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Stampa:la Brambilla: “Basta ai fondi per i circhi con animali”

FESTIVAL DI LATINA

Che l’ex ministro si pronunciasse sulla triste vicenda della giraffa morta ad Imola non c’erano dubbi, comunicato ripreso da giornali e siti internet come articolo. Immancabili le proteste contro la presenza di animali nei circhi da parte delle varie associazioni. Stupisce la presa di posizione del vicepresidente del Consiglio comunale di Imola,che dichiara che “i circhi in Emilia-Romagna non sono i benvenuti”.
Sarà anche vero a casa sua, lasciando riposare in pace Federico Fellini, bisognerebbe ricordare che alcune dinastie sono nate
in questa terra, ricordare che l’Ente Circhi nacque a Rimini, che la prima Scuola di Circo Italiana ha origini a Cesenatico, che tutti i circhi che si sono esibiti in regione hanno sempre riportato lusinghieri successi, come é vero invece che quella zona di Imola non sia tra le più fortunate. Senza citare Airton Senna, in quella zona si sono persi il GP di F1, il Jammin  Festival, la Moto GP e, parlando di circo, solo un anno fa il Circo Bellucci restò intrappolato dalla neve.

Sulle cause della morte della Giraffa ormai pare non ci siano più dubbi, resta da chiarire se ci sono colpe da parte del circo.

Tornando all’ex ministro che per tutto il tempo in cui é stato in carica probabilmente aveva altri interessi, riportiamo sotto l’articolo di cui si parlava all’inizio. Meschinamente però, sto studiando dagli sciacalli, lasciatemi pubblicare anche un articolo del luglio scorso su cui, amici e nemici dovrebbero riflette.

(mt)

Giraffa morta, la Brambilla: “Basta ai fondi per i circhi con animali”

da:
ilrestodelcarlino.it
24notizie.com
247.libero.it/focus/

Imola, 21 settembre 2012 – “Oggi ad Imola il circo ha messo in scena l’ennesimo spettacolo degradante, che non fa certo onore al nostro paese. Il posto degli animali selvatici è nel loro habitat naturale”. Così l’ex ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla, fondatrice della Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente, commenta l’”evasione” della giraffa che ha galoppato per le strade della città romagnola, è stata sedata e poi è morta per arresto cardiaco. “E’ ora di smetterla – aggiunge – con questi spettacoli crudeli, diseducativi e certamente arretrati sotto il profilo culturale ed etico. Leoni, giraffe, elefanti strappati al loro ambiente naturale, spogliati della propria dignità e costretti a vivere in condizioni di sofferenza fisica e psicologica. E’ anche ora che si sappia la verità: le già provate tasche degli italiani contribuiscono a mantenere in vita i circhi. Intendiamo dunque modificare al più presto questa anacronistica legge, per garantire sostegno solo ai circhi senza animali, che devono invece essere valorizzati per il loro alto contenuto artistico”.

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Il canile della Brambilla chiuso dal comune di Lecco

23/07/2012 – Vecchio e insicuro: non è a norma con la legge della Regione

da giornalettismo.com

Uno smacco per un’amante degli animali come lei. Michela Vittoria Brambilla dovrà chiudere il suo canile, gestito da dieci anni a Lecco attraverso la sua Leida, che non potrà accogliere i 150 cani ospitati. Repubblica, che riporta la notizia in un articolo a firma di Paolo Berizzi, spiega che l’ha deciso il Comune: Troppo vecchio, troppo angusto e insicuro, insomma, non a norma con la legge della Regione Lombardia. La lettera, inviata alla stessa Leida e ad altre associazioni animaliste, alle quali si chiede aiuto, è firmata dall’assessore alle attività produttive Armando Volontè. «La struttura del canile – scrive il Comune – è molto vecchia e non risponde più ai requisiti di legge. L’amministrazione, per i vincoli derivanti dal patto di stabilità, non è in grado di porre mano alla ristrutturazione dell’attuale edificio, né ha a disposizione aree dove poter edificare un nuovo canile rifugio».

540mila euro di spesa, in dieci anni, per il Comune:  «Dobbiamo temporaneamente individuare altre strutture dove poter collocare i cani», hanno messo nero su bianco negli uffici di piazza Diaz. Un bello smacco per chi ha fatto della battaglia per i diritti degli animali una missione di vita. Quasi un contrappasso per una pasionaria che, appena una settimana fa, festeggiava per il sequestro di Green Hill, dove i cani destinati alla vivisezione erano allevati in condizioni indecenti.

Qui, spiega il quotidiano, la situazione era questa: Che anche nel canile lecchese i quadrupedi non se la passassero proprio benone lo ha verificato l’Asl. Dai sopralluoghi è emerso che la struttura è a dir poco carente: box e gabbie insufficienti e inadeguate ambulatori inesistenti o non a norma niente ambienti per il lavaggio e la disinfezione delle attrezzature e nemmeno acqua calda mancano anche gli spogliatoi e i servizi igienici per il pubblico. Nella relazione si fa notare, inoltre, che «il canile presenta grosse lacune per quanto previsto dalla legge 626».

23/09/2012 10.00.27

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