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Il circo? Per vederlo, si va a teatro
Al Sociale una tre giorni dedicata alla fusione dei due generi

da giornaledibergamo.com

Tre giorni interamente dedicati al teatro-circo sono il ricco menù dell’ultima rassegna proposta dalla stagione 2011/2012 della Casa delle Arti, che da domani a domenica proporrà al pubblico bergamasco «Circo Zoè», «Smashed» e «20 Decibel».
Una rassegna che – parafrasando le parole del direttore artistico della stagione, Luigi Giuliano Ceccarelli – intende
muoversi allo scopo di conoscere e approfondire gli elementi di qualità dell’arte performativa che, intrecciando modalità comunicative, ha portato a concepire le arti circensi in una nuova ottica multidisciplinare formata da diversi percorsi, tra teatro-circo contemporaneo, giocoleria e clownerie.
A imbastire il calendario la compagnia orobica Ambaradan, nata diversi anni fa proprio per esplorare la comicità nella
commistione tra diverse arti dello spettacolo come la musica, il teatro ed il circo. Un compito pienamente assolto su due fronti: da un lato la creazione di produzioni distribuite sia in Italia che all’estero dall’altro, il lato didattico, che la residenza teatrale cura con frequenti laboratori sia in sede che fuori (è sempre il team di Ambaradan a curare il festival Magie del Borgo, che lo scorso fine settimana ha colorato le strade di Costa di Mezzate).
Apre le danze, domani alle 21 al teatro Sociale, «Circo Zoè»: un universo onirico in cui i sensi si confondono e
destabilizzano e si incontrano figure tipiche del circo, come il lanciatore di coltelli, le gabbie, donne sospese nel vuoto, e corpi che volano, sulle note di una musichetta a tema (ingresso intero a 10 euro, ridotto a 8 euro).
Sabato sera con uno spettacolo dedicato alla memoria di Enrico Rastelli e intitolato «Smashed» (nella foto). Una pièce di
teatro-danza-giocoleria per nove artisti europei impegnati a ricreare atmosfere cinematografica con le scene ispirate dalla coreografa Pina Bausch. Un modo per presentare il mondo sotto una prospettiva del tutto soggettiva, distorcendo violentemente la realtà per ottenere un effetto emotivo e trasmettere vividamente i loro stati d’animo (ingresso intero a 10 euro, ridotto a 8 euro).
Chiude «20 decibel» di El Grito un’esplosione di fantasia e libertà, provocazione e bellezza. Un invito all’ascolto, ad
affinare i sensi per percepire il “piccolo” che si nasconde dietro “l’evidente”. Un viaggio in un universo dove acrobazie aeree, colpi di pistola, danze e giocolerie non devono prevalere su immagini e suoni più tenui (ingresso intero a 10 euro, ridotto a 8 euro).

09/05/2012 11.21.07

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