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13° Festival di Latina: Sempre più in alto!

13° Festival di Latina: Sempre più in alto!

Dal 13 al 17 ottobre si sono riaccesi i riflettori sulla pista del Festival Internazionale del Circo “Città di Latina”, uno dei grandi appuntamenti europei del settore. Giunto alla sua tredicesima edizione, il Festival quest’anno ha dimostrato una notevole maturità e solidità sia nella qualità degli spettacoli proposti che nella struttura organizzativa ormai oliata a tutti i livelli. Se il valore di un Festival si misura anche attraverso la sua capacità di scoprire talenti e lanciarli alla ribalta, è interessante notare che cinque attrazioni prossime a partecipare al Festival di Monte Carlo sono passate da Latina in questi ultimi anni (Cai Yong, José Mitchels Clown, Flying to the Stars e Troupe Vorobiev). Ma il Festival non è solo questo. E’ anche un’opportunità importante per tanti giovani artisti italiani di ottenere grande visibilità internazionale e la possibilità di farsi conoscere anche da direzioni straniere. Del resto già solo nella giuria figurano rappresentati alcuni dei marchi di maggior rilievo della scena circense mondiale: Bouglione, Soleil, Stardust International, Rosgoscirk, Firebird Productions, Fovarosy Nagycirkusz, Festival di Monte Carlo, Kobzov, Circo Mundial e Federazione del Circo Vietnamita. Ad essi sono da aggiungere gli ospiti e gli operatori del settore accorsi da tutta Europa. Latina è ormai un appuntamento consolidato entrato a pieno titolo nel calendario dei grandi Festival e non per i risultati conseguiti in passato, ma perché con tenacia e determinazione, ogni anno aggiunge un tassello importante nel proprio cammino di crescita, offrendo qualcosa in più.

GLI SPETTACOLI

In un ambiente confortevole, sovente colmo di pubblico all’inverosimile, dotato di un impianto luci davvero spettacolare, il Festival ha proposto nove spettacoli, accompagnati dall’orchestra diretta dal Maestro Markus Jaichner e presentati da una inedita, quanto affiatata coppia: Andrea Giachi e Natascha Berg. Se il primo non ha bisogno di presentazioni in quanto da anni voce ufficiale del Festival, la seconda è una new entry, attrice hollywoodiana dotata di una bellezza magnetica e scoperta dallo staff della produzione al Festival di Wiesbaden in Germania, sua nazione d’origine. In genere i resoconti sui Festival si chiudono con un cenno veloce sulla direzione di pista. In questo caso riteniamo che sia doveroso soffermarci subito su questo aspetto che nella complessità di un evento del genere assume un ruolo centrale. Per quanto si possa partire in anticipo nell’organizzazione logistica, nella previsione delle criticità, nella stesura delle scalette, i tempi per le prove in questo genere di eventi sono sempre risicati e, suddivisi sul numero di artisti coinvolti, quasi irrisori. Spetta alla Direzione di Pista far coincidere le esigenze (e talvolta anche “i capricci” degli artisti) con le necessità dello spettacolo, i tempi degli smontaggi, la gestione degli uomini di pista, etc. Se tutte queste difficoltà quest’anno il pubblico non le ha percepite è anche per la professionalità e l’esperienza di Tommy Cardarelli e di tutto il suo staff che ha saputo gestire gli imprevisti con competenza e precisione. Una sentita nota di merito, dunque, a Tommy, al figlio Loris e a Fulvio Medini il cui lavoro nell’ombra valorizza gli artisti.

GLI ARTISTI ITALIANI

Il programma ha proposto un buon equilibrio di grandi troupe, coppie ed artisti solisti. La famiglia Montico ha voluto rispettare la consuetudine di inserire nel cast due numeri di animali italiani, scelta apprezzabile, sia per rafforzare la centralità degli animali nel concetto di circo tradizionale, sia per favorire la visibilità su due giovani connazionali che hanno avuto una ulteriore motivazione per arricchire le proprie performance. Manuel Farina ha proposto, con uno stile molto personale, un gruppo misto composto da cinque giovani leoni e una tigre con i quali ha dimostrato di avere un rapporto di grande confidenza e complicità. Figlio di Fabrice, storico domatore di felini al circo della società Rossi-Zucchetto negli anni Ottanta, Manuel dopo essersi esibito come trapezista ed in numerosi altri ruoli, da alcuni anni ha deciso, in autonomia, di seguire le orme paterne e attualmente lavora al Royal Circus arricchendo costantemente il numero con nuovi elementi. Rony Vassallo (Circo Rony Roller) ha presentato una libertà di sei stalloni arabi accompagnati in scena dal balletto del Bolshoi di Mosca.

