12° Festival del Circo di Latina: Un festivalone!
E’ stato sicuramente un “festivalone”, ricco di sorprese, attrazioni inedite e interessanti, grandi troupe e brillanti solisti, una giuria come sempre qualificata e autorevole e un’organizzazione ormai consolidata e attenta. 34 numeri e una rappresentazione del panorama circense piuttosto sfaccettata e completa.

La nota dolente, come avviene sempre più sovente nella quasi totalità dei Festival, sta nell’ampiezza del Palmares che ha previsto 3 ori, 3 argenti e 3 bronzi, alcuni dei quali piuttosto discutibili. Non sarebbe un Festival se non ci fosse da discutere e contestare i verdetti durante e dopo la manifestazione, ma è ormai evidente che la presenza nelle giurie dei direttori di circhi nazionali o di agenti, porta inevitabilmente a premi politici, a scambi di favore tra i giurati e talvolta ripicche e dispetti tra i medesimi, per favorire o danneggiare qualche artista, portando sul podio numeri non sempre meritevoli. Questo aspetto non ha intaccato l’indiscutibile livello della manifestazione che ha laureato sul gradino più alto del podio i cosacchi della Troupe Sarmat, protagonisti dello spettacolo 2010/2011 del Circo di Mosca (Rossante) arricchiti nella coreografia da un efficace corpo di ballo russo; l’altalena russa e il quadro coreano della Pyongyang Troupe (Corea del Nord) impegnati in spettacolari salti per tutta la lunghezza della sala; e la barra russa della Jianxi Acrobatic Troupe & Flag Circus Troupe (Cina): esercizi inediti e di particolare complessità (triplo, triplo con avvitamento, passaggi incrociati da una barra all’altra, salto mortale in doppia colonna), ma soffocati da un allestimento pesante e dalle inutili movenze di un ballerino decisamente fuori luogo.

Strameritato l’Argento dei Peres Bros. a 10 anni di distanza dall’argento conquistato a Monte Carlo: un numero che non risente degli anni passati e che rende questi due giovani tra gli artisti più luminosi del panorama presente. La China National Troupe si porta a casa anche un argento per il passo a due acrobatico caratterizzato da alcune prese interessanti (quali la rotazione sul palmo della mano o il passaggio sui gomiti), ma meno fluido e tecnicamente inferiore rispetto al celebre passo a due di Canton, primo ed insuperabile apripista di questa disciplina.

Doveroso l’Argento per la troupe colombiana Globe of Speed provenienti dal Circus Flic Flac dove hanno messo a punto l’exploit del globo della morte in 8, ripetuto a Latina nell’intervallo di ogni spettacolo, all’esterno dello chapiteau.

Il Bronzo ha ricompensato l’adagio ai tessuti degli ungheresi Duo Viro; le verticali del Duo Istomina (Russia) che propone un repertorio molto interessante ed uno stile che si discosta dallo stereotipo cinese; e l’equilibrismo alla corda aerea della Pyongyang Troupe: una eccellente esibizione dal punto di vista tecnico guastata dall’improbabile accompagnamento musicale di “Maledetta Primavera” seguita da “The Show Must Go On”, scelte maliziose, dettate forse dal desiderio di occidentalizzarsi ed accattivarsi le simpatie del pubblico, ma decisamente incoerenti con l’esibizione complessiva.

Completavano il programma, fuori concorso, le esilaranti gag del ventriloquo Willer Nicolodi e del suo topolino Joselito, un momento che ha riscosso scroscianti applausi e standing ovation ad ogni spettacolo dimostrando la maturità artistica e al contempo la freschezza di questo artista che ha ben meritato la Medaglia del Presidente della Repubblica. Fuori competizione anche le gag di David e Walter Vassallo alle prese con nuove riprese; davvero gustosa la parodia del cantante senza pantaloni sulle note, in playback, di “Dimmi quando tu verrai”. Coreografica la presenza degli spagnoli Ale Hop, dalle maschere variopinte ed esuberanti, impegnanti a colorare i cambi di scena e le pause tecniche con interventi di animazione di strada in parte inediti per le piste del circo.

