Circusfans Italia

IL PORTALE DEL CIRCO ITALIANO

Stampa: Il veterinario che cura le «star» dei circhi

33

Ilveterinario che cura le «star» dei circhi
«Vaccinazione alle tigri come ai felini di casa»

William Villa, allievo di VincenzoCeleste, alias «il medico delle belve», gira il mondo per curare i grandianimali

 

https://www.circusfans.eu/wp-content/uploads/backup/images_williamvilla.jpg

«Il mio impatto con ilcirco? Ero neo-laureato e il dottor Celeste mi portò con sé nell’area dell’AlfaRomeo di Arese in dismissione. Era appena finito lo spettacolo e c’erano glistruzzi che scappavano da tutte le parti e i circensi che li rincorrevano…rimasi perplesso». Il dottor William Villa visita cani, gatti, furettinell’ambulatorio di via Sambuco, a Porta Ticinese, dove Vincenzo Celeste,soprannominato il «medico delle belve», ha cresciuto generazioni di veterinari.Oggi che il maestro non c’è più, è lui a rispondere agli sos dei circensi, acorrere in aeroporto e in poche ore a raggiungerli dove stanno lavorando.«All’estero, Iran, Turchia, Cipro, Repubblica Ceca, Est Europa, Francia -spiega il dottor Villa -, perché in Italia non c’è più clima per il circo conanimali».

L’INNAMORAMENTO – Dopo quel primo incontro con il circo, ad Arese,scattò l’innamoramento. «Ci volle poco, come per Federico Fellini…». Per ilregista riminese il circo fu tutto, una passione radicale, quasi un’ossessione,una lente con la quale guardare il mondo, non solo il cinema. Il dottore checura leoni, elefanti, tigri e struzzi, non entra nella questione circo sì,circo no. I grandi animali ci sono e hanno diritto alle cure. «Come veterinariosono chiamato a fare prevenzione, più che cura, nei circhi. Per quanto hopotuto vedere in tanti anni, oggi i numeri dello spettacolo nei circhi sono piùvicini al gioco che a costrizioni e i controlli sul benessere degli animali cisono e sono giustamente severi».

VIAVAI DI CIRCENSI- Egli si dividetra Milano e Trieste, dove vive una parte della sua numerosa famiglia. «Sonoarrivato all’ambulatorio di via Sambuco dove lavorava già mio fratello Giulio,prima avevo lavorato in altri pronto soccorso, sei mesi in Francia. In viaSambuco, negli anni Novanta, era quasi normale, anche per i residenti, vederpassare artisti con il giaguaro o il cucciolo di leone al guinzaglio». Ildottor Celeste, che era anche il veterinario degli animali dello zoo di Milano,fu il loro riferimento sin dagli anni Cinquanta e quando non si poteva recaredove il circo era attendato, erano i circensi a venire da lui.

IL LEONE EPILETTICO – Nell’ambulatorio lo staff di specialisti ha adisposizione anche una tac, in tutto identica a quella di un ospedale perumani. «Non c’è molta differenza tra curare una tigre e un gatto. E per chicura gli animali di un circo è fondamentale raccogliere l’anamnesi daldomatore: conosce talmente bene i suoi animali che coglie segnali impercettibilidi un malessere. Parlano con la postura». Paura? «Una sola volta – risponde -.C’era da visitare un giovane leone che aveva attacchi d’epilessia. Il miomaestro non poteva e mi disse: “Vai a vedere il cucciolo, ha appena 9 mesi”.Arrivato al circo, trovo il domatore impegnatissimo che mi sprona indicando lagabbia: “Entra pure”. E io, inesperto, entro, salvo poi trovarmi circondato daquesti ‘cuccioli’, che erano già dei bestioni …solo dopo m’hanno spiegato cheio ero terrorizzato ma che loro lo erano più di me…». C’è una storia che siracconta nei circhi: «La tigre e il leone se ti puntano poi cercano di fartifuori. Chi lavora con questi animali, chi li conosce, coglie quello sguardostrano. Ma ciò accade se non c’è armonia, se c’è una cattiva gestione».

TAC E CERBOTTANA – Il veterinario dei grandi animali spiega: «Facciamoprevenzione, con le vaccinazioni, alle tigri come ai felini di casa. L’elefantesi può assimilare ad un cavallo, il dromedario e i cammelli sono ruminanti».Racconta, poi, di tigri di un circo che «hanno avuto due cucciolate in un anno.Selvatici che si riproducono in cattività e che vivono due volte e mezzo piùche in natura offrono materia di riflessione».
Il suo maestro a inizio carriera s’era trovato a dover neutralizzare tigri eleoni con il whisky, per estrarre un dente. L’«uomo che sussurrava airinoceronti», leggeva negli occhi di una leonessa il dolore per esseresopravvissuta al suo cucciolo e benedisse l’avvento dei narcotici. L’allievoora ci mostra la cerbottana, il pezzo forte del «bagaglio a mano» nelletrasferte in giro per il mondo. «Ci sono spesso autentiche sfide terapeutiche -conclude -. Come quando tre tigri sono morte in pochi giorni, il circo eralontano dalla nostra Facoltà di Città Studi ma analizzando solo campioni diintestino e organi delle vittime, siamo riusciti ad intercettare il killer, unfungo che aveva contaminato la segatura della lettiera, evitando così chel’intero gruppo di felini morisse».

Da Corriere.it

14/01/2014 22.38.48

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui tuoi social utilizzando i bottoni che trovi qui sotto

Translate »
error: I contenuti sono di proprietà di www.circusfans.eu - Contents are owned by www.circusfans.eu.