Rimanendo in tema di nostri connazionali veri e propri trionfatori sono stati i giovanissimi Maicol e Angela Martini che con le loro evoluzioni al trapezio volante da Guinness World Record, sono entrati nella storia del Festival. A loro anche il premio del Festival di Monte Carlo dove c’è da scommettere che li vedremo presto.  

LA COMICITA’

L’Italia era presente al Festival anche nella comicità, come tradizione, fuori concorso. Mike Togni e Manuela Barlay hanno proposto un repertorio tradizionale, ma sciorinato con il buon gusto, la delicatezza e l’eleganza che li ha sempre contraddistinti, a dimostrazione che conta più il “come” si fanno le cose, del “cosa” si fa. La Medaglia del Presidente della Repubblica ha dunque ricompensato non solo il lavoro portato in pista, ma anche e soprattutto l’artista Mike Togni fedele a una tradizione di famiglia e ad un modo di fare circo propria degli artigiani. Come tutti i grandi Festival anche Latina non si accontenta di proporre sequenze di numeri, ma si impegna a costruire spettacoli completi e coesi nella struttura.

In questa direzione va l’apertura degli spettacoli affidata ad una coppia creatasi proprio al Festival e di cui continueremo a sentir parlare. Si tratta del Clown Carillon (Paolo Casanova) e della cantante Francesca Bartolomucci che insieme hanno dato vita ad un momento di grande intensità e poesia grazie alla voce davvero emozionante di Francesca e alla silhouette di Carillon ispirata alle grandi maschere della clownerie, a metà strada tra i Rastelli, Romualdo Simili e il contemporaneo Slava Polunin. 5 minuti di note e bolle di sapone che hanno toccato il cuore del pubblico e attirato l’attenzione di direttori, programmatori e festival per l’originalità e l’efficacia dell’abbinamento. Efficace anche la “strana coppia” Dittmar: l’altissima Agnes e il buffo Roland che portano in scena una parodia della loro incredibile vita di coppia.

LE GRANDI TROUPE

Sovente ciò che lascia il segno nei Festival sono le grandi troupe provenienti dalle compagnie moscovite. Non fa eccezione questa edizione che ha portato in trionfo due pezzi da novanta: la Troupe Vavilov e la Troupe Tcherniewsky. Entrambe non sono inedite in Europa, ma in occasione dell’appuntamento pontino hanno messo a punto due versioni nuove di zecca delle proprie performance. Davvero trascinante la coreografia zombie di Vavilov che richiama il musical Rocky Horror Show: musica azzeccata, trucchi da brivido e l’apporto non trascurabile del balletto del Bolshoi hanno fatto di un ottimo numero di banchina alla piattaforma oscillante, un vero e proprio momento di spettacolo. Più tradizionale (ma non per questo meno efficace) la nuova versione della bascula dei Tcherniewsky: un numero che vorremmo vedere più spesso nel nostro paese.

COPPIE DA BRIVIDO

Sul secondo gradino del podio, tre coppie di artisti accomunati da una forza fuori dal comune. Gli impressionanti Leosvel & Diosmani (scoperti ad Albacete qualche anno fa) con un numero di palo cinese che vedremo l’anno prossimo al Circo Knie in Svizzera. Il testa a testa dei Giang Quoc Brothers che spettacolarizzano (con una notevole malizia nel chiedere l’applauso) la salita e la discesa su una scala tenendosi appunto testa-a-testa; e il Duo Balance, una rivisitazione del lavoro proposto in questi anni dagli Alexis Brothers e dai loro emuli; tecnicamente molto dotati, ma meno espressivi dei loro predecessori.

