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Stampa: John Holtum, ‘uomo cannone’. Ricordo della Ginnastica Triestina

SUELLEN SFORZI NUOVA AVVENTURA IN …..

John Holtum, &lsquouomo cannone&rsquo. Un ricordo della Ginnastica Triestina

Le associazioni politiche, dall&rsquoultimo quarto dell&rsquoottocento, affiancavano all&rsquoattività vera e propria dei soci una vasta gamma di proposte d&rsquointrattenimento, volte a rinsaldare lo spirito di gruppo e ad attirare nuovi membri. D&rsquoaltronde era chiaro come alla maggior parte dei cittadini delle beghe nazionali e politiche importasse ben poco allora come adesso. I concerti, le escursioni, i primi cinema all&rsquoaperto, le rappresentazioni teatrali, le conferenze di grandi personaggi, i momenti conviviali divenivano così strumenti per insaporire un&rsquoofferta politica percepita come lontana. Le diverse associazioni irredentiste in tal senso non erano un&rsquoeccezione, anzi proprio lo stretto legame tra sport e attività nazionale era stata la loro cifra distintiva che aveva permesso loro di andare oltre a quell&rsquoesiguo nucleo di studenti universitari &lsquoagitatori&rsquo, tanto a Trieste, quanto a Vienna.
La Società Ginnastica Triestina (SGT), bastonata dalle continue chiusure dell&rsquoAustria-Ungheria, ne uscì ritemprata, più forte: le raffiche di sanzioni e arresti dei gendarmi giovarono all&rsquoassociazione.
A ogni chiusura, infatti, la Società si ritrovava obbligata a cambiare, almeno nei minimi dettagli, la bandiera, le uniformi e soprattutto i corsi. Se agli esordi la SGT vantava già qualche attività sportiva nuova, come il tiro al bersaglio, presto giunse a includere il velocipede, il pattinaggio, le escursioni in montagna, così come gli spettacoli teatrali, il cinematografo, i balli in maschera e così via.
Tra queste molteplicità di corsi e proposte, non mancavano gli inviti a uomini illustri, così come a grandi star dello sport e della ginnastica. Un perfetto esempio di quest&rsquointersezione tra sport e circo, tra attività sociale e interesse scientifico, viene offerto dalla visita alla SGT di John Holtum, l&rsquo&ldquouomo cannone&rdquo.

Il mensile dell&rsquoassociazione, diretto dall&rsquoinfaticabile Gregorio Draghicchio, contiene un interessante reportage dell&rsquoevento, datato 5 luglio 1877. Il giornaletto &ndash Mente sana in corpo sano &ndash Indicatore per gli atti della Associazione Triestina di Ginnastica &ndash aggiornava i soci sulle ultime attività e vittorie della SGT.

&ldquoL&rsquouomo cannone, il celebre sig. John Holtum, &ndash scrive il redattore &ndash gentilmente si produsse nella sociale palestra, sabato 30 giugno, coi suoi meravigliosi esercizi di forza. Galleria, sala e giardino formicolavano di soci e famiglie loro, accorsi così numerosi ad ammirare le doti fisiche di quell&rsquoErcole moderno. Lo spettacolo fu attraentissimo e l&rsquoesito superò le aspettative&rdquo.

&ldquoIl signor Holtum, &ndash prosegue &ndash è l&rsquoeroe della festa. Al suo presentarsi le mani degli astanti lo salutano, ma gli occhi di questi si soffermano a mirarne la bellezza delle sue forme, la rotondità dei suoi muscoli, l&rsquoalta statura, la maestosa persona, che personifica la forza e la destrezza, la bellezza fisica nel pieno senso della parola.
Sir Holtum nel lavoro d&rsquoErcole maneggiava diverse palle di cannone, come fossero di carta. Non solo la forza, ma l&rsquoagilità e la somma destrezza spiegata in questo genere d&rsquoesercizi lo riconfermò artista distinto&rdquo.

John Holtum era il classico &ldquouomo forzuto&rdquo che si esibiva con spettacoli di forza fisica ad esempio &ldquoNe di minore difficoltà furono gli esercizi con 5 grosse clave indiane, e quelli di forza con ben 14 sedie, che egli sollevò quasi si trattasse di alzare 14 fuscelletti&rdquo. Tuttavia, la sua reale prodezza, che lo aveva reso famoso in tutta Europa, al di là dei circoli sportivi, era un&rsquoaltra.

