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NAVMACHIAE: IL PRIMO CIRCO ACQUATICO

TANTI AUGURI CRISTEL TUCCI

NAVMACHIAE, IL PRIMO CIRCO ACQUATICO

Molti parlando di circo antico pensando subito ai fasti dell’antica Roma, agli spettacoli ed alle corse di cavalli che avevano luogo nel “Circo Massimo” o nel Colosseo. Forse qualcuno lo avrà anche scritto, ma in rete non c’era una traccia evidente di una variante di quel tipo di spettacoli, bisognava cercare e soprattutto aver studiato a fondo la storia dell’antica Roma.
E’ stato un caso imbattersi nella pagina che sotto proponiamo, certo non ci sono squali, foche o pellicani, tuttavia si legge
di grandi spettacoli con attori (in alcuni casi “forzati”), grandi installazioni scenografiche e ricerche tecniche inimmaginabili, basti pensare ad un Colosseo impermeabilizzato pieno d’acqua per capire di che tipo di accorgimenti furono
capaci i nostri antenati.
Senza dubbio gli utenti più attenti del Circusfans già ne erano a conoscenza, tuttavia troviamo interessante rendere
partecipi anche quelli (come chi scrive) più distratti.

(mt)

NAVMACHIAE

Le naumachie erano battaglie navali riprodotte in un apposito bacino che poteva essere riempito d’acqua. Gli attori erano in genere criminali condannati a morte. Questi spettacoli, che a quanto pare si tennero solo nella città di Roma, erano costosissimi, poiché le navi erano complete in tutti
dettagli, e manovravano come vere navi in battaglia. I Romani chiamavano questi spettacoli navalia proelia (battaglie navali) ma essi sono conosciuti con l’equivalente termine greco naumachia, che venne ad indicare al tempo stesso lo spettacolo ed il sito costruito allo scopo.

Le naumachie spesso intendevano riprodurre famose battaglie storiche, come quella dei Greci che batterono i persiani a Salamina, o quella degli abitanti di Corfù contro la flotta di Corinto. Gli spettacoli dovevano essere impressionanti: in una naumachia si costruì una fortezza al centro del bacino, così che gli “Ateniesi” potessero sbarcare ed impadronirsi della piazzaforte “Siracusana”. Si
dovevano seguire le fasi della vera battaglia, ed il pubblico si esaltava alle manovre dei soldati e alla vista delle macchine da guerra.

In genere erano i criminali a dover combattere, ma talvolta vi erano delle troupe, come in una riproduzione storica, e altre volte veri marinai e soldati. Marziale racconta che si tennero delle naumachie al Colosseo nei primi anni dopo l’inaugurazione, ma gli archeologi moderni (Lugli)
sostengono che esse furono abbandonate poiché “erano necessari molti preparativi per rendere
l’arena stagna e riempirla ad una altezza sufficiente (1,5 m) per potervi far galleggiare le navi”. E’ lecito chiedersi come si potesse riuscire ad allagare il Colosseo, e ciò ha condotto alcuni archeologi a pensare che i sotterranei dell’arena siano stati scavati solo alcuni anni dopo l’inaugurazione, ai
tempi di Domiziano.

La prima naumachia si tenne a Roma in un bacino temporaneo scavato nel Campo Marzio, e fu finanziata da Cesare nel 46 a.C. per celebrare il suo trionfo. Fu ricreata una battaglia tra Fenici ed Egiziani. Ai romani lo spettacolo piacque moltissimo, pertanto Augusto organizzò altre naumachie nei Septa, un grande complesso monumentale con uno spazio aperto di 300 x 120 metri, circondato da portici e arricchito da opere d’arte prese dai paesi conquistati. E’ ovvio che Augusto intendesse celebrare la potenza della flotta romana, poiché il suo stesso potere discendeva dalla
vittoria navale di Azio, ove il suo genero Agrippa, costruttore del Pantheon, era stato l’ammiraglio della flotta. Per la prima volta dai tempi di Caio Duilio, vincitore contro Cartagine, un ammiraglio era stato più celebrato di un generale delle armate di terra. L’orgoglio dei romani per la loro marina
militare si rifletteva negli spettacoli delle battaglie navali, un po’ come accade a noi moderni quando andiamo agli show degli aerei da caccia o quando visitiamo le portaerei.

A Roma, Augusto e Domiziano fecero scavare dei bacini apposta per le naumachie. Il bacino di Augusto misurava 546 metri per 359, ed un acquedotto lungo 22.000 passi fu costruito apposta per portarvi l’acqua dal lago che oggi si chiama di Martignano, presso il lago di Bracciano. Trenta navi e tremila uomini parteciparono all’inaugurazione della naumachia di Augusto, che era ancora in funzione ai tempi di Nerone e di Tito. Più tardi, anche Domiziano costruì una naumachia, ma il luogo preciso è ancora oggetto di dibattito.

Sappiamo che l’imperatore Claudio tenne una naumachia nel lago del Fucino, nel 52 d.C., per l’inaugurazione della galleria di drenaggio delle acque del lago. La galleria, che funzionò sino al IV secolo, conduceva l’acqua nella vicina valle del Liri, attraversando un monte, e fu un capolavoro di
ingegneria (il lago fu prosciugato di nuovo solo nel 19° secolo). In quella naumachia zattere ricolme di pretoriani vennero disposte tutt’intorno alla scena, per prevenire fughe da parte dei gladiatori che parteciparono allo spettacolo, ed una folla immensa di spettatori si radunò sulle montagne intorno al lago. In quell’occasione – ma non sembra essere stata la regola – ai sopravvissuti venne accordata la grazia.

the-colosseum.net

02/03/2011 13.10.24

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