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Stampa: «Apripista», il circo contemporaneo va in scena.

SUELLEN SFORZI NUOVA AVVENTURA IN …..

«Apripista», il circo contemporaneo va in scena.
Acrobati, giocolieri e danzatori da tutto il mondo

Nasce con la denominazione di «nouveau cirque», oggi ribattezzato più comunemente “circo contemporaneo”.

 

Inventato agli inizi degli anni Ottanta da Jean Baptiste Thierrée e Victoria Chaplin con il fortunato spettacolo «Le cirque invisibile», quasi un «circo da camera» che con pochi oggetti evocava l’universo fantastico dell’arte circense, ha in seguito conosciuto la consacrazione internazionale con il mastodontico Cirque du Soleil e il canadese Cinque Eloize, dai quali sono nati innumerevoli filiazioni specialmente in Francia e in Belgio.

 

foto«Apripista», il circo contemporaneo va in scena

 

 

 

È un circo che deve molto al teatro e alla danza. Poetico e ironico. Atletico e onirico. Clownesco. Sfida la legge di gravità con poesia. Parla il linguaggio dell’acrobazia e dell’equilibrismo, della giocoleria, unita al movimento danzato, alla parola silenziosa. Ben oltre il mirabolante virtuosismo circense c’è tutto il piacere delle arti del palcoscenico. Gli interpreti sono performer capaci di stupirci trasformando la precisione di un movimento nella poesia di un gesto, la tecnica impeccabile di un numero nell’incanto di una visione. Col risultato di elettrizzare, divertire e commuovere. Protagonista assoluto è sempre il corpo che, oggi, dialoga e interagisce con la tecnologia, ma senza smarrire quella poetica artigianale che è la caratteristica di quest’arte. Potremo vedere gli ultimi sviluppi creativi intrecciati e integrati con le tecniche virtuali e tridimensionali nella rassegna all’Auditorium Parco della Musica intitolata “Apripista”, curata da Gigi Cristoforetti..

 

Otto compagnie distribuite nell’arco di un mese che raccolgono le dimensioni contrastanti, piene di gioventù, di sensibilità e di bellezza del circo contemporaneo, capaci di slittare dal virtuosismo più limpido alla consapevolezza della fragilità, dal racconto fisico delle emozioni più semplici alla volontà di affermare con forza un nuovo concetto sociale di arte, per raccontare il mondo d’oggi, i destini di quest’arte e quelli delle generazioni più giovani, nomadi e irrequiete per cultura e necessità. E lo fanno con un corpo dal virtuosismo straordinario, ma senza nasconderne i cortocircuiti o i deficit, così umani e normali, sfruttando in pieno le scritture della danza e del teatro.

 

Ad aprire la rassegna l’1 e il 2 maggio sarà Antoine Rigot e i Colporteurs, che con «Sur la route» (ispirato a «Edipo sulla strada», di Henry Bauchau) utilizzano una struttura in tubi d’acciaio come lo spazio magico di una danza a due: una coreografia dell’equilibrio per un dialogo dei corpi tra un uomo ferito e una donna-funambolo.

 

«Cinématique» di Adrien Mondot, è un invito al viaggio, al sogno, al gioco, dove lo spettatore viene fatto precipitare in una trama visiva illusionistica ricreando spazi e prospettive visionarie con effetti speciali virtuali e tridimensionali. Linee, punti, lettere, oggetti numerici proiettati su superfici piane, tessono spazi poetici che sposano i corpi e i gesti.

Da www.ilsole24ore.com/art/ del 27/05/11

27/04/2011 7.55.15

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