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Circo respinto chiede i danni al Comune

Impugnato di fronte al Tar il regolamento che vieta di tenere gli animali in gabbia. La replica: «Aspettiamo il verdetto»

PORDENONE. Niente animali in gabbia in città? Il circo porta il Comune davanti al Tar e chiede il risarcimento «di tutti i danni subiti e subendi» . Dopo le sentenze che hanno dato favore al mondo circense – e che hanno visto soccombere i Comuni come Ferrara e Alessandria – tocca a Pordenone finire sulla graticola.

Perché il circo Millenium dei fratelli Coda Prin, che aveva fatto richiesta di attendamento in città per il periodo di marzo-aprile 2014, «dopo aver ottenuto in data 10 luglio autorizzazione all’occupazione dell’area dal presidente della Pordenone Fiere – recita il ricorso – con nota protocollata numero 230/2013», si è visto negare l’autorizzazione dal Comune (che, ironia della sorte, è socio della fiera).

La società ha quindi pensato di citare in giudizio davanti al tribunale amministrativo, oltre al sindaco, anche la dirigente del settore cultura che ha firmato il diniego. Chiede inoltre al Tar la sospensiva dell’atto che il Comune ha motivato, come avviene da tempo, con il fatto che la richiesta è in contrasto con l’articolo 19 del regolamento comunale sulla tutela degli animali «che dispone il divieto di spettacoli e intrattenimenti con l’utilizzo di animali».

Le ragioni dei ricorrenti si fondano sulla «violazione e falsa applicazione» della legge 337 del 1968 sulla «violazione e falsa applicazione di ogni norma e principio in termini di gerarchia delle fonti» e su «eccesso di potere per palese illogicità e contraddittorietà».

In pratica il circo rivendica il fatto che il divieto del Comune impedisca il pieno esercizio delle funzioni dei circhi – attività tutelate appunto dalla legge del ’68 e finanziate con apposito fondo annuale – e sostiene che il regolamento comunale non possa essere prevalente su una normativa statale.

«Se lo Stato non solo riconosce astrattamente la funzione e il valore sociale dei circhi equestri, ma promuove tale tipo di spettacolo con i finanziamenti di un fondo annuale, pare evidente l’illogicità di una disposizione regolamentare che si ponga in contrasto con le finalità specifiche proprie di leggi di Statio».

Ma il ricorso firmato dagli avvocati Libero Coslovich e Giulio Cerceo di Pescara, si fa anche esplicito riferimento alla sentenza del Tar di Bologna che ha dato ragione – in una causa analoga contro il Comune di Ferrara – al circo facendo proprio riferimento alla legge del ’68 e al fatto che quella norma non pone limiti all’impiego di animali al circo.

Il ricorso non ha colto di sprovvista l’amministrazione che da tempo sta lavorando, con l’assessore Vincenzo Romor, a una revisione del regolamento comunale in un tavolo congiunto con le associazioni. «Cosa faremo? Bisognerà capire prima di tutto – evidenzia Romor – se il Tar accoglierà o meno la richiesta di sospensiva».

Da Messaggero Veneto

 

16/10/2013 19.29.14

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