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Forlì. In città gli animali ‘sfrattati’ da Imola

Cammelli e cavalli sono stati trasferiti in zona fiera. Stasera annunciata manifestazione degli animalisti

Forlì, 28 settembre 2012 – “ABBIAMO portato qui da Imola i nostri animali. Otto cavalli, tre cammelli, due lama e un pony. Per ora rimarranno a Forlì. Cosa dovevamo fare, abbiamo rispettato l’ordinanza del sindaco di Imola. Ma così è assurdo. Eravamo arrivati lunedì, io e mio marito siamo liberi professionisti. Eravamo stati scritturati, dovevamo iniziare la stagione. No, la giraffa morta non era nostra. Ora sto tranquilla qui, questa è casa mia. Perché dovrebbero mandarmi via? Non sarebbe giusto”. Daiana Dall’Acqua, figlia del titolare del circo Royal, risponde al telefono in serata. Per tutto il giorno la storia degli animali da Imola è stata un giallo. Arrivano, non arrivano, quando arrivano e quanto restano. «Ripeto, quel che sta capitando è assurdo — insiste la donna —. I cavalli sono animali domestici. A pochi chilometri da Imola c’è un parcheggio».

Punto di vista da confrontare con quello degli animalisti. Ci sarà modo di farlo stasera. Alle 20.30 davanti ai tendoni del Royal è annunciata una manifestazione di protesta. «Sarà civile», la garanzia. La Lega Nazionale per la difesa del cane spera che vengano adottati i medesimi provvedimenti di Imola anche a Forlì. Ma gli artisti circensi non sono d’accordo. Denny Mantico, domatore di leoni, è convinto che si debba sfatare il mito degli animali sfruttati, maltrattati e allontanati dal loro habitat naturale. Ricorda che da oltre mezzo secolo ormai è vietata l’importazione degli animali esotici in Italia, tutti quelli che si trovano nei circhi sono animali nati già in cattività. Quindi, qualora si riuscisse a liberarli, morirebbero, o per difficoltà di adattamento nell’habitat ‘naturale’ o per via dei diffusissimi safari.

Anche i metodi educativi, sostiene, non sono drastici. Dalla fine dell’età dei giochi, i cuccioli iniziano a fare esercizi per circa due ore al giorno, assolutamente senza l’uso della violenza. Parlando in termini puramente pratici, fa notare, la violenza sarebbe controproducente per un duplice motivo: si andrebbe a danneggiare un proprio ‘bene’ e un leone pungolato o frustato non rimarrebbe lì fermo, ma diventerebbe aggressivo, pronto a colpire il suo carnefice. E, ovviamente, bisogna considerare il rapporto affettivo che si viene a creare tra l’animale e l’addestratore.

Le critiche rivolte ai circhi non sono solo per i metodi educativi, ma anche per gli spazi angusti in cui sarebbero rinchiusi gli animali e per le loro condizioni di salute. Denny controbatte che le dimensioni delle recinzioni sono state stabilite ad hoc per ogni animale e tutti gli esemplari sono sottoposti a controlli veterinari e controlli settimanali dell’USL della città in cui si trova il circo.

a. p. 

Da Il Resto del Carlino

28/09/2012 9.40.43

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