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ALBERTO ORFEI: “Grazie a tutti per avermi aiutato a difendere Orlando”

TANTI AUGURI CRISTEL TUCCI

ALBERTO ORFEI

RINGRAZIA TUTTI COLORO CHE LO HANNO SOSTENUTO ED AIUTATO A DIFENDERE SUO PADRE

 


Alberto Orfei

 

Se non avessi fatto questo ringraziamento mi sarei sentito male con me stesso perché, se c’è qualcuno che detesto, sono gli ingrati. Dante li mise nel girone più basso dell’inferno, solo sopra agli insignificanti, per i quali usò la famosa frase: “Non ti curar di lor, ma guarda e passa”. Sarebbero quelli che non hanno mai fatto niente, ma rimasero ad aspettare le cose succedere. Da parte mia in quel girone, sicuramente, non ci finirò, perché non sono mai rimasto ad aspettare, non fa parte del mio carattere.

 

In primo luogo ringrazio il Sito di Circusfans, che mi ha permesso di pubblicare la mia difesa dell’onore di mio padre, che non meritava l’attacco falso e vigliacco che gli è stato fatto, se non per quello che è stato e ha fatto nella sua lunga vita di lavoro, almeno per la sua età, che quest’anno festeggia 90 primavere. Come dicevo, Circusfans ha pubblicato tempestivamente la mia difesa e ancora una volta si è dimostrato il sito istituzionale per i circensi e per tutti quelli che amano il circo. So benissimo che dietro il nome virtuale di Circusfans, esistono degli individui in carne ed ossa, che stanno dimostrando come una società veramente virtuale può funzionare alla perfezione, con la collaborazione di tutti i suoi membri, che stanno ognuno in differenti città, lavorando per il successo del Sito senza percepire alcun compenso e fanno tutto veramente solo per l’amore che nutrono per il circo.

 


Orlando Orfei e Theret

 

Non farò un ringraziamento nominando i suoi membri, perché potrei dimenticarne qualcuno e non sarebbe proprio giusto, tutti concorrono per mantenere attivo questo sito, di cui oggi noi circensi non potremmo più fare a meno. Il mio ringraziamento è al Circusfans nella sua totalità.

 

Ringrazio vivamente la Signora Simona Rodolli, reporter della rivista Grand Hotel, per le magnifiche pagine dell’intervista a mia nipote Ambra, che non potevano uscire in un momento più opportuno. La ringrazio anche per l’attenzione e il “Carinho” (scusate, ma non ho trovato la parola italiana con il significato giusto) che mi ha dato, e l’incentivo per rintracciare il materiale necessario a quell’articolo. Ci fossero tanti professionisti come lei.

 

Voglio ringraziare mia nipote Ambra Orfei, per il riguardo e l’amore con cui ha trattato di mio padre nel suo articolo, pur non avendo vissuto insieme a lui. Si è percepito nelle sue parole un grande affetto e una stima per quell’uomo che, in fondo, per lei, era solo una leggenda di famiglia. Anche se Ambra non condivide la mia speranza di unione tra i circhi, merita ugualmente tutta la mia stima.

 

Non potrei non ringraziare mio nipote Paride Orfei, per aver mosso mare e monti per fare in modo che la Signora Simona riuscisse ad entrare in contatto con me, e la sua premura di rintracciarmi.

 

Ringrazio Alessandro Serena, che tempestivamente mise la Signora Silvia Baldacci della Rai in contatto con me.

 

Ringrazio l’E.N.C. nella persona del suo presidente, Sig. Egidio Palmiri, che si è mossa per rintracciare mio padre e, se fosse stato il caso, a rimpatriarlo, cosa che alla riunione dell’Ente ho avvisato che non sarebbe stato necessario.

 

In particolar modo ringrazio tutti gli amici di Facebook e Orkut, che con grande prova d’appoggio e affetto, mi hanno aiutato a divulgare il mio messaggio. Non potrei nominarli qui, perché sono stati una marea di persone in molti paesi del mondo, senza conoscermi bene, mi hanno aiutato a diffondere quel mio messaggio e a riscattare l’onore di un grande uomo che stava essendo infangato impunemente.

 

Spero di non aver dimenticato nessuno, perché se lo avessi fatto, non starei in pace con la mia coscienza. L’appoggio che mi avete dato in quel difficile momento, mi ha fortemente emozionato, e mi ha dato una grande forza, mi ha fatto capire che, anche se alle volte ci si sente soli, non lo si è mai: ci sarà sempre qualcuno che ti aiuterà, che ti spronerà a continuare la lotta.

 

Oggi, so che tutto quello, non è successo per caso, e che non si è trattato di un semplice errore di traduzione, ma è stato un tentativo premeditato di denigrare la mia famiglia con seconde intenzioni, ma, per loro disgrazia, è stato un boomerang, o come dicono in Brasile: “O tiro saiu pela culatra” ossia: “Il colpo è uscito dalla culatta”. Se coloro che l’han fatto (e sanno che io so chi sono) pensavano di ottenere un risultato, devono essersi accorti di aver fatto i conti senza l’oste (che sono io) e che l’effetto è stato un altro.

Il mio messaggio è stato tradotto in portoghese, spagnolo, francese, tedesco, inglese, arabo, giapponese e cinese. L’hanno copiato e divulgato in tutte quelle lingue.

 

Denigrando Orlando hanno voluto diminuire la sua popolarità e quella della sua famiglia, ma le cose non sono andate come volevano. Fra non molto potranno aspettare mie notizie.

 

Pensate che di Orlando Orfei, erano più di 40 anni che non si parlava qui in Italia. Fatta eccezione di me, Dario Duranti e Maurizio Tramonti nella rivista Circhi In Cammino (che dal iniziato a raccontare le gesta, le imprese e le avventure di mio padre in Italia e in Brasile), l’uomo, qui, era quasi nel dimenticatoio, specialmente per le nuove generazioni che non l’avevano mai sentito nominare.  Non mi riferisco agli amanti del circo, perché, loro lo conoscevano, ma gli altri là fuori, non avevano nemmeno un idea di chi fosse, mentre ora, grazie a qualche “furbo”, tutti sanno che è esistito e presto sapranno ancora meglio chi è stato.

 

Il mio più sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla divulgazione di quel mio messaggio.

 

Grazie di cuore Alberto Orfei

D.D.

08/04/2010 9.52.41

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