporaneo online mai realizzato. La trasmissione è andata in onda ieri, domenica 10 maggio, sul canale Facebook dell’iniziativa e non sono mancate le sorprese.

L’evento, dopo aver generato grande attesa visti i nomi delle compagnie in programma, ha riservato un inaspettato colpo di scena. Il pubblico virtuale si è trovato davanti la diretta streaming di un teatro vuoto. Durante l’ora in cui si sono alternate le riprese del palco, della bellissima platea e del parcheggio, – tutti rigorosamente vuoti – i commenti degli utenti online hanno contribuito ad animare il dibattito sulle misure imposte a causa del Covid 19, ovvero il blocco di tutte le attività, anche extra-spettacolo, per le realtà che operano nel mondo dello spettacolo dal vivo. Il palco disabitato ha quindi lasciato spazio di espressione al pubblico che attraverso i commenti è diventato parte attiva del dibattito che finora aveva coinvolto solo gli operatori del mondo della cultura.

A conclusione della “vuota” trasmissione gli artisti hanno pubblicato un manifesto spiegando il perché si oppongono alla realizzazione di spettacoli dal vivo in streaming. “Dove il pubblico non c’è, il circo non c’è. La difesa di un genere non può avvenire con una proposta di un cambio di genere”.

Commenti degli organizzatori

“Il circo contemporaneo in Italia ha svolto un grandissimo lavoro sullo sviluppo del nuovo pubblico contribuendo fortemente a rivitalizzare i centri culturali del paese. Abbiamo lottato seppur indirettamente contro le aggressive tendenze dei social network che rimandano a spendere il tempo libero, oltre quello a lavoro, davanti uno schermo. Con il nostro linguaggio trasversale ed autenticamente popolare abbiamo trascinato nelle piazze, nei teatri e negli chapiteaux un target di pubblico straordinariamente ampio ed eterogeneo. Diffondere la cultura dello spettacolo in streaming per noi è un atto diseducativo, che distrugge il lavoro fatto finora per conquistare questo nuovo pubblico al quale abbiamo dovuto insegnare di spegnere i loro smartphone”.

“Il mondo del circo non ha niente contro le arti audiovisive. Ci sono numerosi esempi di creazioni circensi realizzate per essere trasmesse attraverso uno schermo. Si tratta di processi artistici che non si prefiggono di sostituire lo spettacolo dal vivo ma di integrarlo attraverso nuove tecnologie. Ma chiedere a una compagnia di circo contemporaneo di diffondere il proprio spettacolo in streaming, significa chiedergli di cambiare genere. Non vi sognereste mai di chiedere al protagonista della vostra serie preferita di rischiare l’osso del collo appeso ad un trapezio a 15 mt d’altezza, senza controfigure, senza rete e soprattutto (per quanto ci riguarda) senza pubblico”.

“Abbiamo organizzato questo evento per attirare l’attenzione sul tema della trasposizione di uno spettacolo dal vivo su una piattaforma online. Trasmettere uno spettacolo di circo in streaming è un controsenso. Non si può fare il circo online come non si può fare il falegname online. Si deve accettare la realtà della situazione: il circo ha una grande capacità di adattamento, ma non può prescindere dalla presenza del pubblico dal vivo perché è un rituale collettivo che avviene attraverso un continuo scambio tra artista e spettatore”.

“I social sono serviti negli ultimi anni per portare un nuovo pubblico al circo ma non siamo disposti a usare il circo per portare la gente sui social”.

Da www.lopinionista.it del 11/05/20

 

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