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BELLINZONA
Il Ticino rischia di restare senza circo Knie?

Nel giro di qualche anno la carovana sarà costretta a emigrare dall’attuale postazione, dove sorgerà l’Istituto di ricerche in biomedicina. E c’è chi giura che a Rapperswil stiano facendo due calcoli…

di Patrick Mancini

BELLINZONA – Il circo Knie rischia di non venire più in Ticino? Tutto tranne che un’utopia. Da anni si sa che l’onerosa trasferta a sud delle Alpi per la storica compagnia circense di Rapperswil rappresenta più un regalo per i ticinesi che una fonte di reale guadagno. Ora un altro indizio arriva da Bellinzona, dove nei prossimi anni sullo stesso terreno in zona liceo che viene occupato dal Knie sorgerà l’Istituto di ricerche in biomedicina. Insomma, il circo Knie sarà costretto a trovare un altro luogo per piazzare il suo tendone, cosa tutt’altro che scontata. E fonti vicine alla famiglia Knie sono pronte a giurare che, se dovesse saltare la tappa bellinzonese, il circo di Rapperswil potrebbe anche rinunciare completamente al Ticino. A quel punto infatti, solo con Lugano e Locarno, la spedizione non avrebbe più senso dal punto di vista del bilancio finanziario.

Luoghi alternativi – All’ombra dei castelli stanno studiando delle soluzioni alternative. Non solo per il Knie, ma anche per gli altri circhi che puntualmente arrivano nella capitale, cosi come per il luna park, che ogni anno si ferma per un mese su quel sedime. “Ci stiamo guardando in giro, è vero – ammette Simone Gianini, capo dicastero territorio e mobilità –. A Bellinzona non è facile trovare un terreno simile, vicino al centro urbano come desidererebbero i Knie. Ma ci sono delle interessanti alternative nella zona, ad esempio dalle parti dei Saleggi a Giubiasco”. Si parla anche della zona di Castione (dove dovrebbe sorgere il nuovo stadio di calcio) e di quella dell’inceneritore a Giubiasco.

Immersi nel fango – Una cosa è certa: il nuovo sedime dovrà rispettare determinati standard. Perché più volte i Knie si sarebbero lamentati del fango eccessivo sul terreno vicino al liceo. “È accaduto anche durante la loro ultima visita – conferma Gianini –, loro cercano soprattutto terreni con fondo duro”. Insomma, non è per nulla scontato che vada tutto per il verso giusto. Ma come la pensano i responsabili del Knie? E soprattutto il rischio che il Ticino sia tagliato fuori dal loro itinerario è reale? I più informati sussurrano che da tempo a Rapperswil si starebbe meditando su questa eventualità. Dalla direzione del circo Franco Knie per ora cerca di calmare le acque: “Il Ticino ci interessa e vogliamo continuare a venire da voi. Da poco a Lugano ci hanno messi su un nuovo terreno. È già un buon presupposto”.

Da tio.ch

26/11/2012 16.47.07

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