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NEVIA TOGNI E GLI ANIMALI NEL CIRCO: Le sue idee del 2008

NEVIA TOGNI E GLI ANIMALI NEL CIRCO: Le sue idee del 2008

Oggi l’Enpa oggi ha diffuso un comunicato in cui si sbandierano delle sconcertanti dichiarazioni di Nevia Togni, figlia di Darix Togni, contrarie alla presenza degli animali nel circo.

Nel comunicato dell’ENPA vengono virgolettate della affermazioni davvero sorprendenti e non ci stupisce che vengano diffuse proprio oggi per alzare l’ennesimo polverone contro il circo, nel momento in cui un evento mondiale sta per andare in scena a Roma, sul sagrato di Piazza San Pietro.

Le frasi più forti sono le seguenti:

«Non condivido l’affermazione secondo cui il circo sarebbe espressione di un fenomeno culturale, vale a dire di un comune sentire diffuso tra i cittadini: i circensi rappresentano una parte minoritaria della società italiana, non la società nel suo complesso – questo il messaggio inviato dalla pittrice alla vigilia della mobilitazione -. Per questo ritengo che circhi non debbano più ricevere alcun tipo di finanziamento pubblico, al quale concorrono tutti i contribuenti del nostro Paese: dunque, anche coloro i quali non vogliono più vedere animali in gabbia».

«In Italia ci sono molti bravissimi artisti che riescono a fare il tutto esaurito senza utilizzare alcun animale. Ciò significa che agli italiani gli spettacoli “cruelty free” piacciono – conclude Nevia Togni –. Purtroppo, però, le insegne circensi tradizionali continuano a difendere modelli oramai superati, dimostrando così la loro piena incapacità di cogliere i gusti del loro stesso pubblico e di rinnovarsi: l’impiego degli animali sotto i tendoni non ha alcuna ragion d’essere».

e ancora

«Non mi riconoscevo più in quell’ambiente e in quella visione del rapporto con gli animali – spiega Togni -. Fin da bambina provavo un forte disagio nel vederli in gabbia, costretti a viaggi lunghi ed estenuanti che mettevano a dura prova la loro stessa incolumità. Fu così che decisi di seguire un altro percorso professionale, dedicandomi alla pittura».

Ciò che ci colpisce maggiormente è che solo 4 anni fa Nevia Togni la pensava in maniera diametralmente opposta e in una lettera pubblica inviata proprio a Circusfans affermava tutt’altro. Cambiare idea è lecito, ma rinnegare valori, idee e posizioni in maniera così radicale con tale tempismo è se non altro sospetto.

ECCO COSA SCRIVEVA NEVIA TOGNI RIVOLTA AL MONDO DEL CIRCO IN QUESTA SUA LETTERA APERTA INVIATA A CIRCUSFANS IL 19/12/2008 E REPERIBILE QUI

Da più parti si sente rimbalzare la stessa notizia circa la necessità di intervenire con efficacia e severità sulla violenza che subiscono gli animali nei circhi. Gli osservatori e gli esperti appartenenti alle più “accreditate” organizzazioni animaliste, sono “certi” che il luogo dove si consumano i più “efferati maltrattamenti agli animali” sia proprio la struttura circense.

Adesso si è arrivati al disegno di legge che imporrà l’allontanamento degli animali da quel “luogo di sofferenza”.

Ho vissuto metà della mia vita in un circo, e sulla base della mia esperienza personale, posso testimoniare che gli animali in circo hanno sempre vissuto con noi e accanto a noi. Sono stati considerati non solo un investimento da preservare, ma compagni di lavoro a cui dedicare attenzioni e amore.

Riconosco che ci sono strutture circensi dove sono stati contestati episodi di “maltrattamenti”, ma questo non deve penalizzare tutta la categoria.

Posso anche accettare l’idea di eliminare gli animali dalle attrazione circensi, anche se questo produrrà disoccupazione e ulteriori problemi per centinaia di famiglie, ma,realisticamente, trovo poco credibile proporre un modello come il “cirque du soleil”, musical canadese ispirato al circo, che dispone di copiosi contributi statali.

