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L’IMPORTANZA DEL CIRCO NELLA STORIA

da cartalibera.it (Giorgio Castriota Santa Maria Bella)

Nell’impero romano il circo e gli spettacoli che ivi si svolgevano erano molto importanti. Gli imperatori, infatti, per accattivarsi il favore del popolo, segnatamente della plebe, elargivano derrate ed organizzavano giochi nei c.d. circhi (da “cerchio “) cioè combattimenti tra gladiatori, tra uomini e bestie feroci, corse di cavalli e di carri.  Resta a tale proposito il detto “panem et circenses”.

A Costantinopoli la tradizione del circo continuò quasi fino alla fine dell’Impero Romano d’Oriente. A Bisanzio c’era un magnifico circo dove si svolgevano le piu’ importanti cerimonie ufficiali presiedute dall’imperatore, naturalmente, le corse dei cavalli e dei carri.

Gli spettatori erano divisi in varie fazioni di tifosi contraddistinte da diversi colori (bianco, verde, rosso, azzurro).

Le piu’ importanti divennero, nel tempo, la “verde” e “l’azzurra” corrispondenti anche a diversi stati sociali. Tali fazioni erano molto importanti anche sotto il profilo politico-sociale perchè, sovente, erano all’origine di disordini.

Le autorità di Bisanzio, perciò, le “maneggiavano” con molta circospezione. Dopo 1400 anni circa le cose non sono sostanzialmente mutate
ll tifo calcistico imperversa. Gli atleti, come i gladiatori e gli aurighi di un tempo, sono strapagati e sono oggetto di forme di quasi adorazione.

I politici, consapevoli della loro importanza a fini elettorali, li blandiscono. Insomma anche ai nostri giorni certe “virtù” (si fa per dire!) sono sempre di moda. Non essendo mutata la mentalità rimangono, per conseguenza, sempre veritieri questi versi di Orazio (Sat. I,6,15,17): “Populo, qui stultus honores saepe dat indignis et famae servit ineptus,qui stupet in titulis et imaginibus” = il popolo che, stolto, spesso conferisce onori agli indegni e, inetto, serve la fama e si stupisce di fronte ai titoli ed ai ritratti.

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il popolo che, stolto, spesso conferisce onori agli indegni e, inetto, serve la fama e si stupisce di fronte ai titoli ed ai ritratti

I versi di Orazio sono la risposta ad un pensiero che percorre la mia mente:
per chi non ama il nostro circo gli stolti siamo noi, ma siam per caso in buona compagnia se rovesciamo le parti?
Come potremmo definire chi rimane abbagliato dal politico di turno che, distraendoci  dai reali problemi del Paese, si fa fotografare in compagnia del proprio cane?
Chi rimane abbagliato dal personaggio che per tornaconto si improvvisa animalista?
Chi rimane abbagliato dai proclami di politicanti locali contro il Circo?

Tra noi e loro c’è solo una differenza, loro raccolgono i bisognini, noi merda.. no, neon é una caduta di stile é che “letame” non rende l’idea.  (mt)

 

27/06/2014 21.06.11

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