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Stampa: Torino contesa da due circhi, uno con e uno senza animali

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Il Comune di Torino conteso da due circhi, uno con e uno senza animali

La LAV con un comunicato stampa del 24 settembre 2012 ha ricordato all’Amministrazione Comunale il proprio impegno nei confronti della tutela delle specie selvatiche. Due le richieste di attendamento a Torino, nei prossimi mesi di novembre e dicembre, da parte di circhi “importanti” ma diversissimi tra loro. Da una parte l’Acquatico Zoppis, un circo senza animali per precisa scelta, che ha deciso di puntare il proprio successo sulle abilità di soli artisti umani e su ricche scenografie e coreografie la risposta italiana al Cirque du Soleil.
Dall’altra il Darix Togni, un circo che di animali ne ha fin troppi e che continuano a passare la loro vita sottoposti estenuanti ed interminabili viaggi, viste le numerosissime tournée del circo in Asia e in Africa.

Ed anche quando sono in Italia gli animali non coprono un buon trattamento, basti pensare alle condizioni degli elefanti riprese dalla trasmissione Striscia la Notizia che, lo scorso gennaio, documentava come fossero costantemente immobilizzati da una catena cortissima a due delle quattro zampe.
Per questo caso di grave maltrattamento la LAV ha provveduto a sporgere denuncia alla Procura della Repubblica di Milano.
E proprio gli elefanti sono una delle specie che il Comune di Torino, con l’approvazione del regolamento n. 320 per la tutela ed il benessere degli animali in città dello scorso anno, ha dichiarato essere incompatibili con strutture circensi e di spettacolo viaggiante, esprimendo altresì la volontà di adoperarsi perché in futuro questa specie, come altre quali primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, rinoceronti, ippopotami, giraffe e rapaci, non siano più impiegate in tali 20 spettacoli.
Appare ovvio, ma non scontato, richiamare quindi il comune di Torino a mettere in atto quanto auspicato nel proprio regolamento, impedendo al circo Darix Togni l’attendamento e concedendo l’autorizzazione all’Acquatico Zoppis, struttura più che in grado di offrire effettivamente uno spettacolo di grande spessore artistico.
Troppo spesso attraverso l’utilizzo del termine “arte circense” si è venduto scadente spettacolo umano e molto sfruttamento animale, l’opinione pubblica ne è sempre più consapevole ed i comuni virtuosi hanno saputo raccogliere il pensiero della propria cittadinanza adoperandosi per un cambiamento che, la Lav auspica da tempo, porti a breve ad una modifica della normativa nazionale vietando l’utilizzo di animali nei circhi e nelle mostre viaggianti.
Per ora, a Torino così come a molti altri, il compito di dare un forte messaggio.
“Al Comune anche un consiglio – afferma Filippo Viberti Responsabile della Lav di Torino – quello di fare attenzione alle dichiarazioni dei “furbetti”, come capitato in molti casi, cioè di quei circhi che dichiarano in via preventiva di attendare senza animali salvo poi farli apparire misteriosamente e contando sul buon cuore delle Amministrazioni Comunali”.

Da sos-gaia.org

29/09/2012 6.50.36

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