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L’addio a Moira Orfei: la regina del circo trainata dai cavalli

I funerali si trasformano in un evento per San Donà. In arrivo anche Alberto e Stephanie di Monaco di Giovanni Cagnassi

 

Da La NuovaVenezia

SAN DONÀ. Un grande museo di Moira Orfei a San Donà, dove arriverà la sua casa mobile in cui saranno custodite le ceneri. Oggi il feretro in città su una carrozza, trainato da quattro cavalli bianchi come sua volontà. Si narra che Moira Orfei non sia mai voluta andare a un funerale e che scherzasse dicendo che non sarebbe andata neppure al suo.

E, infatti, quella di oggi sembra una festa per il mondo del circo e per San Donà, eletta a residenza ufficiale di Moira e Walter Nones nell&rsquoincredulità di una città attonita per le esequie nel duomo cittadino iniziate alle 15. Attese personalità e capi di Stato, quali Stephanie e Alberto di Monaco e delegazioni dei circhi di tutto il mondo. Il feretro è stato trasportato dalla camera ardente, allestita ieri al centro culturale Leonardo da Vinci, per raggiungere il duomo su una carrozza trainata da quattro cavalli bianchi.

Celebra un vecchio cappellano del circo, Piergiorgio Saviola, vicario del Papa, con altri quattro sacerdoti in abito talare bianco da diverse città d&rsquoItalia e legati al mondo circense. Il circo di Moira ora è a Crema e, dalla cittadina lombarda, ultimo baluardo della Serenissima, tanto che vi campeggia ancora un Leone di San Marco, sono arrivati Walter Nones con gli adorati figli Stefano, con la moglie Brigitta Boccoli, Lara e la famiglia, poi i tanti nipoti e parenti sparsi in tutto il mondo. Da Miami, è volato in aereo al Marco Polo il biografo ufficiale, Sebastiano Sandro Ravagnani, per 45 anni al suo fianco nell&rsquoufficio stampa. Ravagnani, assieme a Paride Orfei, giunto alla camera ardente ieri per un commosso saluto, ha invocato addirittura funerali di Stato per Moira, il cui vero nome era Miranda, insignita del titolo di Cavalier del Lavoro dopo una vita nel circo e i successi tra cinema e televisione, con Fellini e Germi, oltre 40 film nella sua carriera sul grande schermo.

La camera ardente è stata allestita al centro culturale per motivi di sicurezza e spazio, molto sobria, con la bara chiusa perché trasportata da Brescia dove è spirata. Due grandi foto a fianco del feretro, un teleschermo che proietta i suoi film e la vita al circo, le colonne sonore dei film e le musiche degli spettacoli circensi di sottofondo. Ravagnani ha fatto acquistare a Treviso, perché a San Donà i negozi martedì mattina erano chiusi, varie boccette del suo profumo preferito &ldquoMitsouko&rdquo che ha cosparso nella camera ardente. «Per San Donà e per l&rsquoItalia questo è un grande evento», ha detto Ravagnani emozionato, «il marito e i figli sono arrivati da Crema dove si svolge il circo che per volontà di Moira non si è mai fermato. Purtroppo in un anno sono scomparsi Orlando e Nando Orfei, adesso con Moira finisce il mondo del circo che non sarà mai più lo stesso senza la sua icona. Meritava i funerali di Stato e mi spiace che il governo non lo abbia preso in considerazione. In America, a Milwaukee, arrivarono 400 mila persone a vederla. Sempre negli Usa c&rsquoè un canale televisivo a lei dedicato».

18/11/2015 15.52.31

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