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Stampa: Circo Miranda Orfei: «Ci hanno aggrediti, ci siamo difesi»

circo david

«Ci hanno aggrediti, ci siamo difesi»

 NUORO. Dopo l’aggressione, le minacce. “Picchiatori attenti al piombo”, con vernice rossa sul muro di accesso all’area dove il Circo Miranda Orfei, giovedì scorso, ha piazzato i tendoni. «In quarant’anni che veniamo in Sardegna è la prima volta che succede una cosa del genere». L’amarezza nelle parole di Daviso Montemagno, direttore del circo e imparentato con la prestigiosa famiglia Orfei per parte di madre, è pari soltanto alla volontà di dare una spiegazione su quanto accaduto giovedì sera. Quando un gruppo di pseudo-ambientalisti ha prima imbrattato e in gran parte distrutto molti manifesti e locandine del circo «pensi che ne abbiamo sistemato almeno 600 in città, tutti nuovi, per un danno stimato in almeno 10mila euro», e poi ha aggredito tre circensi. I quali, accorgendosi dei danneggiamenti, li stavano richiamando all’ordine. «Stavamo sistemando il tendone per lo spettacolo delle 21, siamo a Nuoro da martedì ma c’era troppo vento e abbiamo dovuto aspettare», puntualizza Montemagno. Tre dipendenti del circo, visto che molte locandine erano state già danneggiate, stavano preoccupandosi di portare via quelle rimaste intatte quando hanno notato un gruppetto che ancora le danneggiava. «È ovvio che li hanno ripresi, mica è giusto, né civile, distruggere il materiale di chi lavora onestamente». Per tutta risposta, gli ambientalisti (?) «ci hanno detto che se non ci fossimo allontanati ci avrebbero dato una concata noi non sapevamo nemmeno cosa volesse dire in quel momento, altre persone, almeno una ventina, armati di ombrelli e stampelle hanno aggredito i nostri lavoranti». Che si sono difesi, è ovvio anche se uno di loro aveva subìto qualche ora prima un intervento a un ginocchio, e anche se gli aggressori erano tanti, i circensi, atleticamente prestanti «ci alleniamo da una vita» hanno dato del filo da torcere al gruppo degli aggressori, qualcuno dei quali si è fatto male. «Poi sono arrivate le forze dell’ordine, e abbiamo spiegato cosa era successo», prosegue Montemagno, che aggiunge: «spesso gli animalisti vengono a manifestare, ma lo fanno pacificamente, con rispetto. Loro con i cartelli e striscioni, nonon ci sono mai stati problemi. Li invitiamo a visitare lo zoo, a vedere come trattiamo gli animali ne abbiamo 70, stanno tutti bene». E aggiunge: «Quando arriviamo in una città, una commissione comunale di cui fanno parte funzionari, forestali, personale Asl, controlla che sia tutto a posto. Lo stato di salute degli animali compreso».  Fermo restando che «noi siamo ospiti, cerchiamo di comportarci sempre come tali e chiediamo anticipatamente scusa alla città di Nuoro se abbiamo arrecato qualche disagio». Bene è ricordare che il circo porta anche soldi, alla città: le tasse che paga per l’occupazione del suolo pubblico, la nettezza urbana, l’allaccio all’Enel, per non parlare della spesa che viene fatta per dare da mangiare alle circa cinquanta persone che fanno parte della comitiva. E poi ci sono gli animali, ma anche viti, bulloni, e fili, altro materiale che può servire e che magari manca e che si acquista.  Ieri operai, artisti e inservienti lavoravano allo spettacolo della sera. Oggi ne sono previsti due, alle 15.30 e alle 18. Domani, ultimo giorno di permanenza della carovana, spettacolo alle 17. Poi il circo Miranda Orfei smonterà tutto e andrà via. Resterà in Sardegna, come previsto.  «Quel che è successo ci dispiace e ci danneggia. Dovremo tornare per il processo, se ci sarà. l nostro obiettivo è offrire un sano divertimento e qualche emozione positiva in questi tempi, difficili per tutti. Siamo abituati a collaborare con le comunità di cui siamo ospiti. I nostri bambini, fino alla terza, quarta elementare, frequentano le scuole nei luoghi in cui proponiamo gli spettacoli, prima di andare all’ accademia del circo di Verona. Non ci voleva, è un dispiacere». Un’ultima considerazione. «Si possono avere opinioni diverse ma il rispetto è fondamentale. Speriamo che una situazione così difficile non accada più». Intanto, le forze dell’ordine controllano, a discreta distanza. Augurando che sia solo un eccesso di cautela.
Di Simonetta Selloni
 
Da La Nuova Sardegna — 28 novembre 2010   pagina 39   sezione: NAZIONALE

29/11/2010 16.55.15

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