Il Festival di Latina da alcuni anni punta il riflettore sui numeri di animali Made in Italy, facendo scoprire i nuovi addestratori del nostro Paese. Quest’anno è toccato a Giordano Caveagna, uno dei più recenti domatori del nostro scenario, dotato di grande comunicativa e disinvoltura, anche maturata nel corso della carriera da artista ad alti livelli, con un ottimo numero di mano a mano insieme al fratello Ivano negli anni Ottanta-Novanta. Giordano propone un gruppo di 8 tigri con le quali dimostra di avere una notevole confidenza esibendosi in baci e carezze ed avvalendosi solo di una piccola bacchetta. A lui il Premio Giulio Montico, mentre il Premio della Critica è andato al doppio trapezio di Shannon MacGuire & Samson Finkelstein (USA) che hanno proposto un’ottima routine condita da uno stile sobrio ed elegante. Delusione unanime per la mancata assegnazione di un premio di rilievo all’acrobatica in banchina della troupe ungherese Quinterion: 5 giovani nugheresi, freschi e briosi, precisi nei movimenti, tecnicamente molto convincenti inseriti all’interno di un numero molto ben congeniato dal regista Kristian Kristof. Un numero che continua a essere invitato nei principali Festival europei e che ha già contratti per i prossimi anni in circhi e varieté europei. La delegazione dall’Associazione Circusfans ha premiato il francese Basile Dragon, lo scanzonato giocoliere dallo stile scafato e non convenzionale, padrone di una buona tecnica (a metà tra giocoleria e contact), privo del manierismo ingessato di cui sono vittime alcuni esponenti del circo contemporaneo. Simpatico e comunicativo, macho ma autoironico, Basile conclude la sua routine con un originale lancio di otto palline. Molto convincente anche il lavoro del grintoso giocoliere britannico Jemile Martinez impegnato in una routine con i palloni caratterizzata da precisione e tempismo.
Pregevole il lavoro della contorsionista sudafricana Lunga alle prese con originali dislocazioni delle anche e figure davvero impressionanti ed inedite, condite da un fisico mozzafiato e da uno sguardo felino.

I colori italiani erano ben rappresentati da Jonathan Rossi, virtuoso della BMX acrobatica, già apprezzato a Monte Carlo alla Premiere Rampe, la cui performance a base di salti ed evoluzioni non sfigurerebbe in qualche grande circo europeo. Made in Italy anche il filo teso di Alexandre Burete che ha proposto una buona routine al filo teso con salto mortale finale. Un infortunio al piede di Giuliano Anastasini, ha impedito ai due fratelli di completare la loro partecipazione al Festival con il numero di icariani con cui stanno ottenendo soddisfazioni in tutto il mondo. Tra i numeri rimasti fuori dal palmarés il mano a mano del Duo Ogor (Polonia), maturato rispetto alla partecipazione al Golden Circus Festival del 2005/2006; il possente verticalista francese Willy Weldens e la corda verticale dell’australiano Julian Aldag, con due passaggi particolarmente emozionanti.
Tra le costanti del festival, l’ottima orchestra, la presentazione di Andrea Giachi sempre più padrone di casa sotto lo chapiteau bianco della famiglia Montico e la direzione di pista affidata a Tommy e Loris Cardarelli. Al Festival quest’anno è tornata anche Tonya Cardarelli che nella serata di gala ha affiancato il tenore Simone Di Giulio in una intensa versione del duetto “Io vivo per lei” portato al successo da Andrea Bocelli e Giorgia.
Dunque un bel Festival che ha ampiamente soddisfatto gli operatori del settore intervenuti e il pubblico che ha affollato lo chapiteau ad ogni spettacolo. Una manifestazione in continua crescita, grazie agli sforzi profusi dalla famiglia Montico che ogni anno non mancano di arricchire il plateau degli eventi collaterali e la rappresentanza dei paesi invitati al Festival.
Di Dario Duranti
Foto di Fabio Marino e Christophe Roullin
Da “Circhi In Cammino” N° 3/2010
12° Festival del Circo di Latina: Un festivalone!
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