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Enis Togni: Livio, il gatto e la volpe e il futuro dell’Enc

Non avrei voluto entrare in polemica con Livio Togni. Ho lasciato correre la lettera in cui ha parlato del “gatto e la volpe”, una metafora con la quale – a mio avviso ma non solo (molti hanno avuto la stessa sensazione) – Livio credo abbia voluto riferirsi al Signor Palmiri ed a me. Senza entrare troppo nel merito di quell’intervento, al riguardo vorrei solo dire che in una dirigenza è sempre meglio che ci siano gatti e volpi piuttosto che cani e gatti.

Ma veniamo alla sostanza. Ricordo bene che durante l’assemblea dell’8 giugno, escluso il sottoscritto, quasi all’unanimità si è deciso che doveva essere cambiato lo Statuto dell’Ente Nazionale Circhi, nel senso che qualsiasi circense – associato o no – avrebbe potuto candidarsi alla presidenza ed il promotore di questo scombussolamento è stato proprio Livio Togni.

Nella sua ultima sortita pubblicata su Circusfans, invece, propone che per candidarsi Presidente sia necessario essere stati almeno per un anno Consigliere. Se questa proposta dovesse passare, i personaggi che potrebbero aspirare, anche con buone probabilità di diventare presidente (per citare i nomi più papabili: Gaetano Montico e Divier Togni) non avrebbero diritto di cittadinanza. A questo punto, dunque, tolti i Consiglieri che hanno già detto di non volersi candidare alla Presidenza, in pratica resterebbe quasi solo lui, Livio Togni.

Personalmente ritengo che, se questa eventualità si dovesse verificare, sarebbe una vera sciagura per la Categoria, e non perché a Livio Togni manchino le competenze, ma i suoi metodi – specialmente riferendosi alla questione degli animali – la sua volontà di andare ad uno scontro frontale con gli animalisti, è semplicemente ridicola. Ricordiamoci che noi siamo sì e no un centinaio di persone contro migliaia di animalisti, quindi non è certo affrontandoli direttamente che si può pensare di averla vinta.

Finora con il metodo, secondo Livio sbagliato, di tirarla per le lunghe, siamo ancora qui a parlare di animali sì e animali no. Probabilmente se ci fossimo scontrati direttamente con gli animalisti, gli animali all’interno dei circhi non ci sarebbero già più.

Livio critica in maniera abbastanza decisa l’operato dell’attuale dirigenza dell’Ente, di cui forse non ricorda di farne parte. Anzi, dirò di più. L’unico che avrebbe forse potuto fare qualcosa per il circo è stato proprio lui al tempo in cui ha ricoperto la carica di Senatore della Repubblica. Ma, purtroppo, non ha fatto assolutamente niente, probabilmente non per sua volontà ma per la mancanza di possibilità. Però il risultato finale non cambia.

Qui termino, aggiungendo solo di essere consigliere da 44 anni e in questo periodo non ho mai avuto nulla da ridire con i tanti consiglieri che si sono avvicendati, e vi prego di credermi. Per ragioni che è inutile spiegarvi, Livio è l’ultima persona con la quale avrei voluto entrare in conflitto.

Grazie per l’attenzione e lo spazio.

Enis Togni

Da www.circo.it del 26/06/10

27/06/2010 21.38.01

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