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Nessuno avrebbe visto Alexandre a Imola se non fosse…

da ilrestodelcarlino.it


NESSUNO avrebbe visto Alexandre a Imola se non fosse stato per la sua fuga, venerdì, ultimo assaggio di libertà. Il Comune
non avrebbe consentito al circo di Aldo Martini di far esibire il mammifero. «Non è ammesso dal nostro regolamento in materia — precisa l’assessore all’Ambiente e alla Sicurezza Luciano Mazzini —. La giraffa è uno degli animali vietati». Secondo l’assessore, il regolamento comunale sui circhi adottato ormai nel 2005 «applica le regole Cites che, ad esempio, ammettono i grandi felini ma solo a determinate condizioni di grandezza delle gabbie».
Inoltre il circo avrebbe mandato solo pochi giorni fa un’integrazione indicando altri quattro tipi di animali in arrivo. Già,
perché in città gli animali non ci sono ancora.
«Arriveranno tutti martedì e se il Comune non è d’accordo su alcuni di loro, non li faremo venire ma dobbiamo lavorare»,
precisa Martini.
Verranno dromedari, cammelli, zebre, serpenti e pitoni, ma anche pellicani e squali (ci sarà anche un’enorme vasca).
«QUELLA che abbiamo inviato qualche giorno fa era la richiesta per poter arrivare in anticipo in città (il 19 anziché il 24, ndr) e montare il tendone nuovo — continua —. Con noi avevamo solo la giraffa che, fino al 4 ottobre, sarebbe dovuta andare a Roma a girare un film». Insomma, un botta e risposta burocratico che rischia di finire a carte bollate, con il Comune che minaccia ordinanze e denunce (oggi la scadenza per lo sgombero) e il circo (alla sua prima volta a Imola) che farà ricorso.
Ieri pomeriggio, a poche ore dalla manifestazione di protesta organizzata dal consigliere Andrea Zucchini (misto), a cui
hanno partecipato oltre 150 persone, Martini commentava: «Speriamo solo sia pacifica come hanno detto, senza danni».
Zucchini dal canto suo attendeva almeno una cinquantina di partecipanti «ma anche se sarò da solo, sarà per una giusta
battaglia — diceva —. Voglio far cambiare il regolamento e vietare certi tipi di animali se non tutti. Con noi ci sarà anche la Lav Bologna». Ieri però la solidarietà ha iniziato a viaggiare anche in un’altra direzione.
Il senatore Pdl Carlo Giovanardi ha espresso vicinanza «ai lavoratori del circo che rischiano di finire sul lastrico, vittime
di un fondamentalismo ideologico che antepone gli animali agli uomini e che molto probabilmente è anche la causa dell’inspiegabile ‘liberazione’ della giraffa». Infine, Riccardo Mondini (Ucd) ha puntato il dito contro la decisione del sindaco dai tratti elettorali. «Sarebbe come se fuggisse un cavallo arabo da un maneggio e si impedisse di allevare cavalli nel territorio per sempre — dice —, una follia. Non c’è più la misura delle cose e si agisce ipocritamente in base all’onda emozionale del momento sperando di lucrare una pubblicità a basso costo». Intanto la famiglia circense di Nando, Moira e Liana Orfei intanto ribadisce di essere «totalmente estranea ai fatti di cronaca di questi giorni avvenuti ad Imola». Martini «utilizza impropriamente — scrivono — il marchio Orfei denominando la sua struttura ‘Paolo Orfei presenta il Circo Pantera Rosa’».

25/09/2012 14.33.13

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