Fatta questa premessa, vorrei invitare l’opinione pubblica a considerare il problema nella sua generalità.

I media, le organizzazioni animaliste che vogliono farsi pubblicità, la stampa che ama il sensazionalismo, hanno, a mio avviso, trovato nei circhi il capro espiatorio di colpe che ha l’intera umanità.

L’uomo ha sempre sfruttato gli animali, dalle civiltà contadine di ieri, all’industria alimentare di oggi.

Potrei fare un lungo elenco di luoghi dove gli animali vengono maltrattati per fini utilitaristici. Gli ippodromi, i Palii, i canili municipali finanziati con denaro pubblico, gli allevamenti di animali da macello e da pelliccia, gli zoo e i bio-parchi, delfinari, ecc …!

In ambito internazionale, poi, come dimenticare le corride, i rodei, la caccia alla volpe, gli orsi della luna, il traffico per l’avorio, ecc…

La problematica ha quindi dimensioni veramente planetarie.

Serietà vuole che, trattando un argomento così importante, si debba assolutamente valutarlo nella sua globalità e trovare rimedi adeguati che non siano solo palliativi.

Si vuole trovare qualche soluzione?

Allora tutti devono fare la loro parte, i privati cittadini, i circhi, gli animalisti, i legislatori.

Io ho qualche dubbio!!

L’opinione pubblica punta il dito ma non fa autocritica, le associazioni riconosciute non possono sottrarsi totalmente al controllo politico,i circhi stessi sono una categoria non omogenea e il legislatore tiene in maggior conto l’interesse di partito.

Infatti, nell’agosto del 2008 è stata presentata una proposta di legge che prevede la reclusioni fino a un anno per chi procura la morte di un animale. Un buon inizio!!!. Ma Ermete Realacci, deputato della margherita ha firmato un emendamento, poi approvato dal Parlamento che ha salvato il Palio, stabilendo un’eccezione per le manifestazioni storiche autorizzate dalle Regioni.

Questo è il nostro paese! Gli animali soffrono, muoiono, vengono torturati?. Basta un emendamento e quella stessa realtà diventa legittimata.

Apprendo dai media che il comico Panariello sembra abbia preso coscienza del problema in questione.

Sarebbe troppo facile e scontato dire che ha forti interessi personali. Lo stesso comico ha dichiarato che farà uno spettacolo in collaborazione con “le cirque du soleil” e che sta pubblicando un “indispensabile” libro:

“non ti lascerò mai solo” cavalcando l’onda dell’amore per gli animali da animalista dell’ultima ora.

Licia Colò, non avendo altre chance televisive, ma solo quelle in terza serata sulla RAI, parla di animali come la Lambertucci disserta di dietologia, probabilmente con pochissime cognizioni e nessuna esperienza personale.

Il mondo dell’informazione è in mano a pochi, gli opinionisti si moltiplicano come batteri sul vetrino, alcuni in doppio petto altri in minigonna, ma sempre meno qualificati e legittimati a parlare.

Mi piacerebbe fare una domanda a coloro che pontificano da un divanetto televisivo: “Siete mai stati a contatto con la gente del circo, gente che vive con e per gli animali? Vi siete mai chiesti come si possa fare volontariamente del male a un animale a cui sono stati dedicati anni di lavoro e amore per l’addestramento? Sarebbe pura follia! Avete mai fatto sacrifici per gli animali quando stanno male? Vi siete mai occupati di loro a tutte le ore ? Siete mai rimasti accanto a loro durante la notte, rinunciando al sonno per assisterli?” Chi ha animali nella propria casa, ama un cane, un gatto o chi fa crescere un puledro, potrà avere solo una vaga idea di cosa intendo dire.

I nostri animali sono nati e cresciuti in cattività, quindi dipendono da noi in tutti i sensi. Non si possono alienare, né reinserire in natura.