&ldquoL&rsquoistante atteso con generale curiosità era giunto. Sir Holtum fa caricare il cannone, e a questo di rimpetto, imperterrito e certo del fatto suo, attende la palla. Fuoco, comanda &ndash e il fuoco si vede e si vede la infuocata palla uscire dal cannone e si vede Holtum che la prende col sangue freddo proprio agli inglesi, e si vedono le mani che applaudono, si odono le grida di bravo, i commenti dei crocchi.
Holtum mette sulla spalla il cannone, un disco gli sta di fronte a varii metri di distanza: si spara, la palla colpisse il disco e l&rsquouomo cannone là fermo come nulla fosse accaduto. I soci acclamarono il simpatico Ercole moderno, e lo acclamarono sì unanimemente, che toccarono il cuore di lui, poichè lo si vidde commosso&rdquo.

John Holtum nacque in Danimarca, a Haderslev, il 29 ottobre 1845. La vita di marinaio, arruolato a soli quindici anni, lo scolpì come un moderno bodybuilder: pettorali d&rsquoacciaio, bicipiti rigonfi e&hellip baffi impomatati. Quando infatti ne ebbe abbastanza e si trasferì a San Francisco, in California, Holtum iniziò a lavorare quale &ldquostrong man&rdquo, l&rsquouomo che compie prodigi di forza durante gli spettacoli del circo. Holtum era bravo a intrattenere le folle, ma capiva come gli mancasse un suo atto, una sua specialità che lo lanciasse nell&rsquoolimpo dei circhi e delle attrazioni ginniche.
Le palle di cannone erano già in uso come pesi dimostrativi durante gli spettacoli: perché dunque non farsi sparare addosso da un cannone e afferrare quell&rsquoidentica palla al volo? John Holtum voleva così diventare il primo bersaglio umano, il primo uomo ad afferrare al volo l&rsquoincandescente palla sparata da un cannone di artiglieria. Più che strong man, strong hands.
L&rsquoatto richiese due anni di preparazione, prima che Holtum comprendesse come eseguirlo.
Come nella descrizione della Ginnastica Triestina, il cannone veniva posizionato su un lato del palco e dall&rsquoaltro Holtum attendeva, mani protese. Quando la palla veniva sparata &ndash con una carica di polvere da sparo &ndash Holtum l&rsquoafferrava con guanti imbottiti, assorbiva l&rsquourto con il petto muscoloso e immediatamente la lasciava cadere a terra. La litografia evidenzia come Holtum si posizionasse lateralmente alla traiettoria. Un trucco? Niente affatto. Quando Holtum ci provò per la prima volta, infatti, la palla di cannone gli mozzò via due dita. Holtum comprese solo successivamente, diversi infortuni a posteriori, come dovesse gettare la palla, appena afferrata, subito per terra, onde evitare che il calore gli arroventasse le mani.

Lo spettacolo riscosse un tremendo successo in tutta Europa: le folle si accalcavano per scoprire se avrebbero visto Holtum afferrare la palla o se questa l&rsquoavrebbe segato in due, come avveniva nei campi di battaglia di tutto il mondo. Senza dubbio il cannone aveva una carica di polvere da sparo inferiore a quelli normali era un cannoncino.
Tuttavia rimaneva una prova di temerario coraggio. Holtum stesso offriva tremila franchi a chiunque volesse cimentarsi sul palco e imitarlo un modo per allontanare le accuse di frode. Quando un inglese, nel 1880, accettò l&rsquoofferta convinto di &lsquosmascherarlo&rsquo, la palla di cannone lo colpì in testa sfracellandogli il naso e fratturando il cranio. La palla, come aveva ammonito Holtum, era realeun proiettile d&rsquoartiglieria a tutti gli effetti.
Il resoconto della Società Ginnastica Triestina attribuisce il coraggio di Holtum all&rsquoessere anglosassone, ma l&rsquouomo in realtà era nato in Danimarca, prima di viaggiare in tutto il mondo. Quando si ritirò dalle scene condusse una vita tranquilla nella verde Inghilterra, morendo alla veneranda età di settantaquattro anni (1919).

Da www.ilvaglio.it del 12-10-19

13/10/2019 12.23.05

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