Anche tra le attrazioni aeree, numerosi duo di pregio che si sono fronteggiati su diverse discipline. Molto suggestivo il sostenuto aereo dei Secret of my soul (Marina & Oleksi) accompagnati in finale dalle note di “The Power of Love” cantate da Francesca Bartolomucci. Il loro impeccabile lavoro riporta, al cerchio aereo, l’intensità e la tecnica di un’altra coppia celebre, “Flight of Passion” (Dimitri e Olesia). Il sostenuto aereo al trapezio del Duo Rose, si è accontentato del premio della critica, mentre il Duo Ars non ha goduto di nessun piazzamento, ma confidiamo in una sicura affermazione che arriverà dopo aver rodato maggiormente una routine di notevole impatto, ma leggermente acerba in alcuni passaggi.

OTTIMI SOLISTI

Scorrendo il palmarés si noterà come, al di là dei numeri di animali, i solisti hanno trovato maggior difficoltà ad emergere in questo festival, nonostante la presenza di numerosi ottimi artisti. Doveroso menzionare la giocoliera ceca Helena Polachova alle prese con palloni da calcio; il promettente italo-spagnolo Kevin Rossi (nipote del caro Claudio Rossi) con un numero al filo teso molto interessante, ma al quale ha nuociuto probabilmente la tensione della gara; l’illusionista francese Vincent Vignaud che, pur non potendo proporre il suo repertorio completo di sparizioni, ha ugualmente impressionato per la rapidità dei suoi giochi; il verticalista recordman Yuri Tickonovich appesantito da un coreografia in alcuni momenti prolissa e fine a sé stessa; l’elegante verticalista tedesco Danilo Marder che ha teatralizzato una routine molto buona, su lunghi bastoni.

Kevin Rossi

Presente anche il filone delle scuole con due giovani artiste di cui sentiremo parlare: la trapezista finlandese Paulina (diplomata a Montreal) e la greca Anastasia (diplomata alla Doch di Stoccolma) in una bella performance alla corda brasiliana. Decisamente efficace la serie di equilibri su scale libere di Emil Faltiny che ricordiamo a lungo nel nostro paese nella troupe di monocicli della famiglia.

Un Festival dunque che ha mantenuto le aspettative e che ha saputo, in un clima disteso e sereno, promuovere l’arte circense onorando così la sua mission e riconfermando la vocazione di Latina nello scacchiere nazionale ed internazionale di talent scout. E’ questo che ci aspettiamo da un Festival. Che ogni anno riesca a mostrarci qualcosa di nuovo, rispettando la tradizione del circo, ma aprendosi alle nuove influenze, rischiando, scommettendo, osando. Questo i Montico lo hanno saputo fare anche quest’anno, capitalizzando l’esperienza fondamentale di questi 13 anni e lavorando tutto l’anno con i principali attori mondiali del circo per creare una rete di rapporti imprescindibili per la realizzazione di un evento di questa portata. Le istituzioni sono in ascolto e la loro presenza a Latina nei giorni del Festival e il sostegno del Ministero lo testimoniano. Il Festival fa tanto e può fare ancora di più per l’Italia. Il Circo Italiano può ricevere molto da una manifestazione avviata e riconosciuto in ambito internazionale come questa.

Di Dario Duranti
Foto C. Roullin e F. Marino

IL PALMARES 2011

ORO

Angela e Maicol Martini (trapezio volante)

Troupe Vavilov (banchina con piattaforma oscillante)

Troupe Tcherniewsky (bascula)

ARGENTO

Giang Quoc Bros (testa a testa)

Duo Balance (mano a mano)

Leosvel & Diosmani (palo cinese)

BRONZO

Secret of my soul (sostenuto al cerchio aereo)

Manuel Farina (numero misto di gabbia)

MEDAGLIE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Rony Vassallo (cavalleria in libertà)

Mike Togni (riprese comiche)

PREMIO GIULIO MONTICO

Rony Vassallo (cavalleria in libertà)

PREMIO DELLA CRITICA

Duo Rose (sostenuto al trapezio)

13° Festival di Latina: Sempre più in alto!

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