In questi anni sono stata testimone di tante cattiverie perpetrate da persone che, all’occorrenza, parlano di animali e di amore per gli stessi. Sono proprio quelli che abbandonano un animale alla prima difficoltà o prima delle ferie. Quelli che comprano il “giocattolino” (cane, gatto, rettili ecc.) e poi, noncuranti, lo abbandonano.

Che dire poi del mezzo televisivo, come strumento di una informazione viziata e asservita. Mi è capitato di sentire parlare Maurizio Costanzo con un tono critico nei confronti della categoria dei circensi.

Lui è noto per essere un sostenitore del “pluralismo” di opinioni, infatti il più delle volte parla senza concedere il diritto di replica! Lui della “selezione degli ospiti” ne ha fatto un fondamento del suo spettacolo e i suoi invitati se li sceglie ammaestrati! Fanno parte quasi tutti della sua scuderia. Gente che pur di apparire in video, sarebbe disposta a dire tutto e il contrario di tutto.

Sono sicura che per ottenere dei risultati, non ci vuole ne un’animalista, ne il politico di turno a gestire il problema, ne un programma televisivo pilotato.

Io non mi sento assolutamente in sintonia con gli animalisti. Questi perseguono un modello di vita diametralmente opposto al mio. Condannano qualsiasi tipo di asservimento degli animali all’uomo!

Secondo loro, gli animali devono essere visti solo nei documentari o a casa loro!!

Eliminando il contatto diretto con gli animali, non si può avere che una conoscenza parziale e, conseguentemente, non si può amare ciò che non si conosce!

Io amo gli animali e auspico, invece, sanzioni più pesanti e leggi più severe. Chi maltratta un animale deve essere punito, circense o no.

A proposito di regole, sarebbe interessante sapere dove vanno a finire gli animali sequestrati e affidati alle organizzazioni legalmente riconosciute (LIPU ENPA,WWF ….). Che fine fanno?

Si dà la notizia dell’avvenuto sequestro, ma poi non si sa più nulla dell’animale sequestrato.

Chi controlla i controllori?. A questo proposito mi chiedo come mai il WWF,che si dovrebbe occupare di preservare le specie a rischio d’estinzione, accoglie nel suo centro di Semproniano soggetti ibridi, come le tigri di Mario Saly, oppure, i leoni che non hanno valore da un punto di vista conservativo e non sono esposti a tale rischio!

Infine c’è da verificare quali autorizzazioni alla detenzione di animali pericolosi hanno i centri di recupero!

E dal momento che quasi nessuno è autorizzato, a quale titolo accolgono gli animali sottratti ai circhi o ai privati?

Ci vorrebbe solo un po’ di buon senso, coscienza e informazione seria, prima di prendere posizioni.

Fortunatamente abbiamo con internet, uno strumento preziosissimo. Ci si può documentare e si può capire dove sono i veri problemi e dove si deve intervenire. Informatevi sul club 1001 del WWF, o dove prendono i soldi le varie associazioni. Ci si renderà conto che, nella maggior parte dei casi molte di esse esistono soltanto per alimentare se stesse.

Ma le cose in Italia vanno così, dove c’è l’uomo e ci sono soldi di mezzo …!

Mi viene in mente un’altra organizzazione “tarocca” come la F.A.O.

Esiste da 60 anni e la fame nel mondo è aumentata. I vertici utilizzano alberghi a 5 stelle e si riuniscono

sperperando montagne di soldi in viaggi e pranzi principeschi. Solo il 12% viene speso per fini umanitari.

Il parallelo non è casuale. La FAO non risolverà mai il problema della fame nel mondo fino a quando la politica non sarà estromessa, così come la politica deve stare lontano dal mondo degli animali e lasciare che questi temi siano affrontati e risolti da tecnici competenti e non da comici, soubrette e speculatori.

Nevia Togni

Nevia a 4 anni

Nevia con gli elefanti

(tratto da Circusfans del 19/12/2008)

NEVIA TOGNI E GLI ANIMALI NEL CIRCO: Le sue idee del 2008

30/11/2012 15.32.00

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